Piedi piatti nei bambini? Sono fisiologici da piccoli. Allora, quando preoccuparsi?

Tutti i bambini nascono con i piedi piatti e questa condizione diventa patologica solo in alcuni casi. Con l'aiuto della pediatra scopriamo cause, sintomi, rischi e rimedi che i genitori devono conoscere.

Ciò che in età neonatale e nell’infanzia è considerato fisiologico, quindi normale o comunque non preoccupante, in età prescolare può diventare patologico e motivo di attenzione. È il caso, tra i tanti, dei cosiddetti piedi piatti nei bambini, una condizione particolare che può essere trattata in maniera risolutiva per evitare che peggiori e possa portare a conseguenze anche molto serie per la crescita del bambino.

Con l’aiuto della Dottoressa Pilar Nanninispecialista in pediatria, abbiamo avuto modo di conoscere le cause, i sintomi, le terapie e tutti gli elementi che riguardano i piedi piatti nei bambini, fornendo preziose indicazioni ai genitori per una corretta gestione del fenomeno.

Quando si può cominciare a parlare di piedi piatti?

Dottoressa Nannini, cosa si intende con l’espressione “piedi piatti” e quando è una condizione di cui preoccuparsi?

Per piede piatto si intende la mancanza della volta plantare che è quella parte del piede che non tocca il suolo. Si parla di piede piatto come patologico solamente in fase scolare, generalmente non prima degli 8 anni. Questo perché fino a quel periodo il piede piatto è considerato fisiologico nei bambini in quanto ha una valenza di maggiore stabilità soprattutto per aiutare il bambino nei primi anni di vita a deambulare correttamente e aumentare la pianta d’appoggio.

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Le cause dei piedi piatti nei bambini

Quali sono le cause di questa condizione?

Le cause possono essere idiopatiche e genetiche, ma anche da malposizioni del piede in età fetale. Generalmente c’è una predisposizione genetica. In questi casi è meglio anticipare anticipare la diagnosi intorno ai 6-7 anni per fare la prima visita ortopedica per valutare che la deambulazione sia adeguata e che non ci sia una sindrome pronatoria bilaterale, ovvero la tendenza del piede ad appoggiare su tutto il suolo e a cadere verso l’interno. Con una valutazione ortopedica si riesce a vedere se ci sono alterazioni concomitanti che coinvolgono la colonna vertebrale o le anche e ad approfondire l’alterazione a carico del piede.

I sintomi dei piedi piatti

Prima degli 8 anni è possibile riconoscere dei sintomi, dei segnali d’allarme per riconoscere lo sviluppo dei piedi piatti nei bambini?

In realtà no perché viene considerato fisiologico prima dell’età scolare. Quindi eventualmente si fa solamente un’osservazione e si valuta che non ci siano alterazioni a carico della colonna vertebrale o delle anche e prima degli 8 anni non si interviene. L’intervento viene fatto solo dopo, tra gli 8 e 10 anni o anche dopo, e può essere di due tipi: chirurgico o attraverso l’utilizzo di dispositivi medici.

Piedi piatti: rischi e conseguenze

Cosa fare per risolvere il problema e prevenire altre complicanze?

L’intervento chirurgico permette la risoluzione completa della sindrome pronatoria bilaterale. L’intervento chirurgico è risolutivo e ben tollerato anche se il decorso può essere lungo e richiede almeno un mese per avere già una buona mobilità del piede e circa due mesi per ricominciare a fare sport. A fronte di un decorso che può essere considerato lungo poi comunque la risoluzione è efficace e definitiva. I plantari, così come le altre terapie di supporto, non sono efficaci nel risolvere lo sviluppo dell’arco plantare.

Se non viene trattato o non viene trattato in tempo, a quali conseguenze può andare incontro un bambino con i piedi piatti?

Se non viene trattato può associarsi a valgismo delle ginocchia e a una deambulazione scorretta con un alterato sviluppo delle ossa del piede, ma anche del ginocchio e delle anche. Si possono quindi avere fenomeni artrosici e infiammatori, come le tendiniti precoci, e ovviamente si può avere anche una limitazione funzionale dei distretti corporei interessati.

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Piedi piatti: rimedi e prevenzione

Dottoressa Nannini, oltre all’intervento chirurgico ci sono dispositivi medici o altri rimedi che possono contribuire a risolvere o ridurre l’entità del problema?

A volte possono essere utilizzati dei plantari specifici che però non risolvono il problema della mancanza dell’arco plantare, ma possono essere utili in caso di fastidi, dolori o alterazioni nella deambulazione.

Esistono possibilità, metodi o rimedi per prevenire la formazione dei piedi piatti?

Se una persona è propensa a sviluppare questa condizione non ci sono delle possibilità terapeutiche o preventive, anche perché gli stessi plantari hanno una scarsa efficacia da questo punto di vista. Possono alleviare disturbi come la tallonite e l’infiammazione dei tendini plantari che si possono accompagnare a questo problema, ma non lo risolvono e l’unica modalità risolutiva è quella chirurgica che viene però riservata solamente ai casi più gravi dove il fenomeno è particolarmente pronunciato e si associa a un’alterazione morfofunzionale del piede.

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  • Bambino (1-6 anni)