Anonimo

chiede:

Io e mio marito costituiamo un bel “mix” di malattie genetiche. Io sono affetta da sferocitosi e all’età di 6 anni mi è stata asportata la milza, da allora sto benissimo. Mio marito ha una leggera forma di favismo.
Stiamo pensando di avere dei figli che rischi ci sono per il bambino?
Grazie mille

Redazione

Redazione

risponde:

Egregia Signora Carla,
sono noti circa 4000 caratteri autosomici dominanti. Ognuno di essi è relativamente raro nella popolazione.
I più comuni raggiungono la frequenza di 1:1000. Per questo è poco probabile il matrimonio tra due persone con la stessa mutazione. Di solito i pazienti nascono dal matrimonio tra un genitore eterozigote (Aa) ammalato e uno omozigote non ammalato. Il genitore eterozigote produce due tipi di gameti, rispettivamente con l’allele selvatico (a) e mutato (A). Pertanto la probabilità di un eterozigote di avere figli affetti è di 1/2 (50%). L’altra metà dei figli è completamente normale. Questo discorso vale per la sferocitosi congenita (deformazione del globulo rosso), in quanto è una malattia autosomica dominante. Questi tipi di caratteri sono dunque quelli che segregano da un genitore affetto, in media , alla metà dei figli.
Il deficit di G6PD, o “favismo”, invece, è una condizione determinata dalla carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD), importante in una via metabolica minore del glucosio. Questa via metabolica è uno dei modi in cui l’organismo utilizza il glucosio disponibile, ed è importante soprattutto nei globuli rossi maturi per proteggere la membrana cellulare dai danni ossidativi causati da numerosi farmaci e sostanze.
Il difetto di G6PD si manifesta con emolisi, cioè rottura della membrana dei globuli rossi e conseguente rilascio di emoglobina, necessaria per il trasporto di ossigeno ai diversi tessuti. Per questo motivo si può instaurare un’anemia (basso numero di globuli rossi) di tipo emolitico (cioè dovuto alla rottura dei globuli rossi). Nella maggioranza delle persone affette l’emolisi si manifesta solo in seguito ad esposizione ai fattori scatenanti. Nei pazienti che mostrano costantemente emolisi, l’esposizione ai fattori scatenanti può aggravare il quadro clinico.
Le informazioni necessarie per la produzione deIl’enzima G6PD sono contenute in un gene che si trova sul cromosoma X. Esistono numerose varianti di questo gene che portano alla produzione di G6PD con diverso grado di attività. Le forme che causano manifestazioni patologiche sono caratterizzate da una grave riduzione dell’attività enzimatica. Le varianti di G6PD vengono distinte in 5 classi a seconda del livello di attività enzimatica e delle manifestazioni cliniche: la classe 1 comprende le varianti con minore attività enzimatica e che presentano emolisi cronica (le forme più gravi ma anche più rare). All’aumentare della classe aumenta il livello di attività di G6PD e le manifestazioni cliniche sono meni gravi. I soggetti portatori di varianti di classe 2 o 3 manifestano l’emolisi solo in seguito ad esposizione a fattori scatenanti. Il difetto si trasmette come carattere legato al cromosoma X, dato che il gene interessato si trova sul cromosoma X. Il quadro clinico è più grave nei maschi: essi possiedono un unico cromosoma X e se il gene è alterato presentano unicamente la copia alterata del gene. Nelle femmine, che possiedono 2 cromosomi X, il difetto del gene alterato è parzialmente mascherato dalla copia corretta del gene presente sul secondo cromosoma X ed il quadro clinico è generalmente.
Egregia Signora Carla lei ha bisogno di una approfondita consulenza genetica per sapere che rischi corre suo figlio in fase di gravidanza. Mi faccia sapere in famiglia che malattie ci sono, soprattutto riferite alla sferocitosi e favismo.
Cordialmente

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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