Litigi tra fratelli e come gestirli: ne abbiamo parlato con la pedagogista

Ogni giorno i genitori hanno a che fare con litigi tra fratelli. Come fare a gestirli? Ne abbiamo parlato con la pedagogista, che ci ha spiegato le cause, come far smettere i bambini di litigare e placare la gelosia tra fratelli.

I litigi tra fratelli e sorelle danno pensiero a tutti i genitori. Ma in fondo un litigio è un’occasione preziosa che va ripensata: aiuta a crescere e migliorarsi, preparando i bambini ad affrontare al meglio il futuro.

Ne parliamo con la pedagogista Beatrice Bianchin.

Litigi tra fratelli: le possibili cause

Dottoressa, quali sono le possibili cause dei litigi tra fratelli?

Nella quotidianità familiare non è semplice individuare le cause dei litigi tra fratelli, perché spesso le discussioni nascono da episodi che noi adulti consideriamo irrilevanti e di poca importanza.

Le cause dei litigi sono disparate, ma capita spesso che i bambini inizino a litigare quando l’adulto non c’è; in questi casi, la molla che fa scattare il litigio è la gelosia: il litigio rappresenta una sorta di una gara per catturare l’attenzione dell’adulto su di sé, attraverso gli strumenti propri del bambino.

I bambini studiano con attenzione il comportamento degli adulti e anche le modalità che i genitori attuano nei litigi; i figli tendono a ripetere lo stesso schema comportamentale che vedono nella mamma e nel papà, ma spesso alzano ancora di più l’asticella per vedere come reagisce l’adulto. Dietro a tutto questo, naturalmente, c’è la richiesta implicita di farsi dare dei limiti.

Dobbiamo entrare nell’ottica che il litigio può essere positivo. Lo sostiene, tra gli altri, il pedagogista Daniele Novara, che ha scritto diversi testi su questo argomento. Il litigio e la discussione non sono altro che una palestra di vita, dove i bambini imparano a misurarsi col mondo, a capire fino a dove possono avanzare una richiesta o trovare un compromesso con l’altro.

Il litigio fa crescere perché li aiuta a capire come risolvere i problemi nel modo migliore. Al contrario di quanto spesso siamo portati a credere, il litigio va a disturbare molto più l’adulto che i bambini; per loro è uno strumento davvero utile. E l’adulto devo lavorare per offrire il miglior modello imitativo possibile per la gestione del conflitto.

Litigi tra fratelli: come gestirli e come comportarsi?

Come è possibile gestire i litigi tra fratelli?

Quando i bambini litigano, l’adulto interviene soprattutto per chiedere chi è stato, cosa è successo, di chi è la colpa, o capire “chi ha preso il gioco a chi”. Ma sarebbe bello porre una domanda ai genitori: quanto ci disturba che i nostri figli litighino? Spesso siamo noi adulti a volere che smettano, e non i bambini stessi. Questa domanda è il punto di partenza per una sincera riflessione su quello che è un nostro bisogno.

Fatta questa premessa, la prima regola è quella di non intervenire ma osservare. Il nostro intervento, infatti, o fa aumentare la frustrazione e quindi la rabbia, oppure la nostra soluzione “da adulti” finisce per accontentare uno dei due fratelli, ad esempio il più piccolo o chi tende più spesso a cedere alle richieste dell’altro. In questo modo però, anche inconsapevolmente, creiamo ulteriore frustrazione e gelosia.

Se invece ci limitiamo ad osservare e lasciarli fare, i bambini imparano ad autogestirsi. Naturalmente, questo richiede pazienza, va fatto po’ alla volta, non possiamo pretendere risultati immediati. Ma se perseveriamo finiremo per scoprire che i bambini riescono a trovare una soluzione da soli, che per loro è perfetta. Per esempio, può capitare che i bambini comincino a giocare insieme o che passino a un’altra attività.

Cosa fare se si picchiano

Dottoressa Bianchin, cosa dovrebbe fare un genitore se i figli passano alle mani e iniziano a picchiarsi?

Se la situazione diventa pericolosa naturalmente il genitore deve intervenire, ma con alcune accortezze. La chiave di volta è descrivere oggettivamente quello che ha visto. Ad esempio, si può chiedere ai bambini: “Ho visto che tutti e due volete giocare con lo stesso giocattolo; è così?”. In questo modo i genitori aiutano davvero i bambini, portandoli a raccontare quello che è successo senza che si sentano giudicati.

Poi il genitore può dire di aver compreso la situazione e proporre di cercare insieme una soluzione; per esempio, può dire al figlio di provare a chiedere al fratello o alla sorella: “Mi piacerebbe giocare con questo gioco”, per trovare insieme un accordo comune, piuttosto che compiere delle azioni che possono far male ai fratelli.

Oppure: “Alla mamma non piace che tiri i capelli alla sorellina perché le fai male”. Bisogna essere onesti e oggettivi, senza ricorrere a frasi come: “Sei sempre tu, è colpa tua”, che sono invece le modalità che più tendiamo ad attuare. Inoltre, durante un litigio tra fratelli, è importante resistere alla tentazione, tipica dell’adulto, di voler sistemare tutto subito, nell’immediato.

Come gestire la gelosia tra fratelli e sorelle piccoli

Quando i figli piccoli manifestano gelosia, come possiamo aiutare a gestirla nel modo migliore?

In generale, occorre ricordare che la gelosia è un’emozione, e che come tale va rispettata, verbalizzata, compresa. Di fronte a una manifestazione di gelosia, dobbiamo riuscire a mostrarci pazienti permettendo al bambino di esprimerla (anche se non ci piace); è come la rabbia o altri “sentimenti scomodi”: se non trova uno spazio per essere ben canalizzata aumenta.

Lo spazio per buttare fuori quest’emozione può essere un disegno, oppure uno sfogo fisico come saltare o ballare. Inoltre, in una famiglia con più figli, sarebbe ideale (anche se non è affatto semplice!) riuscire a dedicare del tempo singolo per ogni bambino. In questo modo i bambini non metteranno in dubbio la loro unicità; non è facile, ma è uno degli strumenti preventivi per gestire la gelosia.

Come far smettere di litigare i bambini

Come si può far smettere di litigare i bambini?

Questa è una domanda “da adulti”. Se imparare a litigare è una maestria, non devo far smettere il bambino di litigare, ma fornirgli gli strumenti per imparare a farlo cercando una soluzione e senza prevaricare l’altro.

Dobbiamo pensare ai più piccoli come al nostro futuro. Ma quando ci troviamo a gestire queste situazioni e dinamiche tipiche dei bambini siamo i primi a puntare il dito, a bloccarli; è importante offrire loro un valido modello alternativo.

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  • Bambino (1-6 anni)