Pidocchi: i consigli per evitare il contagio - GravidanzaOnLine

Pidocchi: cosa fare perché i fratelli non si scambino gli “animaletti”

L'infestazione da pidocchi o pediculosi è comune tra i bambini e la percentuale di contagio è molto alta: ecco le misure utili per limitarne la diffusione.

Quasi un “passaggio obbligato” dell’infanzia, insieme a infezioni batteriche e malattie (contagiose) assortite: i pidocchi, gli animaletti che popolano la testa dei bimbi e si spostano allegramente da un “ospite” all’altro. Le occasioni di contatto sono più frequenti nei luoghi affollati, come scuole, palestre, campi estivi.

Cosa sono i pidocchi e perché arrivano

Il termine tecnico per indicare l’infestazione è pediculosi, cioè la presenza di piccoli insetti grigio-biancastri, senza ali, che hanno il corpo appiattito e le zampe fornite di uncini particolari, che permettono loro di attaccarsi fortemente a capelli e peli in genere e, tramite apparato buccale, perforano la pelle e succhiano il sangue. Spiega il sito del Ministero della Salute:

I pidocchi agiscono come parassiti (organismi che vivono “a carico” di altri organismi) e si nutrono pungendo la parte del corpo colpita (cuoio capelluto, corpo o pube), depositando un liquido che causa intenso prurito. Caratteristica fondamentale dei pidocchi è quella di vivere, quasi esclusivamente, sul corpo umano, poiché non possono vivere a lungo lontani dall’ospite. Il pidocchio, infatti, è un ospite specifico. Gli animali domestici non rappresentano una fonte di trasmissione per l’uomo, così come i pidocchi umani non vengono trasmessi agli animali. Contrariamente a quanto si tende a credere, i pidocchi “non saltano” da una testa all’altra. Il contagio avviene fra persona e persona, sia per contatto diretto, che attraverso lo scambio di effetti personali quali pettini, spazzole, fermagli, sciarpe, cappelli, asciugamani, cuscini, biancheria da letto ecc. Altro pregiudizio è credere che i pidocchi infestino solo le persone sporche. Qualsiasi individuo può essere infestato, indipendentemente dalla sua igiene. Quando c’è un caso in famiglia tutti si dovrebbero controllare a vicenda.

pidocchi e pediculosi

A essere colpiti dai pidocchi sono soprattutto i bambini, ma l’infestazione si diffonde presto anche agli altri membri della famiglia o ai compagni di asilo e di scuola. Spiega il dottor Alberto Ferrando, specialista in pediatria:

L’infestazione (si parla di infezione solo nelle malattie infettive, per i parassiti come il pidocchio, di infestazione) predilige l’età tra i 5 e gli 11 anni, ma nessuna età è risparmiata, il sesso femminile, i capelli folti, più che lunghi (quindi non serve a niente tagliare a zero i capelli come una volta veniva fatto), e puliti. Molti pensano subito al binomio pidocchio-sporcizia, invece questi “cari” animaletti adorano i capelli puliti e profumati. Dobbiamo subito dire a tutti che al giorno d’oggi, “prendere i pidocchi” non rappresenta un segnale di scarsa igiene personale e familiare, né tanto meno di sporcizia e di povertà (anche se fra gli adulti sembrano più colpiti quelli con scarsa igiene personale). Il pidocchio colpisce tutti, ricchi e poveri, sporchi e puliti, global e no-global, maggioranza e opposizione, è un raro esempio di eguaglianza sociale.

I sintomi della pediculosi

Le prime manifestazioni dell’infestazione compaiono in genere dopo diversi giorni dall’arrivo degli animaletti sul cuoio capelluto: le punture iniziali non si avvertono poiché nella saliva dei pidocchi c’è una sostanza che “anestetizza” la cute, privandola di sensibilità.

