L'importanza di celebrare la giornata dell'alfabetizzazione

La Giornata dell'alfabetizzazione è stata istituita dall'Unesco per porre l'accento sull'importanza di competenze come saper leggere e scrivere: la storia della giornata, i dati italiani e internazionali e i vuoti da colmare.

L’8 settembre di ogni anno ricorre la Giornata internazionale dell’alfabetizzazione. Il concetto ha a che fare con le capacità di lettura e di scrittura di almeno una piccola frase: una competenza questa, che si mira a ottenere per tutte e per tutti, in tutto il mondo, indipendentemente da genere, etnia, condizioni socio-economiche, disabilità, età. Le basi dell’alfabetizzazione si costruiscono nei primissimi anni di età, e quindi è soprattutto a bimbi e bimbe che è dedicata questa giornata, per il 2026 con il tema di “Literacy for people, the planet and prosperity” (cioè alfabetizzazione per le persone, il pianeta e la prosperità).

Che cos’è la Giornata dell’alfabetizzazione

Come detto, la Giornata dell’alfabetizzazione ricorre l’8 settembre ed è stata istituita dall’Unesco, con lo scopo di riportare al centro delle politiche sociali l’importanza dell’alfabetizzazione, che si considera – come suggerisce il tema di quest’anno – la base per la risoluzione di tante problematiche a partire dai diritti umani, e proseguendo con povertà, mortalità infantile, malattie sessualmente trasmissibili. Chi legge e scrive tanto e bene migliora la qualità della vita, e ogni persona che viene avviata a lettura e scrittura è una persona strappata a una violazione di diritti.

Storia e origini

L’Unesco ha istituito questa giornata il 17 novembre 1965, ma la data dell’8 settembre è stata scelta dal 1967: partendo quindi dal 1966 come data fattiva della prima organizzazione, poiché in quell’anno è avvenuto il proclama,  nel 2026 ricorre quindi il 60esimo anniversari0. I festeggiamenti avvengono in tutto il mondo, ma il punto cardine della celebrazione per il 2026 è il Messico, dove si terrà l’incoronazione per i premi sulla diffusione dell’alfabetizzazione di Unesco, che riconoscono i programmi di alfabetizzazione più meritevoli a livello internazionale. Nel 2015 è stata creata inoltre una piattaforma specifica d’azione, spiega il sito dell’Unesco, per individuare “politiche, pratiche e partenariati efficaci per promuovere l’alfabetizzazione per tutti a sostegno di società pacifiche e sostenibili”.

L’alfabetizzazione in Italia e nel mondo

I dati italiani

Secondo i dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), il 37% di adulti e adulte tra 25 e 64 anni possiede competenze alfabetiche al di sotto del livello minimo: è una percentuale di 10 punti in più rispetto alla media internazionale. Secondo un’indagine del 2025 dell’Istituto Superiore di Sanità, ben il 53,3% dei neonati e delle neonate non ha ricevuto mai una lettura ad alta voce tra i 2 e i 5 mesi d’età. La percentuale scende molto in Friuli Venezia Giulia (33,7%) e sale invece in Sicilia (68,2%), a testimoniare il divario territoriale del fenomeno. Nella fascia tra gli 11 e i 15 mesi il 68,3% dei bimbi ha conosciuto almeno un libro. I dati Istat del 2024 ci dicono che all’età di 6 anni l’analfabetismo è diventato nullo tra i bambini e si attesta sullo 0,57 per le bambine. La percentuale di analfabeti sull’intera popolazione italiana – una popolazione mediamente anziana – è del 3,9%.

I dati internazionali

L’Unesco afferma che nel mondo esistono 739milioni di persone che non possiedono competenze alfabetiche di base. I grafici di World Population Review evidenziano i gap esistenti tra Paese e Paese, tra i diversi generi e in base alle fasce di reddito. Per esempio, i Paesi con i tassi di alfabetizzazione più elevati (cioè quelli del 100%) risultano l’Uzbekistan, la Corea del Nord e la Norvegia. Tuttavia, mentre ci possiamo fidare del dato della Norvegia, nazione europea libera e spesso pioniera in termini di innovazioni e progresso sociale, lo stesso non si può dire della Corea del Nord, dove esiste una dittatura che tace sui problemi reali della nazione, per cui quel dato potrebbe essere falso. Tuttavia è anche giusto ricordare che tutti e tre i Paesi possiedono sistemi di istruzione pubblica da molto tempo, elemento decisamente livellante.

Tra i tassi di alfabetizzazione più bassi troviamo invece il Mali (35,47%), il Ciad (30,63%) e il Sud Sudan (26,83%). Povertà, isolamento delle zone rurali, fondi poco consistenti per l’istruzione pubblica e instabilità politico-economica limitano le possibilità di alfabetizzazione della popolazione. A livello mondiale la percentuale di individui alfabetizzati è dell’87,74%: restano quindi molte sperequazioni da livellare. Oltre a povertà e accesso geografico, anche il genere risulta essere un ostacolo, in particolare nei Paesi e nelle regioni in cui vengono negati i diritti femminili fin dalla primissima infanzia.

Le iniziative per implementare la lettura

Molto spesso le iniziative per implementare la lettura, oltre alle tante diffuse dalle scuole in proprio e a macchia di leopardo sul territorio italiano, così come per le biblioteche, che siano incluse o no nel Sistema Bibliotecario Italiano, sono demandate all’iniziativa privata. Una delle più celebri è #ioleggoperché, che ogni autunno coinvolge frequentatori di libreria – in particolare i cosiddetti lettori e lettrici forti – nella donazione di libri negli istituti scolastici a partire dall’asilo nido. Questi libri vanno a implementare le biblioteche scolastiche. Per i piccolissimi esiste invece “Nati per leggere”, in cui bimbi e bimbe fin dai primissimi mesi d’età vengono avviati alla scrittura: i Comuni aderenti donano una sorta di starter pack con libri per la primissima infanzia alle famiglie con nuovi nati.

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