Perché molte donne si sentono offese dal termine 'gravidanza geriatrica'

Si definisce così la gestazione di una donna incinta che ha un’età superiore a 35 anni. È una parola che può essere percepita come un insulto a causa delle discriminazioni presenti all'interno della società.

La geriatria è una disciplina medica che si occupa delle malattie che si verificano nell’anziano e dei problemi associati all’invecchiamento. Si definisce gravidanza geriatrica, una gravidanza in cui la madre ha un’età superiore a 35 anni.

Gravidanza geriatrica: che cos’è e quali sono i rischi per mamma e bimbo

Questo tipo di gestazione – sempre più comune con il cambiamento dello stile di vita della donna – richiede una particolare attenzione medica: maggiori possono essere infatti i rischi per la salute della mamma e del bambino (tassi più elevati di aborto spontaneo, malattie genetiche e complicazioni, come ipertensione o diabete gestazionale). Nella stragrande maggioranza dei casi, comunque, monitoraggio medico costante e buone pratiche per la salute consentono un parto sicuro.

Sono sempre più le donne che scelgono di avere figli dopo i 30 anni. Secondo i dati Eurostat, nel 2013 in UE l’età media delle donne alla nascita del primo figlio era di 28,8 anni, aumentando gradualmente fino a 29,4 anni nel 2019.

Un rapporto dell’Istat ha invece evidenziato come in Italia l’età della prima gravidanza si attestava nel 2020 a 31,4 anni (oltre 3 anni in più rispetto al 1995). Non sempre si tratta di una scelta volontaria: l’instabilità economica, la precarietà lavorativa spesso inducono le donne a posticipare il momento della maternità.

Non è in tutto il mondo così: Paesi come quelli africani fanno eccezione, spesso anche per una mancanza di scelta, da parte delle donne, rispetto al controllo delle nascite.

Molte donne che partoriscono oltre i 35 anni ritengono offensivo il termine “Gravidanza geriatrica”, una parola utilizzata per farle stare male con se stesse.  Dal momento in cui si tratta di lessico medico, perché si verifica tutto ciò?

La risposta è semplice: l’ageismo. Ovvero, quella discriminazione nei confronti di una persona in base alla sua età, specialmente diretta verso gli anziani.

L’aggettivo “geriatrico”, quindi, suona all’orecchio di molti come un insulto, perché nella nostra società il concetto di invecchiare è considerato offensivo.

E lo è ancora di più nei confronti delle donne: con l’età che avanza gli è richiesto di mantenere standard di bellezza impossibili; oppure, vengono maggiormente discriminate sul posto di lavoro. Non c’è da meravigliarsi, dunque, se le donne si sentono offese anche da termini medici, usati per descrivere il processo di invecchiamento.

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