Salutogenesi

Salutogenesi

Cos’è la salutogenesi?

L’organismo di ciascuna donna reagisce alla gravidanza in modo differente e ogni donna vive in modo differente la propria. Malgrado ciò, esistono delle similitudini. Durante i primi tre mesi del suo sviluppo, il feto prende molte energie dalla mamma. In questo periodo, le future mamme sono spesso affaticate o leggermente nervose. Sarebbe opportuno riservare loro più cure ed attenzioni, garantendo loro armonia interna ed esterna.

La futura mamma rappresenta per suo figlio un involucro protettivo, offrendogli tutto il calore e la sicurezza di cui ha bisogno per crescere. Il benessere del bebè dipende dallo stato di salute della sua mamma e da tutti gli avvenimenti legati alla gravidanza.

Durante la gravidanza, fin dalla preparazione al parto, dopo la nascita e durante l’allattamento, la donna ha bisogno di cure naturali e sane, poiché non è soltanto soggetta a cambiamenti psichici, ma anche ad una certa mutazione fisica.

Queste trasformazioni orientano la sua attenzione verso lo stato generale del proprio corpo e alle specifiche modificazioni. Lei sa che il suo benessere e quello del futuro bebè sono strettamente legati. Preparazione, cura, protezione e assistenza, sono per lei aspetti di vitale importanza.

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Origini della Salutogenesi e rapporto con la Patogenesi

Salutogenesi è una parola composta, derivante dal latino salus (salute) e dal greco genesis (origine) e significa scoprire le origini della salute. In passato la salutogenesi è stata trascurata a favore della patogenesi (dal greco pathos, sofferenza) che rivolgeva l’attenzione solo alla patologia.

Negli ultimi decenni si è sempre più diffusa una maggiore sensibilità a livello internazionale rispetto ad un nuovo concetto di salute, la salutogenesi, appunto. Secondo questo nuovo modo di vedere, la domanda fondamentale non è più: ‘Quali sono le cause della malattia e come si possono prevenire?’. Bensì: ‘Quali sono le fonti della salute, come si crea e come può essere rinforzata?’.

Qual è la differenza essenziale fra questi due concetti, quello di patogenesi e quello di salutogenesi? Prendiamo il caso di un’infezione: la ratio patogenetica è basata sul modello del contagio. Mi chiedo: ‘Cosa e come mi ha contagiato? Di che virus o batterio si tratta? Che antibiotico posso usare?’ Partendo dal punto di vista salutogenetico invece mi chiederò: ‘Perché proprio io ho contratto ora questa infezione, mentre le persone che mi stanno intorno sono rimaste immuni?’. La domanda sul perché una persona venga contagiata, mentre un’altra no, è uno dei campi di ricerca della salutogenesi.

La salutogenesi si propone di diffondere nella società la coscienza verso le cause della salute e della guarigione individuale e sociale. Ogni essere umano è parte di un complesso più vasto e può influenzare questo complesso, in un modo o nell’altro, più o meno coscientemente, tramite la qualità dei suoi comportamenti esteriori e dei suoi atteggiamenti interiori, sia verso l’esterno che verso se stesso.

Uno dei propositi della salutogenesi è quindi quello di osservare le fonti per lo sviluppo della salute, prendendo in esame tre aspetti costitutivi fondamentali: quello fisico, quello psichico e quello spirituale.

Sul piano fisico abbiamo il principio dell’eterostasi (dal greco etero = diverso, altro e dal latino stasi=stato, condizione), cioè la facoltà dell’uomo di confrontarsi con ciò che gli è estraneo, di sopportare i conflitti, e, in questo confronto, di rafforzarsi.

Secondo il principio salutogenetico, ci troveremo a porci la seguente domanda: ‘Come posso imparare a venire a capo di tutte le situazioni che mi capitano nella vita, ed essere interiormente ed esteriormente flessibile? Come posso diventare tollerante verso le frustrazioni e lo lo stress, sviluppando un carattere stabile?’

Sul piano psichico, secondo il principio salutogenetico, è bene creare un senso di coerenza, cioè una percezione per la rete che unisce fra loro tutte le creature. Solo quando l’uomo riesce a cogliere i grandi e piccoli nessi universali della propria vita, può trovare il senso della sua esistenza. Sviluppare il senso di coerenza vuol dire conoscere le situazioni pericolose e i grandi problemi, saperli inquadrare e tuttavia conservare un atteggiamento di buon umore, di positività e di normalità verso la vita. Si tratta di un processo di crescita interiore, tramite cui l’essere umano si avvicina gradualmente ai processi del mondo, attraverso apprendimento e lavoro continui. Un antico proverbio cinese dice: ‘Ci sono due modi per diventare saggi: tramite la comprensione o tramite la sofferenza’.

