Immunostimolanti e bambini: i reali benefici | GravidanzaOnLine

Dire che ammalarsi fa bene può apparire un controsenso, ma in realtà quando si parla di immunostimolanti nei bambini è potenzialmente corretto.

La dottoressa Pilar Nannini, specialista in pediatria, ci spiega innanzitutto cosa sono e quali sono gli immunostimolanti, ma soprattutto quali sono i reali benefici. Quest’ultimo aspetto è molto importante, soprattutto a fronte di aspettative molto alte (e spesso immotivate) da parte delle famiglie.

Immunostimolanti: cosa sono?

Di per sé con il termine “immunostimolante” si intende una sostanza che è in grado di stimolare l’azione del sistema immunitario di una persona. Lo scopo è quello di migliorarne le capacità di difesa. Per correttezza bisogna però distinguere, come sottolinea la dottoressa Nannini:

Gli immunostimolanti propriamente detti che agiscono direttamente sulla produzione e la regolazione degli anticorpi e delle altre cellule del sistema immunitario.

Quali sono gli immunostimolanti?

Per capire quali sono gli immunostimolanti è opportuno sottolineare, continua la pediatra, come quelli propriamente detti

Vengono utilizzati per patologie croniche che agiscono direttamente sul sistema immunitario quali tumori, patologie autoimmuni, a lungo termine, eccetera. Questi immunostimolanti hanno importantissimi effetti collaterali e sono somministrati solo in casi limite, di patologia grave.

Gli immunostimolanti per bambini, chiamati correttamente farmaci fitoterapici, sono invece quelli che

Hanno proprietà di aiuto della funzionalità del sistema immunitario che possono avere diverse proprietà nel modulare le risposte immunitarie nelle affezioni meno gravi e sono gli integratori fitoterapici che si trovano comunemente in commercio.

Questi sono gli integratori che sono conosciuti con il nome di “immunostimolanti naturali”.

Gli immunostimolanti naturali

Gli immunostimolanti naturali sono, come da definizione del Ministero della Salute, quei farmaci “il cui principio attivo è una sostanza vegetale”. Inoltre è importante ricordare come

Questi medicinali sono stati ufficialmente approvati dall’AIFA, che ne ha verificato la loro qualità, efficacia e sicurezza, e sono venduti esclusivamente nelle farmacie, alcuni dietro presentazione di ricetta medica ed altri come medicinali senza obbligo di prescrizione o medicinali da banco.

Tra gli immunostimolanti naturali possiamo individuare l’echinacea, l’aloe vera, il propoli e tanti altri. Come precisa la dottoressa Nannini

A differenza l’uno dall’altro possono aiutare nell’alleviare i sintomi e migliorare le funzionalità difensive, ma non ci si deve aspettare che con la loro assunzione il bambino guarisca.

Immunostimolanti per bambini

Gli immunostimolanti vengono utilizzati dai genitori per evitare che i bambini si ammalino. In realtà questo è sbagliato, in quanto è necessario che il bambino sviluppi autonomamente gli anticorpi. Questo perché, spiega la dottoressa Nannini

Il bambino dai 2 ai 5 anni si trova in una situazione di immunodeficienza fisiologica, cioè che ha perso gli anticorpi che ha ricevuto dalla mamma durante la vita fetale e, parzialmente, con gli anticorpi di superficie che ha ricevuto nell’allattamento e deve fronteggiare, soprattutto quando è inserito a contatto con altri bambini ammalati, un bombardamento antigienico da parte di batteri e virus.

Questo non vuol dire che gli integratori fitoterapici non siano efficaci, ma non si può pretendere che facciano più di quanto è in loro potere. Anche perché, è bene ribadirlo, è “necessario che si formino gli anticorpi”.

A fronte dei tanti studi condotti su questa materia, la dottoressa Nannini sottolinea:

I farmaci “immunostimolanti” per i bambini si sono adeguati alla definizione di integratori fitoterapici per quanto riguarda la loro composizione. Le prove di efficacia Cochrane condotte fino ad oggi sui diversi Immunostimolanti in ambito pediatrico sono concordi nel definire come manchi una standardizzazione ed una uniformità di metodologia nei vari studi, per quanto tuttavia sia stato riscontrato un lieve beneficio nell’utilizzo degli immunostimolanti nel prevenire le infezioni respiratorie ricorrenti in alcuni gruppi di pazienti: in questi studi, confrontati con i placebo, gli immunostimolanti hanno portato una riduzione variabile dal 20 al 40% delle infezioni respiratorie ricorrenti in età pediatrica.

Arrivati a questo punto è fondamentale specificare come, nella formazione di infezioni respiratorie nei bambini, ci possono essere diverse cause, ovvero:

  • predisposizione;
  • igiene;
  • alimentazione.

Come spiega la dottoressa Nannini, infatti, “bisogna anche considerare le condizioni predisponenti tipo otorinolaringoiatriche o respiratorie”. Allo stesso tempo vanno considerate anche “le condizioni igieniche a casa, come ad esempio la presenza o meno di un fratello maggiore che va alla scuola materna o elementare, incidono molto sulla frequenza delle infezioni respiratorie”.

Così come non va mai sottovalutata l’importanza dell’alimentazione, ricordando che dai cibi assumiamo le sostanze principali per il rafforzamento del nostro organismo. Gli immunostimolanti

Fanno le veci di un’alimentazione varia e regolare ricca di frutta, verdura e antiossidanti che, normalmente, dai 2 ai 5 anni, non c’è in quanto il bambino mangia più o meno le solite cose.

Se l’alimentazione, per diverse ragioni, non è variegata, si può valutare la somministrazione dei medicinali fitoterapici.

Parlando di igiene bisogna affrontare anche la questione asili nido. Infatti spesso , spiega la pediatra, “i bambini appena introdotti al nido, a 1 o 2 anni di età, sono sempre ammalati”.

Le ragioni, ovviamente, possono essere diverse, ma è importante sapere che se c’è un bambino ammalato (ma anche una maestra) è altamente probabile che anche gli altri bambini si ammalino. Per questo è sempre opportuno monitorare la situazione e capire la gestione dell’allontanamento dei bambini.

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Controindicazioni agli immunostimolanti

In conclusione abbiamo domandato alla dottoressa Nannini se (e quali sono) le controindicazioni degli immunostimolanti nei bambini: “Non ci sono controindicazioni purché vengano dati nel rispetto delle indicazioni del produttore presenti sulla confezione”.

Questi medicinali “si danno nei bambini che soffrono di infezioni respiratorie ricorrenti per riuscire a dare un aiuto in più” ma è importante valutare sempre l’aspettativa dei genitori rispetto ai veri benefici. Per questo, conclude la dottoressa, è importantissimo

Parlare con il pediatra riguardo quello che effettivamente l’integratore può fare sul singolo bambino ed eventualmente indagare la predisposizione a infezioni respiratorie ricorrenti che possono impattare negativamente sull’efficacia dell’integratore fitoterapico.

Articolo originale pubblicato il 24 gennaio 2020

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  • Bambino (1-3 anni)