Cosa s'intende per bisogni educativi speciali?

Cosa si intende per Bisogni Educativi Speciali? Ecco le diverse categorie di BES nei bambini e la normativa di riferimento.

Nella scuola italiana si sente sempre più spesso parlare di bambini con Bisogni Educativi Speciali. Si tratta di alunni che hanno bisogno di un’attenzione particolare perché si trovano in situazioni di svantaggio sotto diversi punti di vista.

Vediamo cosa si intende per bisogni educativi speciali, le diverse categorie di BES e l’attuale normativa di riferimento.

Bisogni educativi speciali: cosa sono?

I bambini con bisogni educativi speciali sono sempre più numerosi nell’attuale società e nella scuola italiana, fin dalla scuola dell’infanzia. Ma cosa significa “bisogno educativo speciale”? I BES fanno riferimento a una vasta aerea, quella dello svantaggio scolastico, che comprende diverse situazioni di difficoltà, che non riguardano soltanto la disabilità.

Oggi la società è sempre più complessa e la scuola rispecchia questa complessità. In tutte le classi ormai, infatti, sono presenti alunni che hanno bisogno di particolari attenzioni. Sono i cosiddetti bisogni educativi speciali (in inglese special needs); questi bisogni derivano da problematiche diverse.

Può trattarsi di svantaggio sociale o culturale, disturbi evolutivi specifici o disturbi specifici dell’apprendimento, svantaggio linguistico di alunni stranieri che sono da poco in Italia e non conoscono la lingua e la cultura italiane.

Categorie e tipologie di bisogni educativi speciali

L’area dello svantaggio scolastico comprende varie problematiche. In tutto esistono 3 grandi sotto-categorie: la disabilità, i disturbi evolutivi specifici e lo svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale.

  • La disabilità coinvolge i bambini che hanno una disabilità certificata ai sensi della L. 104/92. I tipi di disabilità clinicamente riconosciuta sono tanti e diversi tra loro; ma tutti i bambini hanno diritto all’adozione di un Piano Educativo Individualizzato a scuola, che tenga conto delle peculiari caratteristiche e difficoltà.
  • I disturbi evolutivi specifici comprendono sia i disturbi specifici dell’apprendimento, che i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, dello sviluppo motorio, dell’attenzione e dell’iperattività.
  • Lo svantaggio economico spesso deriva da situazioni familiari precarie a livello lavorativo. Quando una famiglia non riesce ad arrivare a fine mese, faticherà anche a comprare l’occorrente scolastico per i figli (astucci, libri, quaderni).
    A livello sociale, un bambino può avere genitori poco presenti o non integrati nella società; possono avere problemi come alcolismo o dipendenze da sostanze; oppure uno di loro può trovarsi in carcere. In questi casi i bambini richiedono attenzioni particolari.
    Lo svantaggio linguistico e culturale vede protagonisti bambini che risiedono da poco in Italia; spesso in queste situazioni i membri della famiglia hanno difficoltà a integrarsi, magari perché non conoscono le persone e la lingua del posto, e quindi faticano a intrecciare relazioni significative. I bambini stranieri che arrivano a scuola non conoscono l’italiano e per questo vanno aiutati con tutti i mezzi possibili.

BES e disturbi specifici dell’apprendimento

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, conosciuti anche come DSA, rientrano nella macrocategoria dei BES. Si tratta di disturbi di carattere evolutivo che interessano abilità coinvolte nelle attività scolastiche, come la lettura, la scrittura e il calcolo. Per questo motivo, questi disturbi vengono individuati proprio nella scuola primaria.

  • La dislessia è un disturbo specifico della lettura; si manifesta con la difficoltà a imparare a leggere e decifrare i segni linguistici. Si osserva attraverso una minore correttezza e rapidità della lettura ad alta voce rispetto a quanto atteso dall’età.
  • La disgrafia è un disturbo specifico di scrittura; si manifesta nella difficoltà di realizzazione grafica dei segni linguistici (riguarda la grafia e non l’ortografia). I bambini disgrafici non hanno agilità nei movimenti delle mani; la loro scrittura presenta una bassa qualità dell’aspetto grafico.
  • La disortografia è un disturbo specifico della scrittura; si manifesta in una difficoltà nei processi di transcodifica della lingua. Riguarda la correttezza della scrittura rispetto alle regole della lingua, dunque l’ortografia.
  • La discalculia si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e nell’elaborazione dei numeri. Tutti i bambini che presentano un disturbo specifico dell’apprendimento hanno diritto a strumenti compensativi e misure dispensative.
Disprassia (verbale e motoria), un disturbo che interessa il 6% dei bambini. Che fare?

Le normative sui bisogni educativi speciali

Si è iniziato a parlare di BES con la direttiva Miur del 27 dicembre 2012, il primo documento che affronta la questione in Italia. La direttiva afferma che ogni alunno può manifestare dei bisogni che emergono per motivi fisici, biologici, psicologici, culturali, sociali. Rispetto a questi bisogni, le scuole devono offrire una risposta personalizzata e adeguata ai bisogni.

La direttiva individua nell’area dello svantaggio scolastico due situazioni: lo svantaggio culturale e sociale e le difficoltà di chi non conosce la cultura e la lingua italiane. La successiva C.M. n. 8 del 6 marzo 2013 chiarisce alcuni aspetti. Gli studenti con BES non hanno documentazione clinica o certificazione attestante disturbi evolutivi specifici; queste tipologie vanno individuate tramite elementi oggettivi o considerazioni psicopedagogiche e didattiche.

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Categorie

  • Bambino (1-6 anni)