"Il genitore perfetto non esiste". Parola di Chiara Bizzotto, @LaMaestraPragmatica

"Per essere bravi genitori non è obbligatoria nessuna formazione didattica-pedagogica", ha detto a gran voce Chiara Bizzotto, "la maestra pragmatica" su Instagram, rispetto all'idea che esista un modello di riferimento cui riferirsi quando si hanno figli.

Si è indotti spesso a pensare, complice la società liquida e digitale plasmata dai social network, che le sfide e i sacrifici dell’essere genitori a un certo punto vengano ripagati da un traguardo. Una sorta di trofeo che attesta quanto si è stati bravi, genitori perfetti in certi casi. Ma rispetto a quale modello di riferimento? E soprattutto, è normale per i genitori destreggiarsi tra teorie pedagogiche, metodo Montessori e metodo Steiner, per dare sempre di più ai figli e riuscire a raggiungere questa chimera della perfezione? La risposta sta nel mezzo, secondo Chiara Bizzotto, @laMaestraPragmatica che su Instagram lavora come divulgatrice di temi pedagogici, è insegnante e mamma e ha fondato il centro per bambini e famiglie Educhiamo.

In un post, Chiara ha spiegato che non esistono riferimenti oggettivamente validi per parlare di genitori perfetti.

“Ti sei mai sentito un genitore “non bravo”?
Con l’avvento dei social è chiaramente iniziata la condivisione massiva di corsi, storie, post per genitori che ti vogliono insegnare COME essere genitore, facendoti credere che al giorno d’oggi sia NECESSARIA una laurea.
Sono insegnante, mi occupo -anche- di corsi per genitori ma mi sento di dirti una cosa: sei un bravo genitore!”

Per essere bravi genitori“, secondo Chiara, “non è obbligatoria nessuna formazione didattica-pedagogica“. Per quello ci sono esperti deputati a informarsi e aggiornarsi, professionisti del settore che a loro volta guidano i genitori e possono aiutarli a destreggiarsi tra teorie, propositi, aspettative. Di una cosa La maestra Pragmatica è però sicura: la ricetta per sfornare il genitore perfetto, nonostante la proliferazione di esperti che dicono la loro sui social imponendo una sorta di modello di riferimento (spesso irraggiungibile) non esiste.

“Sono insegnante, ho una laurea in materia e sufficienti conoscenze/esperienze eppure anche io, a volte, sono entrata nel vortice di pensiero “Guarda che brava quella su Instagram!” “Forse per essere un genitore migliore dovrei…”Poi mi sono detta “STOP, sei un’ottima mamma!” La prima cosa importante da considerare in educazione è che NON ESISTE un oggettivamente valido. La vera sfida dell’educazione sta nel trovare la miglior soluzione per ogni bambino!”

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“…quindi se ti sei sentito sbagliato guardando una storia su Instagram dove uno specialista ti fa credere che esista “la ricetta perfetta” per essere un bravo genitore, che esista un unico modo di allestire l’ambiente perché sia ottimo per il bambino, che sia necessario fare miliardi di attività con il bambino affinché sia felice, che sia necessario lavorare per dare l’esempio ma essere presente a casa perché il bambino Giovi del rapporto con i genitori, che sia profondamente sbagliato innervosirsi con i bambini e alzare la voce….smetti di seguire quella persona!”

Secondo Chiara c’è solo un modo per non farsi sopraffare, ed è iniziare dal proprio bambino, metterlo al centro con bisogni e desideri dei genitori e cucire soluzioni, idee e nuovi equilibri per tutti. Smettere di seguire quei modelli di perfezione social spesso non attendibili e costruiti a tavolino è il primo passo per creare un legame solido, non basato su “cose” da comprare o da fare.

“Solo tu conosci tuo figlio dunque solo tu lo sai! Nella frenesia di tutti i giorni, secondo me, è importante avere sempre “a portata di mano” uno specialista che ci lascia spunti di riflessione su cui ragionare e da applicare poi -se voglio, come voglio e quando voglio- nel mio essere genitore!”

In educazione“, ha concluso Chiara Bizzotto “esistono studi e teorie che i professionisti devono conoscere, ai genitori lasciamo fare i genitori senza giudicare il loro essere madre e padre! Consapevoli ed informati -se lo vogliono- ma pur sempre GENITORI“. E basta.

 

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  • Bambino (1-6 anni)