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Un tesoro prezioso, da custodire con cura: le cellule del sangue del cordone ombelicale hanno la rara capacità di auto-riprodursi, rigenerando globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

Queste cellule sono dette appunto emopoietiche (che provvedono cioè alla riproduzione degli elementi ematici, quindi del sangue e del sistema immunitario) e sono particolarmente utili in alternativa al prelievo del midollo osseo o del sangue venoso o arterioso per i trapianti.

Rispetto alle altre cellule staminali presenti nel corpo umano le cellule del cordone ombelicale sono più efficienti nella riproduzione delle cellule del sangue, poiché sono più giovani. Sono poi molto meglio tollerate rispetto alle cellule del midollo e presentano un più basso rischio di rigetto, se utilizzate per trapianti allogenici, cioè trapianti in cui il donatore e ricevente non coincidono.

Oggi è possibile raccogliere e conservare il sangue del cordone ombelicale: una pratica importante, perché consente di preservare una grande quantità di cellule staminali a scopo di ricerca o per necessità personali. Si tratta di un’operazione del tutto indolore, poiché la conservazione avviene una volta reciso il cordone ombelicale dopo la nascita del bambino.

A cosa può servire il sangue cordonale?

Le cellule del sangue del cordone ombelicale sono utilizzate con successo nella medicina rigenerativa: grazie a loro è infatti possibile curare malattie del sangue, come le leucemie, effettuare una ricostruzione del midollo spinale nel caso di danneggiamenti (dovuti ad esempio a malattie o chemioterapia).

L’elenco completo delle malattie ad oggi trattabili già da protocollo negli ospedali pubblici si trova sulla gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ed è consultabile a questo link. Tra le diverse patologie elencate si trovano:

  • Leucemie
  • Linfoma di Hodgkin
  • Linfomi non-Hodgkin
  • Disordini mielodisplastici/mieloproliferativi
  • Anemie
  • Talassemia
  • Insufficienze midollari mono/plurilineari

Le cellule staminali del cordone ombelicale potrebbero essere usate per curare altre malattie, oltre alle malattie del sangue elencate dal Ministero della Sanità. In questo momento sono in corso nel mondo diverse sperimentazioni per la cura con le cellule cordonali di patologie come diabete, ictus, infarto, paralisi cerebrale infantile, autismo etc…

Come si conserva il sangue cordonale?

In Italia la conservazione del sangue cordonale è possibile solo attraverso la donazione. La raccolta avviene subito dopo il parto: il sangue del cordone viene messo in un apposito contenitore e inviato a una delle 18 banche operanti sul territorio nazionale per la crioconservazione.

La conservazione del sangue del cordone ombelicale può essere anche effettuata per futuro uso personale nel caso in cui al bambino venga diagnosticata ancora prima della nascita – o subito dopo – una patologia per cui è possibile avviare una terapia con le cellule staminali.

La conservazione autologa è possibile infine anche nel caso in cui nella famiglia del bambino siano presenti casi di malattie genetiche per cui si prevede l’utilizzo delle cellule staminali: si parla in questo caso di donazione dedicata, e le cellule raccolte dal cordone ombelicale vengono conservate nelle banche pubbliche per utilizzi futuri del soggetto che presenta una patologia curabile con il trapianto.

Le banche pubbliche del sangue cordonale

Come anticipato, in Italia ci sono 18 banche pubbliche che si occupano di crioconservare il sangue del cordone ombelicale. In queste strutture i campioni raccolti vengono messi in rete e inseriti in un sistema sovranazionale, e possono essere utilizzati per la cura di patologie compatibili con i trattamenti terapeutici attraverso le staminali emopoietiche.

L’intenzione di donare il sangue cordonale va comunicata in anticipo al personale medico dell’ospedale scelto per partorire. La donazione del sangue cordonale nelle banche pubbliche è gratuita, poiché è un servizio a carico del Sistema sanitario nazionale.

Le banche private del sangue cordonale

La discussione tra la conservazione privata del sangue cordonale e quella pubblica è ancora aperta, e un ruolo fondamentale sarà svolto dai futuri sviluppi della scienza e dalle nuove possibilità offerte dall’impiego delle staminali.

Chi decide di conservare le staminali cordonali per usi privati può farlo nelle banche estere: l’accordo Stato-Regioni del 2010 stabilisce la possibilità di esportare il campione di sangue che viene prelevato dal cordone ombelicale per futuri usi personali in caso di necessità, trasportandolo e conservandolo a proprie spese nella struttura scelta.

Per l’esportazione si presenta una apposita richiesta presso la Direzione sanitaria della struttura scelta per il parto.

Articolo sponsorizzato daSwiss Stem Cell Biotech

Swiss Stem Cells Biotech è stata la prima struttura svizzera ad offrire un servizio privato per la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale. È l’unica banca privata svizzera certificata FACT-NetCord.

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