5 falsi miti sul figlio unico che è tempo di sfatare

Esistono alcune credenze riguardo ai bambini che crescono senza avere accanto un fratello, ma ora è arrivato il momento di smentirle: non è vero, per esempio, che siano più viziati o dipendenti rispetto ai coetanei.

In un mondo in cui il tasso di natalità continua a toccare i minimi storici e la percentuale di coppie che si fermano ad un solo figlio aumenta vertiginosamente (in Itali quasi il 50% dei nuclei famigliari è composta da tre persone), è di fondamentale importanza sfatare alcune false credenze che negli anni hanno preso sempre più piede riguardo ai figli unici. Ci sono almeno cinque miti, ormai ben radicati nella società, che è arrivato il momento di smentire.

  1. I figli unici sono bambini soli e isolati. Niente di più sbagliato: sentirsi soli e isolati dagli altri non è una prerogativa dei figli unici, anzi; può succedere a tutti, anche nelle famiglie più numerose. Bisogna fare attenzione a distinguere tra l’essere solitari e l’essere soli: ci si può sentire soli anche se si è circondati di persone, che siano fratelli o amici. In più, la nostra percezione della solitudine non si sviluppa soltanto in famiglia, ma anche attraverso tutte le relazioni sociali che una persona intraprende nella propria vita, in ogni contesto.
  2. Sono aggressivi e prepotenti. È convinzione diffusa che i figli unici crescano viziati e prepotenti, capaci soltanto di fare i capricci se non ottengono immediatamente ciò che vogliono. Anche questo lato del carattere, però, dipende da diversi fattori, e non soltanto dal fatto che un bambino cresca in una famiglia numerosa o meno. Innanzitutto, un fattore determinante è il modo in cui il bambino viene educato dai genitori (anche chi ha fratelli può essere viziato, per esempio), ma anche l’ambiente e la cerchia sociale all’interno della quale cresce, le persone con cui lega, i luoghi che frequenta e moltissimi altri elementi. Secondo alcuni studi, poi, un figlio unico potrebbe essere, al contrario, più cooperativo e meno competitivo, a causa dell’assenza di continui paragoni e gelosie con i fratelli.
  3. Sono più dipendenti. Spesso di tende a credere che un figlio unico sia molto più dipendente dai genitori rispetto a chi ha fratelli. Essere l’unico bambino in una famiglia può comportare il fatto di ricevere più attenzioni e cure da parte dei genitori, e di avere sulle proprie spalle aspettative più alte. Allo stesso tempo, però, l’assenza di altri punti di riferimento, come potrebbe essere un fratello, porta i figli unici a diventare indipendenti più velocemente, imparando a capire il mondo senza contare sull’aiuto di nessun altro. Il segreto, come in tutte le cose, è trovare il gusto equilibrio all’interno del nucleo famigliare.
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  4. Impiegano meno tempo per crescere e maturare. I figli unici crescono in un ambiente famigliare composto di soli adulti, senza altri bambini con cui relazionarsi. Ciò può portare il bambino ad assumere un comportamento e un linguaggio più simile a quello degli adulti, apparendo così più maturo rispetto ai suoi coetanei. Sta ai genitori fare in modo che il figlio abbia modo di avere più contatti possibili con altri bambini, per fargli avere relazioni paritarie e aiutarlo a sviluppare tutte le proprie capacità seguendo le giuste tappe.
  5. Sono estremamente sensibili. Si tratta anche in questo caso di una generalizzazione, che non può essere corretta per tutti i bambini, perché ognuno cresce e agisce in modo diverso. Quello che può accadere è che un figlio unico può reagire in modo più forte a certe situazioni rispetto ad bambino con fratelli, soprattutto quando si parla dei sentimenti di altre persone. In modo particolare, quando si tratta dei genitori, con cui solitamente un figlio unico ha un legame molto stretto. Ma non è detto che tutti i bambini adottino lo stesso comportamento, anzi.
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  • Bambino (1-6 anni)