Progettazione manipolativa: attenzione agli adolescenti e come usarla per sviluppare creatività e competenze

Che cos'è la progettazione manipolativa e come si contrasta, al fine di ottenere un ecosistema digitale più trasparente per i nostri figli e figlie.

La dipendenza dal web è un argomento di attualità, che però ne rivela un altro a esso connesso: la progettazione manipolativa. Si tratta di una caratteristica che accomuna diverse attività che svolgiamo su internet, dal gaming ai social network, e comprenderlo è un dovere di genitori contemporanei. Perché i nostri figli e figlie sono alle prese con i fenomeni che le nuove tecnologie portano con sé, e non devono affrontarli da soli.

Cos’è la progettazione manipolativa

La progettazione manipolativa è uno strumento che si avvale dell’architettura delle interfacce dei servizi internet in modo da aggirare il consenso consapevole degli utenti. Il fenomeno, come accennato, è più evidente quando si parla di gaming o di social network: vengono sfruttati i meccanismi neuroscientifici per catturare l’attenzione degli utenti, stimolare la produzione di dopamina e quindi generare assuefazione nei fruitori.

Il fenomeno si comprende bene osservando giovani e giovanissimi alle prese con ore e ore di gaming continuativo – che spesso comporta acquisti impulsivi al limite del gioco d’azzardo: ci riferiamo alle loot box, ovvero scatole di potenziamenti di gioco a sorpresa che si acquistano con vero denaro dalla nostra carta di credito o di debito. Meno evidente è forse il sistema di scorrimento e autoplay dei video sui social network, in cui finiamo per diventare fruitori passivi di contenuti in un loop infinito.

Benefici del contrasto

Per comprendere come contrastare la progettazione manipolativa, si deve comprendere quale sia il confine tra svago e vulnerabilità degli utenti, soprattutto giovani, al fine di ottenere per loro un ecosistema digitale più equo e trasparente, senza trucchi e senza inganni. Sono diversi i benefici del contrasto al fenomeno:

  • impedire lo svuotamento del proprio conto ma anche tutelare figli e figlie dall’umiliazione dell’essere cascati nell’inganno algoritmico;
  • evitare la dipendenza;
  • trascorrere più tempo con i figli in attività che piacciono a loro e conoscerli meglio in un periodo delicato, come può essere in particolare l’adolescenza;
  • sviluppare le capacità di problem solving e la creatività senza fare acquisti, con l’eccezione di quelli strettamente consapevoli.

Come fare contro la progettazione manipolativa

Si parla dell’idea di una formazione specifica per contrastare la progettazione manipolativa online: la famiglia è sicuramente importante – fondamentale – ma non basta. Occorre infatti che anche la scuola giochi un ruolo nell’educare giovani e giovanissimi a riconoscere i segnali del fenomeno e non caderci, per cui diverrà necessario formare docenti ad hoc per questo. Non solo, si parla anche delle ipotesi di migliori meccanismi per la restrizione dell’età degli utilizzatori, anche se ancora non c’è niente di davvero tangibile in tal senso.

Tecniche

Sul Corriere della Sera, esiste un vademecum di consigli ed errori da evitare, che i genitori possono percorrere in contrasto alla progettazione manipolativa, ovvero:

  • disattivazione dei pagamenti automatici per ogni transazione, di modo che bambini e ragazzi siano sempre costretti a fare un passaggio da mamme e papà per chiedere l’eventuale permesso, sia a voce sia con il parental control, attraverso scelte condivise. Sempre ricordando però che il parental control è utile, ma gli occhi dei genitori e il dialogo con figli e figlie lo sono di più;
  • protezione della privacy in chat, in modo che, grazie alle interazioni limitate, non si possa essere contattati da sconosciuti;
  • condivisione del gioco, per tenere d’occhio i ragazzi, conoscere meglio il loro mondo e comprendere di più quali possano essere i rischi. È particolarmente utile per quei giochi che appaiono gratuiti ma non lo sono mai, perché offrono acquisti in app o riutilizzano dati personali;
  • spiegazioni sulle implicazioni di concetti complessi, come il valore della valuta virtuale (che corrisponde comunque a valuta reale) o quello dei dati personali. Anche accettare termini di servizio senza leggere tutto può rappresentare un problema;
  • limitazioni sui tempi di gioco, in modo che questi non si espandano eccessivamente e i ragazzi non si lascino catturare dal gorgo della dipendenza. Naturalmente lo schermo non può essere una baby sitter e non può servire a calmare o distrarre i bimbi e le bimbe;
  • essere d’esempio non stando sullo smartphone per molto tempo, soprattutto in quei momenti in cui si gioca (con bambole, mattoncini e altri giochi analogici) o si svolgono altre attività oppure si trascorre tempo di qualità con i figli;
  • ricordare che il gaming non è una stupidaggine, ma una forma d’arte;
  • incolpare ragazzi e ragazzi per essere caduti in qualche tranello online, in fondo anche noi adulti possiamo incappare nelle truffe e il meccanismo psicologico alla base è più o meno lo stesso.

Come sfruttare positivamente la progettazione manipolativa

La progettazione manipolativa tuttavia non è sempre necessariamente negativa, ma può essere sfruttata positivamente, per esempio con il fine di creare ambienti, servizi e strumenti che possano valorizzare comportamenti e abitudini virtuose negli adolescenti, come:

  • la progettazione di un’app che segua uno stile di vita sano, monitorando non solo sonno e attività fisica, ma anche studio;
  • la creazione di ambienti scolastici in cui vengano posti in atto collaborazione e inclusione;
  • la rielaborazione dei meccanismi di gioco, detti gamification, in modo da accrescere motivazione e raggiungimento degli obiettivi nell’istruzione e nell’apprendimento di discipline extrascolastiche (sport, musica, recitazione e così via);
  • la costruzione di campagne per aumentare la consapevolezza in giovani e in giovanissimi sull’identificazione della disinformazione e dei comportamenti pericolosi;
  • la progettazione di esperienze digitali che agevolino i processi di autonomia, socializzazione e creatività.

Non sempre quindi l’espressione “progettazione manipolativa degli adolescenti” ha un significato negativo: tutto sta nel distinguo tra persuasione e manipolazione. Nella manipolazione viene sfruttata una vulnerabilità per un obiettivo che risulta inconsapevole alla persona che la percepisce, mentre la persuasione è trasparente e lascia libertà di scelta.

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