Stimolazione ovarica e inseminazione artificiale - GravidanzaOnLine

Stimolazione ovarica: a cosa serve e quando viene praticata

Nei casi di fertilità ridotta dovuta a bassa attività follicolare nella donna si può procedere con la somministrazione di farmaci per la stimolazione ovarica: vediamo quali sono i benefici e quali gli effetti collaterali.

Tra i metodi che possono essere utilizzati per favorire una gravidanza quando ci sono problemi di fertilità nella donna si trova la stimolazione ovarica. Si tratta di una procedura volta a “forzare” l’ovulazione e a produrre un ovocita di almeno 18 millimetri di diametro, così da poter essere fecondato.

Viene prescritta e quindi monitorata da un medico e in molti casi è utilizzato come uno dei primi passaggi della procreazione medicalmente assistita.

Stimolazione ovarica: come funziona

Sebbene le varie metodiche della procreazione medicalmente assistita (Pma) possono essere usate anche su ciclo spontaneo, molti studi hanno dimostrato come l’induzione follicolare sia associata ad una probabilità più elevata di instaurare una gravidanza. Tale dato è la risultante da una maggiore qualità ovocitaria, un numero più alto di follicoli con diametro superiore ai 16 millimetri e un miglioramento dei rapporti fra tuba e ovaio.

In genere si può procedere con una tecnica di procreazione assistita dopo un anno o più di tentativi non riusciti di avere un bambino, ed escluse patologie fisiche che rendono impossibile l’instaurarsi di una gravidanza. Una volta compiuti gli accertamenti sull’apparato riproduttivo della donna e appurata la difficoltà di ovulazione, che può verificarsi con frequenza ridotta o non verificarsi affatto, il medico può prescrivere alcuni farmaci a base ormonale. Tali farmaci sono volti a indurre o stimolare l’ovulazione, che viene poi controllata periodicamente tramite ecografia.

Stimolazione ovarica naturale

Durante l’ovulazione il corpo di una donna produce naturalmente l’ovocita che, in caso di incontro con lo spermatozoo, dà luogo al concepimento. Quando l’apparato riproduttivo femminile funziona regolarmente si verifica un’ovulazione al mese: durante la fase follicolare (o preovulatoria) all’interno dei follicoli si sviluppano gli ovociti, uno dei quali viene espulso una volta raggiunti 20-25 millimetri, mentre gli altri saranno riassorbiti.

La produzione di ovuli può essere stimolata solo farmacologicamente attraverso la somministrazione di ormoni, tuttavia è possibile migliorare le possibilità di avere una gravidanza attuando alcuni accorgimenti naturali volti a migliorare lo stato di salute psicofisico della donna che cerca un figlio. È importante mantenere abitudini salutari, non fumare e non bere alcol, praticare una regolare attività fisica (compresa quella sessuale) e tenere monitorato il proprio peso corporeo (che non dovrebbe essere né eccessivo né troppo basso).

Farmaci per la stimolazione ovarica

Nel caso in cui la fertilità sia ridotta e la gravidanza desiderata non arriva la donna può decidere di sottoporsi agli accertamenti volti alla stimolazione ovarica, che si effettua con la somministrazione di due diversi tipi di farmaci ormonali, il clomifene citrato oppure le Gonadotropine umane menopausali (hMG), che aiutano a stimolare i follicoli e quindi a produrre gli ovociti.

Il clomifene si presenta come una semplice pastiglia da assumersi per via orale e ha un’efficacia piuttosto elevata, ma non è privo di effetti collaterali.

Rischi ed effetti collaterali

Tra gli effetti indesiderati che possono derivare dall’utilizzo dei farmaci per la stimolazione ovarica ci sono nausea, vomito, stitichezza, diarrea, disturbi addominali, vampate di calore, insonnia e aumento della tensione mammaria. Si tratta di sintomi che svaniscono una volta sospesa l’assunzione del farmaco.

Tra gli effetti dell’assunzione di tali farmaci si trova anche un leggero aumento della possibilità che la donna sviluppi una gravidanza gemellare.

La stimolazione ovarica nell’inseminazione artificiale

stimolazione ovarica

La stimolazione ovarica viene effettuata durante una terapia Fivet (la fecondazione in vitro) o nel caso di inseminazione artificiale, ma anche come terapia ormonale per donne che hanno una ridotta ovulazione.

Tale processo avviene mediante l’utilizzo di un ecografo dotato di sonda trans-vaginale e generalmente viene effettuato il 2° o 3° giorno del ciclo, quando cioè si inizia il protocollo di stimolazione. I monitoraggi seguenti mirano a valutare la risposta ovarica mediante la visualizzazione dei follicoli e il rispettivo diametro per programmare l’inseminazione.

La valutazione della rima endometriale indica non solo una sincronia con la funzione ovarica ma permette di ipotizzare la riuscita di un eventuale impianto. Il monitoraggio consente di poter introdurre gli spermatozoi nel tratto genitale femminile al momento dell’ovulazione.

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  • Infertilità di Coppia