Ci sono casi di cronaca che, quando si verificano, suscitano sempre grande clamore e sdegno con reazioni che, seppur comprensibilmente esagerate ed esasperate, poco focalizzano il cuore del problema. Un esempio particolarmente delicato è quello della cosiddetta Forgotten Baby Syndrome, ovvero il fenomeno per cui un adulto (generalmente un genitore) lascia incustodito il bambino all’interno dell’automobile.

Ciò che qui ci interessa approfondire non sono le responsabilità dei singoli che, inevitabilmente, sono oggetto delle relative indagini, e
che emotivamente parlando portano con sé una grande sofferenza e un grande dolore, quanto cercare di capire ciò che si nasconde dietro un fenomeno apparentemente inspiegabile. Com’è possibile che un genitore dimentichi il proprio figlio? E tale dimenticanza è sempre un reato? È sempre individuabile una responsabilità dolosa o, piuttosto, colposa?

Il fenomeno non è così semplice da analizzare se lo si vuole comprendere nella sua interezza con l’obiettivo non di trovare colpevoli da mettere alla gogna quanto piuttosto cercare di capire quali soluzioni si possano trovare per ridurne l’incidenza (pensiamo che solo negli Stati Uniti, come riportato dal British Medical Journal, ogni anno circa 37 bambini muoiono a causa di un colpo di calore per essere stati lasciati incustoditi nell’automobile).

In Italia dal 1998 ad oggi sono stati 11 (fonte Il Master in giornalismo della Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM) i casi accertati di Forgotten Baby Syndrome.

Forgotten Baby Syndrome: cos’è?

Con Forgotten Baby Syndrome (FBS) si intende indicare il fenomeno per il quale un bambino può essere “dimenticato”, nei casi più
frequenti, all’interno di un veicolo parcheggiato. Negli ultimi anni si è osservata una crescita del fenomeno con inevitabili ripercussioni non
solo sul genitore coinvolto, ma anche sulla famiglia e sulla società.

A oggi la letteratura scientifica in materia è molto limitata e fino a oggi gli studi si sono concentrati prevalentemente sulle condizioni cliniche responsabili della morte dei bambini dimenticati in auto. Poco, invece, si è indagato sulle circostanze che portano un genitore a dimenticarsi il proprio figlio in auto.

Forgotten Baby Syndrome e amnesia dissociativa

Trattandosi di una condizione legata alla memoria è utile concentrare l’attenzione sulla cosiddetta amnesia dissociativa. Il Manuale MSD la definisce come un tipo di perdita della memoria (amnesia) causata da traumi o stress tali da determinare l’incapacità di ricordare informazioni personali importanti.

Questi vuoti di memoria possono avere breve durata (pochi minuti) o possono anche durare a lungo, e sono caratterizzati da una perdita di memoria che coinvolge informazioni (in quali luoghi si è stati, con chi si è parlato, cosa si è fatto, quali sensazioni si sono vissute) che normalmente compongono la coscienza o la memoria autobiografica del soggetto coinvolto.

Le cause e i fattori di rischio

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Fonte: iStock

Indagando le cause è possibile individuare un deficit della performance di memoria, solitamente transitorio, e in modo particolare della cosiddetta memoria di lavoro (WM, working memory). Questa memoria è definita come la capacità di gestire e manipolare, in maniera temporanea, le informazioni provenienti dall’ambiente o di recuperarle dalla memoria a lungo termine ed è descrivibile come il risultato dell’intreccio tra percezione, memoria a lungo termine e azione.

Da questo dato emerge come sono due le componenti che entrano in gioco: la conoscenza e la valutazione della situazione e le esperienze pregresse. L’efficienza della working memory, infatti, dipende dall’interazione tra le informazioni ambientali e le memorie pregresse.

Al di là delle condizioni patologiche che possono inficiare questa interazione, l’efficienza della working memory può essere condizionata dallo stress, dalla deprivazione e riduzione del sonno o, anche se in misura minore, dall’assunzione di sostanze psicoattive.

Una ricerca condotta nel 2005, prendendo in esame episodi di Forgotten Baby Syndrome accaduti tra il 1995 al 2002, ha mostrato come circa un quarto dei genitori era consapevole di aver lasciato il bambino nell’automobile, mentre la metà se ne era dimenticata. Il 40% degli episodi si è verificato durante la routine quotidiana con genitori che erano convinti di aver lasciato il bambino all’asilo che invece restava in auto nel parcheggio del posto di lavoro.

Le ricerche effettuate per analizzare le circostanze ricorrenti per cui si sono verificati casi di Forgotten Baby Syndrome mostrano come più della metà dei casi è legata a vera e propria dimenticanza, mentre un 28% dei casi indica come i bambini giocavano in veicoli incustoditi.

Come prevenirla?

Come abbiamo visto tra i principali fattori che possono aumentare il rischio di andare incontro a perdite di memoria responsabili della Forgotten Baby Syndrome ci sono prevalentemente lo stress e il dormire poco e male, ma anche, nel momento in cui tutto ciò avviene, una minore interazione con il bambino (che magari si è addormentato) o un cambiamento nel percorso abituale.

Anche considerando la poca conoscenza del fenomeno è difficile comprendere come prevenire la Forgotten Baby Syndrome. Indubbiamente il mantenersi in uno stato psicofisico buono (comprendente un sonno regolare, una buona alimentazione e uno stile di vita corretto) aiuta, così come l’adottare alcune strategie che possano ridurre il rischio di dimenticarsi del bambino. Tra queste può rivelarsi utile il lasciare accessori importanti (borse di lavoro, telefono, chiavi, eccetera) sul sedile accanto al bambino in modo che quando si scende si è obbligati a prenderle e, quindi, rendersi conto della presenza del piccolo.

Senza dimenticare che negli ultimi anni è entrato in vigore l’obbligo di legge dell’adozione dei dispositivi antiabbandono che, in alcuni casi, devono essere attivati per poter funzionare e risultare efficaci.

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  • Bambino (1-6 anni)