Anonimo

chiede:

Gentile Professore,
mia moglie, 35 anni, è incinta al 3° mese (prima gravidanza). Sua mamma
è la
prima di quattro figli: due maschi sono morti di Distrofia muscolare
all’età
di 30 anni circa; le due femmine sono tuttora in vita, una non ha avuto
figli, l’altra ha avuto tre femmine (una è mia moglie), attualmente
senza
figli.
Abbiamo avuto una Consulenza Genetica a Firenze – Osp. di Careggi nella
quale ci è stato detto che essendo morti gli zii malati non è più
possibile
sapere se mia moglie e sua madre sono portatrici sane della malattia (in

quanto manca il termine di paragone degli zii) e le tre sorelle sono al
25%
portatrici sane (tra l’altro è incinta anche la seconda sorella). È tutto
esatto? Come ci consiglia di procedere nella diagnosi prenatale?

Redazione

Redazione

risponde:

Gentile Signore,
la distrofia muscolare di Duchenne è una malattia genetica degenerativa
dei muscoli, che colpisce esclusivamente i maschi, tranne rarissime
eccezioni. Già nell’infanzia i muscoli progressivamente si indeboliscono
fino alla paralisi totale costringendo il bambino o il ragazzo alla
carrozzella e rendendolo dipendente per molti atti della vita
quotidiana. È una delle forme di distrofia muscolare più frequente.
La distrofia di Duchenne è determinata da alterazioni di un gene
localizzato nel cromosoma X. Questo gene contiene le informazioni per la
produzione di una proteina chiamata distrofina. Le mutazioni, possono
essere di vario tipo e comprendono sia sostituzioni nucleotidiche, sia
delezioni, ma tutte hanno come effetto quello di causare l’assenza
totale della proteina. Altre mutazioni nello stesso gene, ma che non
causano l’assenza totale della distrofina, sono responsabili di una
forma molto più benigna di distrofia, la Distrofia Muscolare di Becker
(DMB). Nel loro insieme, DMD e DMB vengono anche dette distrofinopatie,
perchè sono causate da alterazioni nel gene della distrofina.
Salvo casi rarissimi la DMD colpisce esclusivamente i maschi, che
possiedono un solo cromosoma X. Questo perchè nelle femmine, che
possiedono due copie del cromosoma, il deficit è compensato dalla
presenza di un’altra copia funzionante.
Alcuni esami di laboratorio permettono di mettere in evidenza il danno
muscolare. Un valore importante nelle analisi del sangue è quello della
creatin-chinasi: si tratta di un enzima che normalmente è presente solo
nel muscolo, ma che viene liberato nel sangue quando esiste danno
muscolare (anche dovuto a cause diverse dalla DMD/DMB).
I due accertamenti più precisi sono la biopsia muscolare, -cioè
l’analisi al microscopio di un minuscolo pezzo di muscolo prelevato
sotto anestesia- che permette di verificare la presenza di fibre
degenerate, e la diagnosi molecolare. Quest’ultima premette di stabilire
con esattezza se esistano anomalie a carico del gene per la distrofina,
partendo da un semplice prelievo di sangue.
Come tutte le malattie a trasmissione recessiva legate al cromosoma X la
DMD si manifesta solo nei maschi. e viene trasmessa da donne sane
portatrici del gene difettoso. Non esistono invece maschi portatori sani
per la DMD, questo significa che un padre che non è affetto da DMD non
avrà nessuna possibilità di trasmettere il gene difettoso ai figli.
Dall’unione fra una donna portatrice sana e un uomo normale, ad ogni
gravidanza esiste 1 possibilità su 2 che nasca un figlio maschio malato.
Le figlie femmine avranno il 50% di probabilità di nascere portatrici
sane, e il 50% di probabilità di nascere normali (senza il gene
difettoso).
In una piccola minoranza donne il cromosoma X che contiene il gene sano
non funziona. Queste donne possono quindi possono sviluppare la DMD. Si
tratta comunque di casi estremamente rari, tanto che nella pratica
questa possibilità si considera quasi nulla. Alcune portatrici possono
invece mostrare dei lievi sintomi della patologia, come l’aumento delle
creatin chinasi nel sangue, una certa debolezza muscolare e
l’ingrossamento dei polpacci. Di per sè, però, questi sintomi non
indicano che una donna sia portatrice della DMD. L’unico modo preciso
per accertarlo è l’analisi genetica.
Se in una famiglia ci sono casi conosciuti di queste malattie, grazie
alla consulenza genetica è possibile conoscere con precisione il rischio
di trasmettere ai figli la malattia. Circa il 70-80 per cento delle
portatrici sane può essere facilmente identificato mediante il dosaggio
della creatin-chinasi nel sangue e attraverso l’analisi del DNA.
Si calcola che un terzo circa dei casi di DMD nasca da madri che non
sono portatrici sane. In questo caso, la malattia è dovuta ad una nuova
mutazione del gene per la distrofina, che non è stata trasmessa dai
genitori. Purtroppo quest’eventualità non si può prevedere, se non
effettuando un controllo prenatale su tutti i nascituri della
popolazione, cosa che attualmente non viene praticata. È però possibile
stabilire se un malato di DMD ha ereditato la malattia dalla madre o se
si tratta di una nuova mutazione. L’unico modo per accertarlo è
effettuare l’analisi sul DNA della madre, per escludere che sia
portatrice. Se la malattia è dovuta ad una nuova mutazione, è molto
improbabile che la stessa madre possa avere un altro figlio malato.
Cordialmente

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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