Infortuni bambini e assicurazione sulla vita - GravidanzaOnLine
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I pericoli impensabili in cui TUTTI i bambini riescono a cacciarsi

I nostri bambini riescono a farsi male nei modi più improbabili, ma gli imprevisti possono accadere a chiunque: noi genitori abbiamo deciso di passare all'azione.

Fuori dal nido c’è il solito gruppetto di mamme e papà: saluti, come va? Grandi sorrisi. Dopo mezzo minuto i convenevoli lasciano il posto a quello che davvero vogliamo sapere: “Il tuo cos’ha combinato stavolta?”

È il vero motivo per cui ci troviamo lì, una buona mezzora prima di entrare, prima che le bestioline che chiamiamo figli vengano liberate, correndoci incontro – o meglio, addosso – urlanti, quelli che già camminano almeno.

Ci ritagliamo quello spazio ormai da qualche settimana, per un tacito accordo che fa di quei nostri minuti tra genitori una sorta di gruppo di mutuo aiuto: all’inizio eravamo impacciati, imbarazzati, della nostra vita di mamme e papà condividevamo solo qualche aneddoto divertente o tenero.

Sapevamo benissimo che era solo una parte di verità che dietro le foto da catalogo che mostravamo orgogliosi sui telefoni c’erano – tenuti ben nascosti – momenti di sconforto, preoccupazione e paura.

Poi qualcuno di noi ha preso coraggio, una mamma: quella mattina avevamo visto sua figlia arrivare con una protuberanza sulla fronte degna di un match di wrestling finito male, così ci aveva spiegato che il giorno prima aveva provato l’ebbrezza del suo primo giro in pronto soccorso. Il motivo? Lei si era girata un attimo e la bimba aveva ben pensato di avere un incontro molto ravvicinato con l’armadio.

I più “navigati” di noi le avevano dato subito tutto il loro supporto: “Vedrai quante altre volte”, e “ma loro non si fanno niente, è a noi che vengono i capelli bianchi”, “io sarò invecchiato di dieci anni negli ultimi mesi, una cosa pazzesca” e via dicendo.

Avevamo scoperto, finalmente, il potere curativo della solidarietà che nasce spontanea tra chi condivide la stessa croce e delizia, quella di avere dato origine – l’abbiamo capito confrontandoci – non all’Anticristo in persona, come alcuni di noi iniziavano a temere, ma a normali bambini con una normale vocazione a farsi (anche) del male.

Strano come la prospettiva cambi quando si diventa genitori. Ansie, paure e cose che avevamo giurato non ci avrebbero mai riguardato, sono lì a presentarci il conto. Tanto che è in uno di questi incontri che ho fatto una scelta che deve avermi dato il definitivo accesso al mondo degli “adulti responsabili”: quello di firmare un’assicurazione sulla vita.

Oggi pomeriggio, ad esempio. Siamo qui da una manciata di minuti. C’è la mamma di Federico, quasi due anni, che stamattina è entrato al nido zoppicando: si è preso una storta andando in bicicletta. Quella senza pedali. Come avrà fatto? “Lo stavo pure sorreggendo, ha cercato di divincolarsi. Ha fatto tutto da solo”, ci spiega lei.

Allora il papà di Matilde ha raccontato di quella volta che per rincorrere il gatto ha preso in pieno la porta e ha passato la settimana successiva con una benda sull’occhio. “Sembrava una piratessa di tre anni. Ma il gatto non ha ancora imparato a lasciarlo in pace”, ha detto alzando le braccia.

Oggi però parliamo anche di altro.

Le scappatelle in ospedale o dal pediatra per i motivi più improbabili (dai, chi si fa male stando comodamente seduto sul seggiolone perché si dà in testa a tutta forza il piattino di plastica della pappa? MIO figlio, ovviamente) ci hanno portato a pensare a cosa possiamo fare per proteggere almeno noi stessi da quelli che sono pericoli impensabili finché non diventi genitore, e così facendo proteggere anche loro. Perché se capita a loro può capitare anche a noi, ci siamo detti più volte.

Già, ma se non possiamo evitare che infortuni e imprevisti ci accadano, e lo sperimentiamo ogni giorno o quasi sui nostri figli, allora cosa possiamo fare?

A quel punto Andrea ci ha parlato dell’assicurazione sulla vita che ha firmato pochi giorni fa. “Non ci avevo mai pensato prima, ma con tutti i guai in cui riesce a cacciarsi mio figlio ho pensato che un qualsiasi imprevisto potrebbe accadere anche a me o a sua madre. E allora, ci siamo detti, chi si occuperebbe di lui?”

Così, dopo avere fatto i compiti a casa ed esserci informati, oggi ci stiamo confrontando su questo: ci diciamo che, anche se non fa piacere pensare al peggio che possa capitarci, l’essere diventati genitori ci richiama a un senso di responsabilità che fino ad ora non conoscevamo.

Perché i nostri eredi saranno anche delle pesti senza alcuna speranza di redenzione, ma sono la nostra vita. Ed è insopportabile il pensiero che il futuro per loro possa essere irto di ostacoli. Il pensiero che non ci sia nessuno a sostenerli, a dare loro quello di cui avranno bisogno.

Discutiamo di questo e del futuro che ci aspetta e soprattutto li aspetta, avvolti in una tenerezza un po’ malinconica al pensiero che i nostri bambini diventeranno grandi.

La verità è che i nostri bambini fanno esattamente i bambini e, in quanto tali, hanno il magico potere di trovarsi in un luogo iper protetto e fare l’unica cosa che potrebbe metterli in pericolo. Ma noi eravamo esattamente così e ognuno di noi ha almeno un aneddoto da raccontare, in cui poteva decisamente andargli peggio.

A volte questi aneddoti non riguardano neppure la nostra infanzia, ma magari pochi giorni fa, quando un autista distratto non ha rispettato una precedenza e a momenti ci viene addosso, o quando siamo stati noi a essere soprappensiero. O quando la nostra passione per la montagna, per la bici, per il calcio o per qualche altro sport, non necessariamente estremo, ci ha costretti a letto per un infortunio.

La verità è che le cose capitano, non solo agli altri, e fingere che non sia così non serve a nessuno – men che meno a noi.

Nel frattempo, si è fatta l’ora: varchiamo il cancello colmi di amore e dolcezza, non vediamo l’ora di fare la cosa giusta, di spiegargli il perché, un giorno. Entriamo nella stanza colorata, loro ci aspettano beati, freschi di nanna e pappa.

“Ciao amore, com’è andata oggi?” “Papà mi sono fatto la bua! Guarda!” Sento le occhiate complici degli altri genitori. Sorrido.

 

La presente comunicazione è finalizzata al collocamento di contratti assicurativi. Prima della sottoscrizione leggere il Set Informativo disponibile su www.genertellife.it.

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