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I bambini e l’estate: attenti alle zanzare!

Le zanzare attaccano in genere dopo il tramonto o durante la notte e sono attratte dalle fonti di luce. Le loro punture si localizzano soprattutto sulle parti del corpo scoperte, per esempio il viso, il capo, le braccia e le gambe. In corrispondenza della zona della puntura la pelle presenta un pomfo, cioè una chiazza in rilievo di colore rosso, che causa prurito. Di seguito sono riportate le indicazioni della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP).
Alla puntura di zanzara si hanno generalmente due tipi di reazione:

  • Normoreattiva: prurito che compare in pochi secondi e permane per circa 30 minuti; comparsa del pomfo (edema da puntura); eritema ed edema, regressione dello stesso entro i 30-120 minuti
  • Iperreattiva: pomfo di maggiori dimensioni che permane e supera a volte le 24 ore; evoluzione in papula che permane anche fino a 10 giorni; successiva formazione di vescicola con secrezione sierosa; riparazione dopo 10 giorni dalla comparsa della papula; possibile ipercromia o ipocromia, ovvero macchie scure o chiare. I soggetti che presentano papule resistenti sono considerati allergici

Nel caso della zanzara la prevenzione è di tre tipi:

  • Non generare ristagni d’acqua dove le zanzare depositano le uova e si riproducono: sottovasi per piante e fiori, bacinelle, annaffiatoi, raccoglitori d’acqua, vasche, laghetti e fontane ornamentali, dove però sono molto utili i pesci rossi che si nutrono di larve delle zanzare.
  • Mettere zanzariere alle finestre o sui lettini dei bambini e trattarle con Permetrina, fornelletti o comuni zampironi
  • Uso dei repellenti da applicare solo sulle parti scoperte del corpo e non sotto i vestiti

 Nell’utilizzo dei repellenti per zanzare è bene seguire alcuni consigli:

  • non utilizzarli su pelle irritata, con abrasioni o tagli
  • non utilizzare spray direttamente sul volto ma spruzzare il prodotto sulle mani e poi applicarlo sul volto
  • lavarsi quando si rientra all’interno
  • non utilizzare per i bambini al di sotto dei tre anni
  • Bambini sotto i 6 mesi: non utilizzare sostanze repellenti per insetti contenenti DEET; utilizzare zanzariere ed evitate gli ambienti esterni durante il tramonto e all’alba.
  • Bambini 6 mesi – 2 anni: utilizzare prodotti con quantitativi di DEET non superiori al 10%; applicare il prodotto non più di una volta al giorno.
  • Bambini 2 – 12 anni: Utilizzare prodotti contenente DEET non superiore al 10%; applicare il prodotto non più di tre volte al giorno.
  • Prodotti a base di citronella e geranio possono essere usati dai 2 mesi di età.

Attenzione al rimedio fai-da-te, come applicare ammoniaca o frizionare con il limone: il primo, di solito, ustiona la pelle e il secondo rende la pelle fotosensibile per cui poi ci scottiamo al sole.

L’unico rimedio consigliabile è applicare del ghiaccio per attenuare il gonfiore e utilizzare gel al Cloruro d’alluminio al 5%.

È importante raccomandare al bambino di non grattarsi, per non correre il rischio di aumentare il prurito e di infettare la lesione. Se comunque esce sangue, bisogna lavare e disinfettare.

La zanzara tigre

Originaria del sud-est asiatico, la zanzara tigre è arrivata in Italia, a Genova, nel 2000. La differenza più evidente tra la zanzara comune (Culex pipiens) e la zanzara tigre (Aedes albopictus) sta nella colorazione del corpo: la prima è di colore nocciola, mentre la seconda è nera, con bande bianche su addome e zampe ed una linea bianca nella parte anteriore.
Le dimensioni della zanzara comune sono leggermente più grandi di quelle della zanzara tigre. Vola basso, a pochi centimetri dal suolo, punge soprattutto alle gambe e alle caviglie, attacca anche di giorno, il liquido che inietta è particolarmente tossico e fa sviluppare reazioni cutanee molto pruriginose o dolenti.
Sopravvive alle temperature sotto zero dell’inverno, risente poco dei fornelletti antizanzara e punge anche attraverso gli indumenti. Valgono comunque gli stessi consigli elencati per la zanzara comune.

Schede di approfondimento su come affrontare i danni provocati da insetti, meduse e tracine.
– Api e Vespe
– Calabroni e tafani
– Meduse e tracine
– Zecche

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