"Come posso gestire l'alimentazione di mio figlio quando è dai nonni?"

Anonimo

chiede:

Buongiorno dottore, cercherò di essere sintetica ma completa. Il mio bimbo ha 21 mesi e principalmente mi preoccupano due aspetti. Il primo è legato al fatto che non parla molto (dice mamma, papà, brum brum, uva per dire frutta, prima diceva “ga” per dire gatto ora non più): sembra capire e risponde a comandi semplici, mugugna cercando di fare discorsi ma non gli escono paroline.

La seconda e più complessa situazione è legata all’alimentazione. Lo svezzamento è stato abbastanza stressante; non è mai stato un gran mangione ed è anche un bimbo esile (nato 2,700 kg alla 41+5). Per quanto riguarda i pasti a casa, ho sempre cercato di proporre anche il nostro cibo utilizzando una via di mezzo tra svezzamento classico e autosvezzamento: il bambino ha imparato presto a masticare e gestire il cibo senza grossi problemi.

Per quanto riguarda il pranzo dalla nonna, quest’ultima ha sempre optato per papponi completi con pastina, verdure e proteina imboccando il bambino senza lasciare troppo sperimentare, anzi quando il bambino non vuole mangiare lo distrae con giochi vari per fargli finire il piatto. La difficoltà è recente: di sera il bambino salta la cena perché io propongo il nostro pasto e lo stimolo a mangiare con posate o mani perché mi sembra più corretto.

Non riesco a capire se è diventato pigro o mangia troppo dalla nonna, perché in un modo o nell’altro lo fanno mangiare. Diciamo che mangiava più volentieri nei mesi scorsi e sembrava aver raggiunto padronanza nel mangiare da solo; ora invece assaggia appena e lascia tutto. La nonna invece dice che mangia sempre tutto (ovviamente sempre con giochi e distrazioni annesse, che io non approvo). Le chiedo gentilmente un consiglio dato che non so più cosa fare. Non so se tornare anch’io ai papponi, almeno così il bambino mangia qualcosa o continuare nel mio intento, anche se il bambino per ora digiuna a cena. Il bambino a settembre andrà al nido e mi piacerebbe che fosse più autonomo e avesse un buon rapporto con il cibo. La ringrazio.

Buongiorno signora, per quanto riguarda il linguaggio non si preoccupi perché in genere i maschietti tendono a parlare in maniera completa e spigliata un po’ più tardi. Vi consiglio comunque di stimolarlo con la lettura e le canzoncine.

Per quanto riguarda l’alimentazione, il problema che sta vivendo è legato innanzitutto ad uno svezzamento “misto”. Ma questo non è il problema principale. Lei avrà già intuito che questa dicotomia di comportamenti tra voi e i nonni è quello che confonde il piccolo. I nonni devono seguire ciò che voi già state facendo e che rappresenta la via migliore per portare il piccolo a un’alimentazione varia.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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