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Ecografia, cos’è e a cosa serve

L’ecografia è una metodica di indagine che ha conosciuto un enorme sviluppo negli ultimi anni. Essa utilizza onde acustiche (ultrasuoni) per ricostruire immagini dell’interno di un corpo e si effettua tramite un apparecchio chiamato ecografo.

Come funziona

Queste onde, infatti, hanno la proprietà di passare attraverso i tessuti del nostro corpo; ogni tessuto poi, a seconda della sua composizione, riflette questa “perturbazione” in maniera diversa, generando degli echi, mentre un computer rileva, elabora, memorizza e stampa tutte le informazioni.
L’esame non è né doloroso né fastidioso e si effettua cospargendo uno speciale gel (sostanza altamente conduttrice degli ultrasuoni) sulla superficie cutanea della zona da esplorare. Su di essa viene poi appoggiata una sonda, che rappresenta la sorgente del fascio di ultrasuoni: questi sono emessi da particolari cristalli (piezoelettrici) che entrano in vibrazione ogni qualvolta ricevono impulsi elettrici. Gli ultrasuoni, incontrando sul loro cammino superfici di diversa densità, vengono riflessi e ciò comporta la formazione di echi che tornano indietro verso la sonda e da qui vengono trasferiti a un apparecchio deputato a trasformarli in segnali elettrici e quindi in immagini.
L’esame dura dai 10 ai 20 minuti, durante i quali il paziente deve evitare movimenti e deve, in certi momenti e su richiesta dell’esaminatore, trattenere il respiro. L’esame può essere moderatamente fastidioso solo nel corso di procedure speciali (inserimento della sonda nel retto o nella vagina nell’ecografia transrettale e transvaginale).

A cosa serve

I vantaggi di questo esame sono molteplici: non si utilizzano radiazioni ionizzanti e, quindi, risultando innocuo sia per il paziente sia per l’operatore, può essere ripetuto anche a breve distanza di tempo. Il costo dell’apparecchiatura è molto limitato se paragonato agli altri macchinari, ed offre la possibilità  di ottenere immagini in tempo reale senza particolari problemi di preparazione del paziente. Inoltre, nello studio di specifiche regioni corporee come utero, ovaie, mammella, muscoli, vescica, fegato e vie biliari, pancreas, milza, prostata, tiroide e reni, si rivela assai versatile e preciso ed in grado di precisare le alterazioni strutturali, conseguenze di numerose patologie. In particolare, l’ecografia può mettere in evidenza noduli di diversa natura, a condizione che raggiungano dimensioni apprezzabili (5/10 mm).
L’ecografia non è consigliata nello studio di organi circondati da osso o aria (che gli ultrasuoni non possono attraversare) e va preceduta da altre indagini in determinate condizioni (ad esempio, l’ecografia della mammella va eseguita dopo la mammografia nelle donne di età  superiore ai 35-40 anni).
Uno degli impieghi classici dell’ecografia si ha durante la gravidanza: i controlli ecografici durante la gestazione sono assolutamente privi di controindicazioni e permettono di seguire con grande precisione il regolare sviluppo del feto.

La prima ecografia viene eseguita, in genere, nel corso della prima visita ginecologica, essa permette di vedere il feto in utero. Questo controllo effettuato entro il primo trimestre, rientra, infatti, tra gli esami di routine cui viene sottoposta la futura mamma, perciò è prevista l’esenzione dal ticket. Si tratta di un esame assolutamente innocuo e indolore che utilizza gli ultrasuoni (onde sonore non percepibili dall’orecchio umano). La prima ecografia consente di precisare l’epoca gestazionale della lunghezza del feto e di indicare la data presunta del parto. Permette, inoltre, di scoprire subito l’eventuale presenza di gemelli, di verificare che non si tratti di una gravidanza extrauterina e di rilevare il battito cardiaco del feto.

La seconda ecografia, detta anche morfologica, viene eseguita nel secondo trimestre tra la 19.ma e la 21.ma settimana e serve a verificare la regolarità dello sviluppo del feto. In particolare vengono effettuati: controlli trasversali che comprendono la misurazione della dimensione del cervello, il controllo delle quattro cavità  del cuore e il loro rapporto rispetto alla dimensione del resto del torace; controlli longitudinali che consentono di verificare la completa formazione della parete addominale e della colonna vertebrale, la presenza del diaframma e di tutte le strutture ossee delle gambe e delle braccia.
Nel corso dell’esame si procede con la verifica della crescita del bambino, e si esamina anche la posizione della placenta nell’utero, la quantità del liquido amniotico e i tre vasi del cordone ombelicale. Inoltre se i genitori desiderano conoscerlo, è possibile rivelare il sesso del piccolo.

La terza ecografia, detta anche biometrica, viene effettuata nell’ultimo trimestre di gravidanza per confermare l’assenza di anomalie. Il ginecologo controlla nuovamente le dimensioni del feto, la quantità di liquido amniotico, la posizione della placenta e l’eventuale necessità di un parto cesareo programmato.

Le ecografie possono essere più frequenti se condizioni particolari rendono necessari controlli più ravvicinati. È il caso, per esempio, di una gravidanza gemellare o quando subentrano inconvenienti come un bambino troppo grosso o troppo piccolo, pressione alta, diabete gestazionale o un’anomalia morfologica del feto.

Come prepararsi all’esame

Per l’analisi degli organi addominali (in particolare, fegato e colecisti) è buona norma, nei 3 giorni che precedono l’esame, non assumere frutta, verdura, formaggi e bevande gassate ed osservare il digiuno assoluto per almeno 5 ore prima dell’esame (acqua e farmaci possono essere assunti senza problemi). Per lo studio degli organi pelvici, invece (vescica, prostata, utero ed ovaie), occorre avere la vescica piena (aver finito di bere 1 litro di acqua circa 1 ora prima dell’esame). In specifiche condizioni (studio di organi addominali e pelvici in pazienti sofferenti di stipsi ed ecografia transrettale per lo studio della prostata) è preferibile eseguire un clistere di pulizia. Per tutti gli altri esami non è necessaria alcuna preparazione.
Al termine dell’esame, il paziente non deve eseguire regimi o prescrizioni particolari e può subito riprendere la sua normale attività.

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