Alimentazione difficile del lattante: qual è il problema? - GravidanzaOnLine

"Perché mia figlia di due mesi piange quando mangia?"

Anonimo

chiede:

Buongiorno, sono la mamma di una bellissima bimba di 2 mesi e mezzo. Abbiamo un problema e non so più cosa fare. La mia bimba da quando è nata prende latte artificiale e inizialmente, a parte una forte stitichezza, mangiava con tranquillità.

Da quando ha 1 mese circa, quando prende il biberon piange e per farla finire di mangiare è un’odissea. Abbiamo cambiato latte due volte, biberon e tettarelle e non ci sono stati miglioramenti. Ne ho parlato con il suo pediatra ma non ha dato peso alla cosa ritenendola normale, quindi senza trovare alcuna soluzione.

A distanza di un mese e mezzo le cose non sono cambiate: mangia male, piange disperatamente, continua a essere stitica, ha problemi di flautulenza e rigurgito. Fino a qualche giorno fa riuscivamo tra un pianto e l’altra a farle finire il biberon ma da due giorni non ne vuole sapere, ne beve un po’ e inizia a urlare e non c’è verso di continuare: lo stomaco le fa rumori strani mentre beve e lei piange. Io non ce la faccio più a vederla cosi, lei è una bambina solare, non piange praticamente mai, dorme tutta la notte ed è sempre allegra, tranne nei momenti dei pasti e per la mezz’ora che ne segue.

Mi chiedo se non sia intollerante al lattosio, ormai non so più che pensare. Premetto che fino ad ora è cresciuta e ha preso peso nel modo giusto anche perché con fatica riuscivamo a farla mangiare. Ma mi chiedo come possa essere considerato normale che un bebè pianga e stia male quando beve il latte, non dovrebbe essere un momento rilassante e piacevole? Grazie in anticipo e le porgo i miei più distinti saluti.

Buongiorno signora, sicuramente il momento del pasto non dovrebbe essere un disagio né un momento di fastidio per il lattante. Dalle sue considerazioni emerge che la bambina effettivamente manifesta un fastidio, pur non presentando un calo ponderale. È vero che nei casi in cui si sospetta una malattia da reflusso esofageo, vi è generalmente un mancato o inadeguato incremento ponderale, tuttavia è opportuno considerare disagi e fastidi che possono comunque mettere il bambino in difficoltà durante il momento del pasto e parlarne con il pediatra, che valuterà l’eventualità di effettuare una valutazione gastroenterologica specialistica o meno.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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