'Mi hanno rifiutato la maternità anticipata: cosa posso fare?' - GravidanzaOnLine

“Mi hanno rifiutato la maternità anticipata: cosa posso fare?”

Michela

chiede:

Buongiorno,
sono Michela e sono in attesa di due gemelli. Il medico ginecologo mi ha messo subito in malattia, poi in maternità anticipata, che però dall’Inps mi è stata rifiutata, dicendomi che non ho maturato il dritto. Lavoro come domestica. Cosa posso fare? Grazie.

Avv. Claudia Pace

Avv. Claudia Pace

risponde:

Salve Michela,
lei scrive che non le è stato riconosciuto il diritto alle indennità di maternità anticipata, pur avendo lavorato come domestica. Vediamo allora quali sono i requisiti per accedere a questa tutela per le donne in gravidanza.

Quando la futura mamma svolge mansioni particolarmente pesanti, oppure vi sono rischi per la propria salute e per quella del bambino, nei casi previsti dal Ministero del Lavoro e segnalati dall’articolo 17 del decreto legislativo 151/01, la donna lavoratrice può usufruire della cd. maternità anticipata, che consiste nell’astensione dal lavoro già prima del settimo o dell’ottavo mese di gestazione (chiamato periodo di maternità obbligatoria), nel diritto a conservare il posto di lavoro, e nell’erogazione di un’indennità sostitutiva della retribuzione.
La richiesta di maternità anticipata può essere effettuata da donne lavoratrici appartenenti alle seguenti categorie contrattuali: dipendenti del settore sia pubblico che privato, comprese le lavoratrici agricole e domestiche; lavoratrici con rapporti di lavoro occasionali oppure con contratto a progetto; lavoratrici associate in partecipazione; libere professioniste; lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata.

Quindi i collaboratori domestici (domestici, babysitter e badanti) rientrano nelle categorie che usufruiscono dei diritti di maternità anticipata.

Per poter poi richiedere l’indennità di maternità, la collaboratrice domestica deve avere dei requisiti: deve aver maturato 52 contributi settimanali – un anno pieno – nei 24 mesi precedenti all’astensione obbligatoria, anche relativi a settori diversi da quello del lavoro domestico. È anche possibile, in alternativa, documentare 26 contributi settimanali nel corso dei 12 mesi precedenti alla richiesta. Nel calcolo dell’indennità sono considerati solo i periodi di lavoro svolti come lavoratrice domestica.

Soltanto avendo tali requisiti, Le sarà possibile accedere all’indennità di maternità anticipata. Si ricorda però che, anche se la contribuzione maturata non è sufficiente a raggiungere i requisiti per l’indennità di maternità, può comunque servire per ottenere l’assegno di maternità.

Cordialmente

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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