Il terzo aspetto fondamentale, quello che proprio oggi è il più difficile da imparare, è costruire nelle persone una resilienza dello spirito, nella fiducia che il percorso e l’evoluzione dell’umanità abbiano un senso profondo.

Il termine viene dall’inglese resilience e significa capacità di resistenza; la ricerca sulle forze di resilienza ha evidenziato che l’eredità o l’ambiente non sono fondamentali per lo sviluppo umano, mentre è determinante un terzo fattore e cioè quello della buona relazione umana.

Tre aspetti la caratterizzano e sono tratti tipicamente umani:

  • sincerità, veracità , lealtà;
  • amore;
  • rispetto dell’autonomia e della dignità dell’altro.

Il principio della salutogenesi, orientato all’eterostasi e all’attivazione delle difese corporee individuali, porta un ampio rinnovamento in tutti i campi della medicina moderna. Tra questi va compresa anche una corretta alimentazione, con cibi sostanziosi e coltivati in modo sano.

Anche i medicinali antroposofici hanno lo scopo di rafforzare le difese proprie del paziente; il lavoro non viene risparmiato all’organismo: al contrario, i medicinali aiutano ad attivare la propria capacità di resilienza e le forze di autoguarigione.

Un altro campo di rinnovamento e ricerca delle fonti della salute è quello dell’educazione: se l’educazione tiene conto delle necessità del bambino, offrendogli e chiedendogli quello che è corretto per la sua età , lo aiuta ad acquisire padronanza di se stesso e a crescere.

Essere sani dunque non significa solo essere in salute, ma anche essere integri, essere cioè parte dell’insieme; la malattia è sempre la conseguenza di un isolamento o dello staccarsi dall’organismo di un singolo processo, funzione o sostanza. Ognuno di noi deve quindi cercare, con le proprie azioni di ogni giorno, di essere coerente con le mete più generali dell’umanità e di non perdere mai di vista questo scopo nell’azione quotidiana.

La salute è l’integrazione, l’accordo di tutte le funzioni. La salute dell’uomo moderno dipende fondamentalmente da come egli concepisce sé stesso e da quali strade di sviluppo sceglie per sé. Da qui deriva la necessità poi di parlare di autoeducazione.

Il cammino interiore (o autoeducazione) antroposofico, descritto da Rudolf Steiner in più di un’occasione, permette di individuare delle condizioni fondamentali che possono costituire una linea guida per colui che desidera perseguire tale percorso.

A proposito delle sette condizioni fondamentali da lui caratterizzate nel suo testo, egli scrive:

“Va sottolineato che di nessuna di queste condizioni si richiede il completo adempimento; si richiede unicamente lo sforzo verso un tale adempimento. Nessuno può adempiere completamente a queste condizioni, ma ognuno può incamminarsi sulla via del loro adempimento. Ciò che importa è la volontà , l’intenzione di avviarsi su quella strada.”

Rudolf Steiner, ‘“ O. O. 10 ‘L’iniziazione’ – (1904) – pag. 85

Elenchiamo brevemente qui di seguito queste condizioni:

La prima condizione è di porre attenzione alla salute del corpo e dello spirito. La seconda condizione è quella di sentirsi parte della vita collettiva. La terza condizione porta al fatto di potersi elevare all’idea che i propri pensieri e i propri sentimenti hanno per il mondo altrettanta importanza che le proprie azioni. La quarta condizione è quella di appropriarsi della convinzione che la vera entità dell’uomo non risiede nel suo esteriore, ma nel suo essere interiore. La quinta condizione è la costanza nell’esecuzione di una decisione presa. La sesta condizione è lo sviluppo del sentimento di riconoscenza per tutto ciò che l’uomo riceve. Settima condizione per l’uomo è quella di considerare costantemente la vita alla stregua delle condizioni precedenti, procurandosi così la possibilità di dare un’impronta unitaria alla propria vita.

Tali condizioni presuppongono un esercizio attivo nei riguardi del nostro stesso comportamento e possono costituire un adeguato strumento di autoeducazione, anche a prescindere dal fatto di seguire un cammino antroposofico più specifico.

Testi liberamente estratti da ‘Salute, malattia e Salutogenesi’ Weleda Italia 2004