
La star di 16 anni e incinta ha condiviso sui social un toccante ricordo del figlio primogenito, scomparso lo scorso 2 giugno nel sonno.
Consigli e informazioni relative al fenomeno dei bambini scomparsi: ecco cosa accade nel mondo e chi può aiutare le famiglie.

Il 25 maggio di ogni anno si festeggia l’International Missing Children’s Day ovvero la Giornata internazionale dei bambini scomparsi (e delle bambine scomparse). Quello delle sparizioni e dei rapimenti dei più piccoli è un fenomeno che piaga tutti i Paesi del mondo. E anche in Italia ne soffriamo molto. Gli ultimi dati del Ministero dell’Interno risalgono al 2024 e, sebbene si rilevi che rispetto al 2021 ci sia stata una “significativa diminuzione delle denunce di scomparsa”, si parla comunque di 24705 denunce presentate. E, come si dice in questi casi, anche una è già di troppo.
L’Istituto di Scienze Forensi enumera i dati forniti dal Commissario straordinario del Governo. Quando scompare un minore o una minore italiana nell’80-85% dei casi viene ritrovata o rientra spontaneamente entro il primo mese dalla denuncia: ma nella statistica rientra anche la fascia dei più grandicelli, ovvero il segmento 14-17 anni, che magari si allontana volontariamente e che rappresenta oltre il 70% delle denunce. C’è però, di contro, un 15-20% di casi che restano aperti ogni anno, in particolare tra chi ha meno di 10 anni: dal 1974 a oggi i minori italiani mai ritrovati sono oltre 2500.
Per chi ha la cittadinanza italiana è più semplice, perché la scomparsa di un minore o una minore italiana attiva i protocolli di urgenza, che invece non accade sul territorio a chi è cittadino extra Ue. I cosiddetti minori non accompagnati, che abbracciano la migrazione per sfuggire a situazioni difficili – per usare un eufemismo, dato che parliamo di povertà, guerre e persecuzioni – vengono ritrovati solo nel 25-30% dei casi.
In Europa per quanto riguarda i minori non accompagnati cambiano le risposte istituzionali tra Paesi di passaggio, come appunto l’Italia, e Paesi di destinazione. Nel 2025 in Germania il tasso di ritrovamento entro la prima settimana dalla denuncia è stato del 90%, ma la nazione deve fronteggiare un’emergenza relativa alla sottrazione da parte di un genitore che poi decide di portare i figli o le figlie all’estero all’insaputa o in contrasto con il parere dell’altro genitore.

La star di 16 anni e incinta ha condiviso sui social un toccante ricordo del figlio primogenito, scomparso lo scorso 2 giugno nel sonno.
Poi ci sono i freddi numeri. Tuttavia in diversi Stati non ci sono neppure quelli. I numeri che esistono in relazione alle denunce di scomparsa di minori vengono diffusi dall’International Centre for Missing & Exploited Children e sono:
Se parliamo di adolescenti (o preadolescenti, perché magari qualcuno ha una velocità di “crescita” interiore maggiore) si può trattare di crisi identitarie o conflitti relazionali. Ma quando parliamo di bambini non può trattarsi mai di un allontanamento volontario. Nella maggior parte dei casi si tratta di sottrazione da parte di uno dei genitori se c’è separazione conflittuale tra i due, ma esistono anche una minoranza di casi legati a:
C’è poi il cosiddetto fenomeno dei minori non accompagnati, cui abbiamo accennato prima: si tratta di bambini e bambine, oppure adolescenti, che giungono in area Schengen dall’estero. L’Italia è molto spesso per questi minorenni un luogo di passaggio – magari per il ricongiungimento con altri famigliari che possono trovarsi in Paesi del Nord Europa – tuttavia molto spesso finiscono nelle maglie della criminalità e vengono avviati allo sfruttamento del lavoro o allo sfruttamento della prostituzione, diventando di fatto una sorta di fantasmi.

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La prima cosa da fare quando scompare un bambino o una bambina è rivolgersi alle forze dell’ordine. Non bisogna cadere nel luogo comune che si debbano attendere 48 ore: non vale neppure per gli adulti e comunque le prime ore sono fondamentali, oltre che, come detto, i bambini non si allontanano volontariamente da soli. La denuncia va fatta affinché le ricerche sul territorio partano quanto prima. Pensate a questo: nel caso di Denise Pipitone, rapita nel 2004, non ci fu tempestività nelle ricerche, e invece si è ipotizzato spesso sarebbe bastato delimitare tutte le vie d’uscita di Mazara del Vallo per ritrovarla in poche ore.
C’è purtroppo un limite burocratico nelle ricerche degli scomparsi, tanto che esiste un movimento di opinione pubblica affinché un meccanismo cambi: i vigili urbani per esempio non hanno accesso ai database di polizia e carabinieri, mentre l’osmosi delle informazioni tra le diverse forze dell’ordine potrebbe essere molto utile, soprattutto considerando che i vigili urbani hanno una profonda conoscenza del territorio.
Oltre alle forze di polizia, esistono, in Italia e all’estero, associazioni di categoria che aiutano a cercare le persone scomparse, sia bambinə che adultə. Una di queste è l’associazione Penelope, nata dall’intuizione di Gildo, fratello di Elisa Claps, 16enne scomparsa nel 1993 il cui corpo è stato ritrovato 17 anni dopo in un luogo che più volte la famiglia aveva chiesto di perquisire. Un’altra tra le associazioni che si occupano di persone scomparse a livello internazionale, in particolare bambini e bambine, è Manisco World, fondata da Virginia Melissa Adamo. Tra i casi più noti che l’associazione segue ci sono quelli di Angela Celentano, Santina Renda e Salvatore Colletta. La specificità di Manisco World è la capacità di arrivare contemporaneamente in diversi Paesi del mondo attraverso ricerca diretta, age progression e altre tecniche investigative, con cui vengono affiancate le forze di polizia del Paese ospite.

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