Come si conserva il sangue del cordone ombelicale?

Come si conserva il sangue del cordone ombelicale?

Il sangue del cordone ombelicale può essere prelevato, subito dopo il parto, dal cordone ombelicale e dalla placenta, raccolto in una sacca e inviato a un laboratorio dove poter essere trattato e conservato a -170/-196 °C fino al momento del suo utilizzo.

In Italia, le coppie in attesa di un bambino possono scegliere di raccogliere il sangue del cordone ombelicale del proprio figlio per donarlo – alla ricerca o alle biobanche del circuito della donazione – o decidere di conservarlo per il proprio bambino in vista di un utilizzo futuro.

=> Staminali e Cordone Ombelicale

Donazione

Il trapianto di cellule staminali emopoietiche da sangue del cordone ombelicale, in campo terapeutico si è rivelato prezioso per la cura di diverse malattie quali leucemie, linfomi, talassemie e alcune gravi carenze del sistema immunitario. In Italia sono state istituite oltre 16 biobanche dedicate alla conservazione delle cellule staminali del sangue di cordone ombelicale e buona parte degli ospedali pubblici e privati si sono organizzati per fornire un servizio di raccolta dei campioni. Dei campioni donati, circa il 30% viene conservato per poter essere utilizzato per il trapianto e i restanti 60% vengono utilizzati per ricerca o scartati. Le coppie/donne interessate alla donazione del sangue del cordone ombelicale possono rivolgersi al reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale in cui partoriranno e seguire i protocolli e le procedure previste dalla struttura.

Conservazione ad uso personale

Servizio pubblico

Lo Stato italiano offre un servizio gratuito di conservazione ad uso personale del sangue cordonale nel caso ci sia una dimostrata familiarità per le patologie in cui è previsto il trapianto autologo di queste cellule o ci sia una possibilità di utilizzo imminente delle stesse. Le coppie/donne che pensano di poter avere i requisiti per la conservazione personale gratuita possono rivolgersi al reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale in cui partoriranno e inoltrare con l’aiuto del personale medico dedicato la domanda alla biobanca di riferimento che ne valuterà l’idoneità.

Servizio privato

Chi non avesse i requisiti per poter accedere al servizio pubblico di conservazione a uso personale può comunque scegliere di raccogliere il sangue di cordone ombelicale del proprio bambino per uso personale e di conservarlo, a proprie spese, in un laboratorio sito all’estero.

La procedura per conservare privatamente consiste in 3 passaggi fondamentali:

  • Attivare il servizio e ricevere a casa il “kit” ovvero il materiale utile al prelievo, alla raccolta e al trasporto del campione.
  • Effettuare (la mamma), nel corso dell’ultimo mese di gravidanza, gli esami del sangue richiesti dalle normative e specificati nella documentazione inviata con il kit
  • Portare alla Direzione Sanitaria dell’ospedale in cui si intende partorire il kit con i documenti e gli esiti degli esami del sangue, in modo da farsi rilasciare l’Autorizzazione (generalmente è previsto anche il pagamento di un ticket).

Con questa Autorizzazione i genitori aspettano il parto e, subito dopo il prelievo del campione, attivano il trasporto dello stesso al laboratorio.

=> Il sangue del cordone ombelicale