Un recente rapporto pubblicato dall’American Medical Association (AMA), il più grande gruppo di fornitori di servizi medici degli USA, è sicuramente destinato a far discutere, visto che ha proposto di eliminare la designazione del sesso dai certificati di nascita.

Questi rappresentano a tutti gli effetti un documento dal valore legale, che può essere richiesto per espletare molte delle formalità richieste per ottenere determinati diritti, come un passaporto o una patente di guida, iscriversi a scuola e lavorare legalmente. La raccomandazione dell’AMA deriva dal fatto che, dovendo indicare per forza un sesso sul certificato di nascita di un neonato, si possa acuire la discriminazione nei confronti di chi ha un genere che non corrisponde al sesso assegnato nel documento.

Rimuovere l’indicazione del sesso permetterebbe quindi non solo alle persone che si risconoscono in un genere diverso di incontrare minori difficoltà a livello burocratico, ma comprenderebbe e riconoscerebbe anche l’esistenza delle persone interesessuali. In tutta Europa, secondo i dati più recenti, riferiti al 2018, è intersessuale più dello 0,5% della popolazione.

Come detto, il rapporto ha già generato numerose polemiche, soprattutto sul lato conservatore: l’ex governatore repubblicano della Carolina del Sud e ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite durante l’amministrazione Trump, Nikki Haley, l’ha definita “la cosa più ridicola che abbia mai sentito”. In realtà, il rapporto sostiene come le distinzioni binarie di sesso non siano in gradi di “riconoscere lo spettro medico dell’identità di genere”, e l’invito a eliminare le indicazioni di sesso dai certificati di nascita rappresenta un modo per riconoscere la complessità del genere e del sesso, offrendo l’opportunità di staccare il genere dal corpo e di comprendere come il genere non sia predeterminato alla nascita.

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