Lo studio scientifico sviluppato dai ricercatori dell’Università del Massachussets Amherts ha identificato un biomarcatore a misura singola nel DNA mitocondriale dello sperma che può predire il successo della gravidanza nonché la salute riproduttiva maschile.

Questo biomarcatore potrebbe diventare un predittore più accurato per l’infertilità maschile rispetto ai parametri dello sperma, su cui le organizzazioni sanitarie e i medici si affidano da tempo.

La scoperta medica sarebbe una rivoluzione non solo per tutte quelle coppie che da tempo cercano una soluzione alla propria infertilità ma, in generale, per la popolazione tutta. Analizziamo la ricerca effettuata e come potrebbe influire sul successo di una futura gravidanza.

Il biomarcatore dello sperma può predire il successo di una gravidanza, lo studio scientifico

Lo studio è stato pubblicato il 6 ottobre scorso sulla rivista scientifica dell’Oxford Academic, Human Reproduction. In merito a quanto scoperto, l‘epigenetista ambientale dell’Università del Massachussets Amherst, Richard Pilsner, autore dello studio ha affermato:

Clinicamente, la diagnosi di infertilità maschile non è davvero cambiata da decenni. Negli ultimi 10-20 anni, ci sono stati importanti progressi nella comprensione delle funzioni molecolari e cellulari dello sperma, ma la diagnosi clinica non è cambiata né ha raggiunto il passo decisivo.

Brian Whitcomb, professore associato di epidemiologia presso la School of Public Health and Health Sciences e facente parte del team di ricercatori dello studio, ha esposto la sua opinione in merito alla scoperta rivoluzionaria affermando:

Questa ricerca ha richiesto la misurazione dei biomarcatori in laboratorio combinata con la modellazione statistica. Rispondere a domande scientifiche come questa beneficia di una vasta gamma di competenze.

Questo progetto è davvero un bell’esempio di lavoro interdisciplinare e scienza di squadra

Lo studio mette in risalto come il DNA mitocondriale è ereditato dalla madre e il numero di copie del DNA mitocondriale dello sperma, in media, diminuisce da 8 a 10 volte durante la spermatogenesi. Questa diminuzione avviene per garantire che sia basso durante la fecondazione.

Si rende noto come, in  precedenti ricerche svolte dallo stesso Pilsner, Whitcomb e altri, l’aumento del DNA mitocondriale dello sperma e le delezioni del DNA mitocondriale (mtDNAdel) erano associati a una ridotta qualità dello sperma e minori probabilità di fecondazione negli uomini in cerca di cure per la fertilità.

Da queste evidenze, il team di ricercatori ha svolto il logico passo successivo che è stato quello di determinare se le associazioni tra i biomarcatori mitocondriali dello sperma e la fecondazione tra le coppie, che cercano un trattamento contro l’infertilità, potrebbero essere estese alle coppie della popolazione generale e non solo a una cerchia ristretta.

L’analisi dello studio scientifico sull’infertilità maschile

Lo studio parte proprio dall’esaminare alcuni campioni di sperma. I ricercatori dell’Università del Massachussets Amherts hanno avuto accesso ai campioni dallo studio Longitudinal Investigation of Fertility and the Environment (LIFE).

Da qui, si sono reclutate ben 501 coppie, provenienti dal Michigan e dal Texas, analizzate dai ricercatori per 4 anni, (2005 – 2009) insieme alle relazioni tra stile di vita – comprese le sostanze chimiche ambientali – e la fertilità umana.

Il team di scienziati ha valutato gli mtDNAcn e mtDNAdel dello sperma da 384 campioni di sperma e ha analizzato la loro associazione con la probabilità di gravidanza entro un anno.

La scoperta venuta alla luce ha evidenziato come gli uomini con mtDNAcn dello sperma più alto avevano fino al 50% in meno di probabilità di gravidanza specifica del ciclo e il 18% in meno di probabilità di gravidanza entro 12 mesi.

Pilsner, riguardo alla rivelazione data dalla ricerca scientifica ha aggiunto:

Abbiamo visto una forte associazione inversa tra i biomarcatori mitocondriali dello sperma e il tempo di gravidanza delle coppie.

Dobbiamo trarre vantaggio dalla nostra comprensione del kit di strumenti molecolari che abbiamo per sviluppare un migliore predittore della fertilità maschile, nonché della fecondabilità.

L’autore dello studio, Whitcomb chiarisce come il DNA mitocondriale nello sperma esaminato sembra rifletta alcuni fenomeni fisiologici che influenzano la funzione dello sperma.

Pilsner conclude spiegando come sia importante fare un altro decisivo passo in avanti esaminando i fattori che possono mediare i cambiamenti nel DNA mitocondriale dello sperma.

Questi fattori potrebbero includere tossine ambientali o altre cause di infiammazione e stress ossidativo. Dunque, l’importanza di proseguire la ricerca è fondamentale per arrivare a una conclusione che possa aiutare concretamente tutte quelle coppie in cura per la fertilità.

Capire cosa sta causando la ritenzione del numero di copie mitocondriali durante la spermatogenesi ci aiuterà a trovare piattaforme migliori per intervenire e promuovere un migliore successo riproduttivo. (Pilsner)

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  • Infertilità di Coppia