'La mia maternità all'insegna dell'hygge, lo stile di vita che ti rende felice' - GravidanzaOnLine
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"La mia maternità all'insegna dell'hygge, lo stile di vita che ti rende felice"

A caccia della felicità in ogni angolo di casa. Con un bimbo di 2 anni che scalpita in giro sembra una missione impossibile, eppure con un po' di buona volontà sono riuscita a rendere più hygge (ovvero: più felice!) la nostra vita.

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Me lo avevano anticipato, che il periodo dei Terrible Two sarebbe stato complicato: non pensavo però di dovermi preparare alla battaglia o, forse, speravo ci volesse ancora un po’ visto che Alessandro ha 18 mesi.

A questo punto, però, mi mancano solo due strisce sulle guance e un elmetto, per provare a difendermi al grido di Ho un ciuccio e so come usarlo!”. Forse.

Il mio dolce angioletto inerme è diventato una macchina che non si ferma mai e che trova ogni scusa per aprire il conflitto: dov’è finito quel bambino? Perché mi ha lasciato questo esserino che sa dire solo “No!” in almeno dieci toni diversi e nessuno che sia conciliante?

Presa dallo sconforto, una sera mi sono messa a scorrere il feed Instagram per rilassarmi un po’ e ho scoperto un’oasi di pace che risponde al nome di Hygge.

L’hygge è uno stile di vita in arrivo dai paesi nordici, un modo di vedere la quotidianità che lascia fuori il brutto e cerca di esaltare il bello in ogni piccola cosa. Tantissima serenità, angoli adorabili, scrivanie immacolate, coperte calde, cucine pulite.

Tutto quello che non è mai stata casa mia, insomma, soprattutto nelle giornate complicate che stiamo vivendo ora, con Ale che lancia in aria tutti i suoi giochi senza trovare nulla che sia di suo gradimento. A volte ho la sensazione che, se potesse, butterebbe fuori dalla finestra pure me.

Così ho deciso di mettere un po’ di hygge anche io: nel mio feed Instagram e nella mia vita.

Al di fuori dell’obiettivo dello smartphone, lo ammetto, c’è ancora un po’ di macello: dentro gli scatti però, mi sto sforzando di metterci solo cose che mi danno equilibrio. Un imbroglio? Io la chiamo “accurata selezione di cose che mi fanno stare bene“, proprio come dice questo stile di vita in arrivo dal Nord Europa che colora la vita di toni pastello, nuance delicate e serenità e che ti spinge a cercare la felicità in ogni piccola cosa che ti circonda…

Questo vuol dire solo una cosa: se hai un esserino alla prese con i suoi “quasi terribili due”, devi farti alleati anche il suo biberon e il ciuccio, che ormai da tempo sono i miei migliori amici (inutile che fate no con la testa! A me hanno salvato la vita parecchie volte!).

Anche perché io, di fatto, tutta questa filosofia l’ho scoperta per caso, come ho detto sopra, innamorandomi proprio di un biberon della collezione Hygge di Sauvinex, una di quelle cose che da mamma dici subito “Lo voglio!”: l’ho visto in un post in cui si parlava di come vivere la maternità secondo i principi hygge.

A quel punto ho pensato: è il momento di essere una mamma hygge e ritrovare l’armonia, la mia e quella con il mio meraviglioso e terribile quasi-duenne.

Angoli adorabili e dove trovarli (a casa mia, non lo avrei mai detto)

La filosofia hygge mette al centro il nucleo familiare, le tradizioni, le cose belle che si fanno insieme ma anche la solitudine. Lo avreste mai detto che quella candela chiusa nell’armadietto del bagno da Natale avrebbe contribuito a creare un ambiente pacifico?

E che nelle dita sporche di farina di mio figlio mentre proviamo a fare gli gnocchi non avrei visto più pasticci e sgrassatore per pulire ma tanta poesia, perché penso a mia nonna e alla sua ricetta che stiamo ricreando insieme?

Mi sono imposta, sforzandomi non poco, di pubblicare una cosa bella al giorno sui social seguendo questo stile nordico: quel mazzo di fiori freschi sul tavolo che acchiappa la luce del sole, la copertina poggiata addosso mentre guardiamo i cartoni in tv e i nostri piedi che spuntano, quella fetta di torta che da sola sembra perfetta, poi la vedi nell’insieme ed è un disastro…

Di udito selettivo e scatti pieni di armonia

collezione-hygge-sauvinex

I capricci di Alessandro non sono diminuiti: sono io che ho attivato l’udito selettivo e provo a capire quando si tratta di reali bisogni o solo di storie nate dal nervosismo. Non sempre ce la faccio, ci sono giorni in cui mi devo proprio sforzare.

Certe volte basta un fiore sul tavolo, altri giorni mi ingegno per ricreare sulla mia scrivania incasinata un angolo perfetto per lavorare da casa e avere una scusa per pubblicare e imitare le mamme perfette di Instagram.

Sia chiaro: non è il mio obiettivo diventarlo, né credo che lo siano neppure loro (perfette!), a meno che non lo siamo tutte. Ma ricreare un angolo di pace… Ecco sì, un po’ di pace te la dà davvero! L’hygge style ti dice che vivere in armonia è la cosa più importante di tutte e io vedo poesia ed equilibrio anche in contrasti come il suo nuovo ciuccio accanto al mio bicchiere di vino.

Ho comprato praticamente ogni singolo elemento della collezione Hygge di Sauvinex nel momento in cui ho deciso che questo stile di vita mi avrebbe salvata dal lasciarmi andare, dal sentirmi sopraffatta dal periodo dei terrible two di Alessandro.

Ma temo che questo abbia anche a che fare con la mia aspirazione a essere una mamma più Instagram, visto che sono tutti oggetti belli da vedere, con i loro colori pastello delicati.

Il coniglietto del suo nuovo biberon ha pure un nome ora: si chiama Gino. Non so da dove sia spuntato un nome così vintage nella testa di mio figlio, ma io devo aver contribuito creando delle mirabolanti avventure con protagonista l’animaletto che Alessandro ora si sbaciucchia pure.

Ed è così che sono diventata una mamma hygge e sì, ci sono riuscita anche col sottofondo di Alessandro che mi urla “Basta mamma!duecento volte al giorno. Se mi concentro sul bello, il bello arriva.

Se ne ho bisogno ma intorno ho solo disordine e capricci, cerco di crearlo con quello che ho a casa. Se intorno c’è il delirio, io mi focalizzo su quell’angolo delicato che sono riuscita a ricreare tra il divano e il tavolino da caffè del salotto.

Poi a volte ci metto un libricino di fiabe illustrate e il portaciuccio che si abbina perfettamente al mio vaso verde acqua, scatto e metto un pensiero positivo pure sui social. Perché la mia realtà è anche quella.

Incasinata, per la maggior parte del tempo. Ma anche dolcissima e costruttiva. Viste così anche le prove generali di indipendenza di Ale, che diventa grande, sono gioia pura… Nonostante i decibel delle sue urla. Vedete che non è così difficile?

Articolo originale pubblicato il 12 maggio 2020

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