"È partita un’epidemia di morbillo". Avverte Basetti: "Il picco sarà a cavallo dell’estate"

Il medico, primario di Malattie infettive del San Martino di Genova, ha espresso preoccupazione per la diffusione del morbillo presso la popolazione non vaccinata: "Abbiamo numeri significativi, 213 casi in 3 mesi".

Il dottor Matteo Bassetti, primario di Malattie Infettive presso l’ospedale San Martino di Genova, ha espresso preoccupazione per l’aumento dei casi di morbillo in Italia. “È partita un’epidemia”, ha detto il medico all’Adnkronos Salute, sostenendo che il picco si verificheràa cavallo dell’estate.

I numeri parlano da soli: secondo i dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità in data 8 aprile 2024 e relativi al periodo che va dal primo gennaio al 31 marzo dello stesso anno, i casi registrati nei primi tre mesi dell’anno sarebbero ben 213. “Abbiamo numeri significativi, 213 casi in 3 mesi, rispetto al 2023 con pochi casi. È solo l’inizio, il peggio deve arrivare e temo che sarà a cavallo dell’estate”, commenta quindi Bassetti: secondo i dati, infatti, 34 delle infezioni da morbillo si sarebbero verificate a gennaio, 93 a febbraio e 86 a marzo, con un 85% di infezioni confermate. L’88,2% delle persone infettate, inoltre, non era vaccinata.

L’unica soluzione, secondo il medico, sarebbe quindi una campagna di vaccinazione: “La popolazione colpita è non vaccinata o con una sola dose, tra 15 e 40 anni, una fascia già messa in evidenza dal report dell’Ecdc che aveva registrato 30mila casi nel 2023. Mi colpisce che nessuno si preoccupi per le complicazioni: non è una malattia tranquilla e gestibile, se la prendi in età adulta può essere grave e dare complicazioni”, ha poi continuato il medico. “La vaccinazione è lo strumento di protezione che il Servizio sanitario nazionale deve mettere in campo. Non è più iniziativa del singolo, ma serve l’intervento dello Stato che deve tutelarsi con le vaccinazioni”.

L’età media dei contagiati è di 31 anni, con un picco di incidenza nella fascia 0-4 anni, compresi 11 neonati infetti. In 20 casi la trasmissione è avvenuta in ambito ospedaliero, con 11 contagi tra operatori sanitari. Si registrano inoltre 56 casi, ovvero il 26,3%, con almeno una complicanza, tra cui 23 polmoniti e un caso di encefalite in un giovane non vaccinato.

Questa esplosione di casi di morbillo è una vera e propria emergenza che sta passando sotto il silenzio delle istituzioni. L’allarme sta nel fatto che il morbillo è una malattia in fase di eradicazione, per cui anche un solo caso nel nostro Paese dovrebbe destare preoccupazione”, ha poi concluso il medico.

Anche il dottor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università Statale di Milano, sostiene la necessità di una campagna di vaccinazione. “Non vedo altra opzione se non la vaccinazione”, ha detto all’Adnkronos Salute, sottolineando “la necessità di promuovere campagne per ripristinare la protezione vaccinale. Serve informazione e serve un impegno proattivo da parte dei Dipartimenti di prevenzione”, mentre “fra gli adulti bisogna puntare ai soggetti più esposti, come insegnanti e operatori sanitari”.

Sicuramente vediamo una situazione legata al calo della copertura vaccinale”, ha poi concluso Pregliasco. “Essendo il morbillo una malattia con un indice di trasmissibilità R0 molto alto (ogni caso ne può generare 13-15), e avvenendo il contagio attraverso il respiro, l’unica strategia è la vaccinazione”.

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