
Affrontare il mondo di un bambino con autismo non è semplice, la guida aiuterà i genitori ad affrontare con serenità la quotidianità del bimbo.
23 domande per intercettare il prima possibile i segnali di un disturbo dello spettro autistico. Scopriamo come funziona l'M-CHAT, quando fare il test e come interpretare i risultati.
L’aspetto fondamentale su cui porre l’attenzione, anche considerando l’aumento dei casi di autismo, è legato alla diagnosi precoce.
A questo proposito la letteratura scientifica internazionale, come riportato dal Ministero della Salute, è concorde nell’importanza di riconoscere questa condizione e intraprendere interventi terapeutici (che si basano prevalentemente sulla terapia comportamentale e l’educazione) che sono più efficaci quanto sono più precoci.
Per identificare precocemente i bambini a rischio di autismo uno degli strumenti più utilizzati è il cosiddetto test M-CHAT.
L’Associazione Culturale Pediatri (ACP) spiega che il più noto strumento utilizzato nelle cure primarie per individuare i bambini a rischio di autismo c’è il Checklist for Autism in Toddlers (CHAT).
Nel 2001 questo strumento è stato rielaborato nel Modified Checklist for Au-tism in Toddlers (M-CHAT). Si tratta sostanzialmente di un test su 23 domande che va ad analizzare il comportamento del bambino per lo screening dell’autismo.
Lo studio pubblicato su Medico e Bambino ricorda come la diagnosi dei disturbi dello spettro autistico è clinica, quindi basata sull’osservazione di comportamenti che diventano sempre più evidenti entro i primi tre anni di vita del bambino.
Non ci sono dei marker biologici cui fare riferimento e l’autismo è, in quanto disturbo del neurosviluppo, una condizione che si definisce con il passare degli anni andando a incidere sullo sviluppo del cervello e la qualità degli apprendimenti.
Questa premessa è doverosa, perché il questionario M-CHAT viene solitamente suggerito nei bambini di età compresa tra i 18 e i 24 mesi, ma è una finestra temporale indicativa.
L’identificazione precoce dei segnali d’allarme non è così semplice anche considerando che in questa fase i sintomi sono si sono ancora espressi chiaramente, ma è quella in cui i processi evolutivi possono ancora essere modificati.
Queste le 23 domande (item) cui i genitori possono rispondere come riportato nel questionario disponibile sul portale mchatscreen.com:
È un questionario che richiede non più di 15 minuti e può essere compilato dai genitori senza una specifica formazione medica. Il consiglio è comunque quello di compilarlo in presenza del pediatra o di un medico, così da consentirgli di raccogliere le informazioni necessarie e anche segnali che il questionario potrebbe non rilevare.
Delle 23 domande alcune di queste (la 2, la 7, la 9, la 13, la 14 e la 15) sono considerati item critici in quanto indicatori di un possibile rischio in aree specifiche quali l’attenzione condivisa, la reciprocità sociale e la comunicazione.
È indispensabile premettere che il questionario M-CHAT è uno strumento di screening (non diagnostico) che richiede la successiva valutazione medica e un approfondimento specialistico da parte di uno psicologo o un neuropsichiatra infantile.
Un bambino è considerato a rischio di autismo se il risultato del questionario M-CHAT dà due o più risposte negative agli item critici o tre negative a qualsiasi item.
Affrontare il mondo di un bambino con autismo non è semplice, la guida aiuterà i genitori ad affrontare con serenità la quotidianità del bimbo.
Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione intorno ai disturbi dello spettro autistico ma come spesso accade quando vi è il sospetto di una condizione critica e complessa i genitori e chi si occupa della cura dei bambini c’è il rischio di ritrovarsi soli e spaesati.
Online ci sono numerose risorse utili cui fare riferimento anche per approfondire meglio cos’è l’autismo, come si manifesta e quali sono le possibilità terapeutiche. Le principali, anche con l’obiettivo di non creare eccessiva confusione, sono l’Osservatorio Nazionale Autismo dell’Istituto Superiore di Sanità e la Fondazione Italiana per l’Autismo (FIA).
È importante, sia quando si ha il sospetto che “qualcosa non va” che quando arriva la conferma diagnostica (successiva al questionario M-CHAT), intervenire per garantire al bambino un miglioramento della qualità della vita e il suo inserimento nella vita sociale. Per farlo è indispensabile ricevere il supporto adeguato dei professionisti e accedere ai servizi dedicati per garantire la salute e la dignità delle persone con un disturbo dello spettro autistico.
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