Sintomi di aborto interno, come riconoscerli

Sintomi di aborto interno, come riconoscerli

Si parla di aborto interno, detto anche “ritenuto”, quando l’embrione (o il feto, se sono passate almeno 12 settimane dall’inizio della gravidanza) non è più vitale, ma non viene immediatamente espulso dall’utero. In qualche caso, se si verifica un aborto interno nelle primissime settimane di gravidanza, l’embrione viene riassorbito dal corpo materno, mentre negli altri casi rimane all’interno dell’utero, subendo comunque dei processi di modificazione (disidratazione, etc).

Sintomi di aborto interno

Si tratta quindi di una interruzione spontanea di gravidanza, che può essere o meno preceduta da episodi di minaccia di aborto. I sintomi di aborto interno non sono sempre facilmente individuabili, viste le caratteristiche stesse dell’aborto ritenuto. Dato che il corpo non mette in moto i meccanismi di espulsione dell’embrione non più vitale, non è detto, infatti, che ci siano dolori all’utero, contrazioni e perdite di sangue. È possibile che le perdite, di colore scuro, compaiano anche dopo diverse settimane, ma è frequente che la donna non si accorga di quello che è avvenuto nel suo corpo, e lo scopra solo durante un controllo medico. In molti casi, più che dei veri e propri sintomi di aborto interno, si avverte la progressiva o repentina scomparsa dei sintomi di gravidanza che c’erano prima: il seno non è più teso e dolorante, la nausea si attenua, la pancia non cresce più.

Diagnosi di aborto interno

La diagnosi di aborto interno, comunque, viene fatta dal ginecologo che, attraverso una ecografia, rileva l’assenza di battito fetale. Possono anche essere necessarie due o più visite a distanza ravvicinata, qualora l’aborto si verificasse a una età gestazionale molto precoce, in cui il battito non è ancora rilevabile. In molti casi di aborto interno si rende necessario un raschiamento, per svuotare accuratamente l’utero ed evitare infezioni e altri problemi.

Conseguenze psicologiche di un aborto interno

Nel caso di un aborto interno vanno tenute in debita considerazione le conseguenze psicologiche a carico della donna, che dovrà fare i conti non solo con il lutto per la perdita di un figlio, ma anche con la consapevolezza di averlo portato in ventre quando ormai era già senza vita, oppure con il trauma di aver scoperto l’interruzione della gravidanza in modo brusco e in atteso durante un normale controllo (magari perché non c’erano stati sintomi di alcun genere). Il dolore per la perdita di un figlio prima della sua nascita non va in alcun caso sottovalutato o “ignorato”, richiede tempo e sostegno, anche da associazioni specializzate o esperti, per essere superato.