Farmaci in gravidanza: asma, ipotiroidismo, allergie e depressione i fattori più comuni che ne determinano l’utilizzo per malattie croniche

Farmaci in gravidanza: asma, ipotiroidismo, allergie e depressione i fattori più comuni che ne determinano l’utilizzo per malattie croniche

Pochi studi sono stati finora condotti con lo scopo di confrontare l’uso di farmaci in gravidanza in diverse regioni del mondo. In questo studio multinazionale, condotto dalla Facoltà di Farmacia dell’Università di Oslo, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale, Istituto Nazionale di Salute Pubblica di Oslo, donne provenienti da più di diciotto paesi in Europa, Russia, America settentrionale, America meridionale e Australia hanno completato un questionario anonimo online nel periodo tra l’autunno 2011 e l’inverno 2012.

Donne in gravidanza e neo-mamme sono state invitate a partecipare allo studio tramite l’utilizzo di banner su siti web e forum inerenti alla gravidanza. In Italia, lo studio è stato promosso sul sito www.gravidanzaonline.it.

Lo scopo dello studio è stato quello di descrivere quanto comune è l’uso di farmaci in gravidanza, in particolare farmaci da banco (senza obbligo di prescrizione), farmaci per la cura di disturbi acuti o a breve termine, e farmaci per la cura di malattie croniche. Lo studio aveva anche lo scopo di esplorare quali fattori materni sono associati con l’uso di farmaci durante la gravidanza. Tale conoscenza è essenziale per identificare qualsiasi uso avverso di farmaci e per ottenere dati comparabili sulle pratiche prescrittive nei diversi paesi.

In totale, circa 9500 donne in gravidanza e mamme di bambini sotto un anno di età sono state incluse nello studio. In Italia, ben 916 donne hanno compilato il questionario.

In media, otto donne su dieci hanno riferito di aver utilizzato almeno un farmaco (prescritto o da banco) durante la gravidanza. I paesi con il più alto tasso di utilizzo di farmaci sono stati i Paesi Bassi (95%), Islanda (93%) e Finlandia (92%), mentre Croazia (62%) e Serbia (69%) hanno mostrato i tassi più bassi (vedi figura 1). In Italia, il 70% delle donne ha riferito di aver utilizzato almeno un farmaco durante la gravidanza.

figura1

Figura 1: Tassi (%) di utilizzo di farmaci (da
prescrizione o da banco) durante la gravidanza per paese e regione di residenza

In totale, circa 7 donne su 10 hanno utilizzato almeno una volta un farmaco da banco durante la gravidanza. Tale risultato indica un alto grado di auto-medicazione in gravidanza, soprattutto in paesi come il Regno Unito, Paesi Bassi, Finlandia e Islanda, dove sono stati registrati i più alti tassi di uso di farmaci da banco. Croazia, Italia e Serbia hanno presentato invece i tassi più bassi (vedi figura 2).

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Figura 2: Tassi (%) di utilizzo di farmaci da banco durante la gravidanza per paese e regione di residenza

Circa due donne su dieci hanno utilizzato farmaci per il trattamento di malattie croniche o a lungo termine durante la gravidanza. I motivi più comuni per l’utilizzo di tali farmaci sono stati asma, ipotiroidismo, allergie e depressione. È importante precisare che una cura ottimale di condizioni quali asma, ipotiroidismo o depressione è essenziale durante la gravidanza.

In tale studio sono state osservate marcate differenze tra paesi in termini di farmaci utilizzati per il trattamento delle infezioni delle vie urinarie, depressione e congestione nasale. In Europa settentrionale, per esempio, l’uso dello spray nasale durante la gravidanza era significativamente più prevalente rispetto alle altre regioni (26,3% verso 16,1% totale).

L’analgesico paracetamolo (tachipirina) è stato il farmaco più comunemente usato (47,7%) durante la gravidanza, soprattutto in Europa settentrionale (61,5%) e Australia (67,3%). Altri farmaci comuni erano antiacidi, decongestionanti nasali/antiallergici e antibiotici sistemici.

=> La tachipirina influisce sulle transaminasi? 

In questo studio si è riscontrato che le donne con età superiore ai 31 anni, con un livello d’istruzione inferiore alla scuola superiore, o con una gravidanza non pianificata, avevano una maggiore probabilità di assumere farmaci per malattie croniche in gravidanza rispetto alle altre donne. Tale informazione è importante a livello clinico, poiché consente di individuare quali gruppi di donne potrebbero aver bisogno d’informazioni circa la sicurezza di tali farmaci in gravidanza.

L’articolo completo (in lingua inglese) può essere letto al seguente link.

Si ringraziano tutte le donne che hanno partecipato a questo studio internazionale.

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare Angela Lupattelli: [email protected]

Referenza:
Lupattelli A, Spigset O, Twigg MJ, Zagorodnikova K, Mårdby AC,
Moretti ME, Drozd M, Panchaud A, Hämeen-Anttila K, Rieutord A, Gjergja Juraski R, Odalovic
M, Kennedy D, Rudolf G, Juch H, Passier A, Björnsdóttir I, Nordeng H. Medication
use in pregnancy: a cross-sectional, multinational web-based study. BMJ Open.
2014 Feb 17;4(2):e004365.