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La presenza di una tumefazione sul collo è spesso il principale sintomo della cisti mediana; scopriamo cos'è e come si cura.

Il portale Radiopaedia prosegue sottolineando come queste cisti si presentino tipicamente durante l’infanzia, nella maggior parte dei casi prima dei 10 anni, con una massa indolore e che rimane asintomatica finché non si infetta. Una condizione risolvibile mediante intervento chirurgico, che può però andare incontro anche a diverse complicazioni e conseguenze.
La cisti mediana del collo è una condizione congenita che si verifica a seguito della mancata chiusura di un dotto dal quale, durante lo sviluppo fetale, si sviluppa la ghiandola tiroidea.
La ghiandola tiroidea, spiega l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, nasce dal forame cieco, la zona presente all’estremità posteriore della lingua. Tra l’ottava e la decima settimana di gestazione il dotto tireoglosso, il collegamento che si forma tra il forame cieco e la tiroide durante la discesa della tiroide, dovrebbe chiudersi; quando questo non avviene il dotto residuo continua a svilupparsi creando una cisti che si può formare lungo qualsiasi punto del dotto tireoglosso.
Nel 70% dei casi si forma in mezzo al collo, motivo per cui si parla di cisti mediana del collo.
La presenza di una tumefazione sul collo è spesso l’unico segno clinico con cui si manifesta la cisti del dotto tireoglosso. Nella maggioranza dei casi la cisti è grande 1-2cm, ha una consistenza duro-elastica e si muove durante la deglutizione. In un quarto dei casi la cisti può infettarsi determinando la formazione di una fistola (apertura verso l’esterno della tumefazione).
La cisti asintomatica si presenta come un gonfiore indolore di forma arrotondata, mentre quella infetta come un nodulo rosso caldo e doloroso e con la presenza dei linfonodi ingrossati.

La conferma diagnostica della cisti mediana del collo avviene solitamente prima dei 5 anni (raramente nei primi 12 mesi) e raramente dopo i 20 anni. Si giunge alla diagnosi mediante l’anamnesi del paziente, l’esame obiettivo della lesione (localizzazione, caratteristiche e mobilità) e il ricorso all’ecografia che consente di confermare la natura cistica della lesione.
L’indagine ecografica è fondamentale non tanto per individuare informazioni sulla lesione, quanto per indagare la posizione, e quindi il relativo funzionamento, della ghiandola tiroidea.
Il dipartimento di Chirurgia pediatrica dell’Università di Siena indica come solitamente la cisti mediana del collo passi inosservata fino all’età prescolare o all’adolescenza, quando diventa gonfia o infetta soprattutto a seguito di un’infezione delle vie respiratorie superiori.
L’asportazione chirurgica della cisti è l’unica cura possibile e il trattamento mediante il quale prevenire le complicazioni. Si ricorre all’intervento solitamente dopo i due anni di età e aspettando l’assenza di infezioni della cisti per le quali, invece, va previsto un’adeguata terapia antibiotica. Una volta confermata la diagnosi e in assenza di infezioni, è consigliato intervenire tempestivamente per ridurre gli episodi di infiammazione che possono aumentare il rischio di una recidiva.
Per l’intervento chirurgico si segue la cosiddetta procedura Sistrunk che prevede l’asportazione sia della cisti che dei residui del dotto tireoglosso presenti fino al forame cieco. In questo modo, si riduce notevolmente il rischio di recidiva che potrebbe verificarsi per la presenza di dotti sottili accessori.
L’incisione necessaria per eseguire l’intervento chirurgico viene eseguita solitamente lungo una plica cutanea in modo da renderla meno visibile. L’intervento viene eseguito in regime di ricovero ordinario in anestesia generale.
Nelle forme più gravi di cisti mediana del collo, nelle quali le tumefazioni sono particolarmente voluminose, nei bambini più piccoli possono essere responsabili di difficoltà nella respirazione e nella deglutizione. In meno dell’1% dei casi, come evidenziato dalla Società Italiana di Endocrinologia, la cisti del dotto tireoglosso può andare incontro a trasformazione neoplastica.
All’intervento di asportazione della cisti mediana del collo sono associate diverse complicanze. Innanzitutto un dolore durante la masticazione, la deglutizione e i movimenti del collo che può essere solitamente gestito con i farmaci antidolorifici e antinfiammatori. Sono poi da considerare le emorragie post-operatorie (infrequenti), l’infezione della sede dell’intervento (controllata mediante antibiotici), cicatrizzazione della cute e recidiva. Il rischio di recidiva è di circa il 2,5% anche negli interventi chirurgici correttamente eseguiti.

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