La pediculosi si manifesta inizialmente con prurito e viene confermata dal ritrovamento, tra i capelli, dell’insetto e delle uova (lendini). Aggiunge il dottor Ferrando:

Il primo sintomo è rappresentato dal prurito, variabile molto da persona a persona, inizialmente alla nuca e dietro alle orecchie. Al prurito segue il trattamento con conseguenti “lesioni da trattamento” cioè ferite che possono complicarsi con infezioni che causano dolore e aumento dei linfonodi del cuoio capelluto e della nuca. L’ispezione, con una forte sorgente luminosa, consente di visualizzare le lendini alla radice dei capelli e, solo più raramente, il pidocchio vivo. Le lendini sono piccoli elementi del diametro di 0,3 per 0,8 mm, di forma ovoidale, di colore biancastro-giallastro, attaccate a un capello. Il pidocchio ha una forma allungata, un colorito bianco-grigiastro, è lungo da 1 a 4 mm e rimane fisso ai capelli. La diagnosi è più sicura se si utilizza un pettine con i denti molto vicini e fitti (la vecchia pettinessa). La pettinessa va usata dopo aver pettinato i capelli con un pettine o spazzola normale. Il risultato è migliore se i capelli sono bagnati. La pettinessa va inserita alla base del capello e fatta scorrere con decisione fino alla punta. Si esamina frequentemente il pettine per vedere se si è “catturato” il pidocchio.

Il trattamento per i pidocchi

Non appena viene diagnosticata una pediculosi tutta la famiglia (e i compagni di scuola o di gioco) devono controllare di non aver subito il contagio. Per combattere i pidocchi il primo passo è eliminare le possibili fonti di contagio. Spiega Ferrando:

Quando in una famiglia si fa diagnosi di pediculosi della testa, vanno esaminati accuratamente tutti i componenti. Temperature superiori a 53,5° C, mantenute per 5 minuti sono letali per uova e pidocchi. Spazzole e pettini possono essere lavati con un pediculocida o in acqua calda. Anche il lavaggio a secco è efficace. Per oggetti non usati da oltre qualche giorno non è necessario procedere ad alcun provvedimento: nel dubbio è sufficiente conservare oggetti, cappelli e vestiti per 10 giorni, in un sacco di plastica. Ai bambini deve essere permesso di tornare a scuola o in comunità il mattino dopo il primo trattamento, poiché il rischio di trasmissione è rapidamente ridotto dal trattamento. È da rivedere la politica di riammettere a scuola o in comunità solo i bambini che siano completamente senza uova, che, come abbiamo visto, possono essere vuote o morte dopo il trattamento.

Altre misure utili per trattare la pediculosi sono la disinfestazione di abiti e lenzuola, da lavare a 60° oppure a secco, conservare per due settimane in un sacchetto ben chiuso i giochi o gli oggetti potenzialmente infestati, disinfettare spazzole e pettini e non usare oggetti per capelli in condivisione.

Come prevenire l’infestazione da pidocchi

Dal momento che, come ricordato, i pidocchi non “saltano”, né hanno ali per volare, è possibile evitare o almeno limitare la loro diffusione nelle famiglie con alcuni accorgimenti. Il Ministero della Salute ricorda alcune misure utili per la prevenzione della pediculosi:

  • educare i bambini ad evitare che i capi di vestiario vengano ammucchiati; soprattutto nelle scuole e nelle palestre sarebbe opportuno che ogni bambino disponesse di un armadietto personale
  • educare i bambini ad evitare lo scambio di oggetti personali, quali pettini, cappelli, sciarpe, nastri, fermagli per capelli, asciugamani
  • mettere in atto una sorveglianza accurata, con ispezioni settimanali del capo, in particolare sulla nuca e dietro le orecchie (anche quando il bambino non ha sintomi), sia da parte dei genitori, che del personale sanitario delle scuole, per individuare precocemente il problema
  • in caso di infestazione scolastica, nelle famiglie con bambini in età scolare, sottoporre a un controllo sistematico tutti i familiari, in particolare i figli più piccoli e, alla scoperta di eventuali lendini, applicare in modo scrupoloso le regole descritte per il trattamento dell’infestazione da pidocchi.

Prevenire l’infestazione da pidocchi, ricordano gli esperti, non è possibile, e usare preventivamente i prodotti antiparassitari oltre ad essere inutile poiché non garantisce l’immunità dalla pediculosi, è potenzialmente dannoso.

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