Il video che racconta la ricerca di una gravidanza - GravidanzaOnLine

“Questa è l’infertilità. Questa è la nostra battaglia per diventare genitori”

Hannah e Adam provavano ad avere un figlio dal 2014: dopo 5 anni di tentativi e di insuccessi hanno intrapreso un percorso di fecondazione assistita, e hanno documentato il loro viaggio in un video che ha ricevuto migliaia di condivisioni.

Per 5 anni Hannah e Adam hanno provato ad avere un figlio senza riuscirci. Una lunga lotta per diventare genitori che sembrava destinata a fallire per nessun apparente motivo, ma che, del tutto inaspettatamente, si sta invece trasformando in una battaglia vinta.

Una battaglia che accomuna molte coppie anche in Italia (secondo le stime circa 15 coppie su 100 hanno problemi di fertilità) e che i due giovani inglesi hanno deciso di trasformare in un racconto social, per documentare la difficoltà di realizzare il proprio desiderio e per sentirsi vicini ad altre coppie che stavano attraversando un percorso simile.

La dura realtà è che una coppia su 8 nel Regno Unito fatica a costruire una famiglia, e noi siamo finiti in questa statistica. Per questo motivo e per il tabù che ancora circonda questo argomento abbiamo deciso di essere molto sinceri già dall’inizio. Negli ultimi due anni io e Adam abbiamo deciso di documentare ogni cosa: i momenti belli, quelli difficili, e le nostre reazioni (come pure quelle di alcuni amici e della nostra famiglia) dopo il responso positivo a quello che sarà, o almeno speriamo, il nostro lieto fine. Il dolore che abbiamo provato in questi ultimi 5 anni non sarà mai davvero dimenticato e rimarrà con noi per sempre, anche quando stringeremo finalmente i nostri piccoli tra le braccia. QUESTA è l’infertilità, questa è la fecondazione in vitro e questo è il nostro viaggio.

Prima la sofferenza di non riuscire ad avere un figlio, poi la gioia di vedere il test di gravidanza diventare positivo: il tutto raccontato anche su Facebook. È la storia di Hannah e Adam, 26 e che hanno scelto di parlare del loro lungo percorso attraverso l’infertilità e quindi la fecondazione assistita anche sui social.

Ogni mese registravo un video così da avere la mia reazione anche in camera nel caso in cui il test fosse positivo. Poi il video veniva cancellato, ogni volta. Un giorno ho deciso di non cancellarli più, ma di tenerli e di montarli insieme – ecco com’è iniziata l’idea di questo video”. 

Nel post che accompagna il video pubblicato su Facebook, che in pochi giorni ha avuto più di 630mila visualizzazioni e migliaia di messaggi di supporto per la giovane coppia, Hannah scrive:

La fecondazione in vitro ha circa il 40% di probabilità di successo per ogni ciclo, mentre la possibilità che funzioni la prima volta è solo del 18%. Siamo così grati di essere finiti in quel 18%, ma non succede spesso. Qui abbiamo condiviso la nostra storia, ma ci sono milioni di altre coppie le cui storie sono ancora inascoltate e che rimangono nell’ombra. Io sono 1 su 18, e ho imparato a esserne orgogliosa.

Il video pubblicato dalla coppia racconta per immagini la storia di Hannah e Adam, dai primi tentativi di avere un figlio, nel 2014, i molti – moltissimi – test di gravidanza risultati negativi, i momenti di sconforto, la delusione non riuscire a rendere il proprio desiderio concreto, il pensiero di rivolgersi ad una clinica per la fertilità e il timore per i costi che questa scelta comporta.

La decisione di intraprendere un primo tentativo, e quindi gli esami per la fertilità, l’inizio del percorso di IVF (o FIVET), i controlli ormonali, i farmaci, il monitoraggio follicolare e le punture: passo dopo passo, il video documenta e riassume tutti i momenti che scandiscono il percorso di procreazione assistita raccontato, in questo caso, nell’intimità della casa di Hannah e Adam e nelle stanze della clinica a cui si sono rivolti.

Un video in bianco e nero, che diventa a colori e pieno di emozione quando, finalmente, sul test di gravidanza compaiono le due linee che annunciano l’arrivo di un figlio. È l’inizio di un nuovo viaggio insieme, e non più da soli.

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