
La formazione e l'occupazione che vadano incontro ai sogni dei giovani sono importantissime: così l'Onu ha creato la Giornata delle competenze gio...
Cosa sapere della Giornata internazionale della gioventù. Il tema del 2026 connette i giovani e le giovani di tutto il mondo in istanze, sfide e collaborazioni.

Ogni 12 agosto una ricorrenza mette al centro i ragazzi e le ragazze dell’intero globo: si tratta della Giornata internazionale della gioventù, un’iniziativa ideata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, che avvicina idealmente gli under 25 indipendentemente dal luogo in cui vivono.
La Giornata internazionale della gioventù è stata istituita dall’Onu nel 1999 come immediata risposta alle istanze di un mondo globalizzato che si affacciava appena all’epoca, forse iniziando a rivelare le problematiche dei giovani e delle giovani di tutto il pianeta. Da allora, ogni anno il 12 agosto, si celebra questa giornata con diverse manifestazioni, iniziative, campagne e attività, che coinvolgono istituti scolastici, istituzioni pubbliche privati cittadini e cittadine.
Il senso della Giornata internazionale della gioventù è da ravvisare proprio nelle istanze dei giovani che hanno portato l’Onu a una presa di coscienza. Queste problematiche, con il passare dei decenni, si sono evolute e modificate. Dobbiamo tenere conto che al 2026 vivono sulla Terra 1,3 miliardi di persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni: è la generazione più numerosa di sempre secondo i dati Onu.

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Ma le loro vite sono irte di difficoltà. Entro il 2025 si stima che il 69% dei giovani vivrà in Paesi a reddito basso o medio-basso, mentre si prevede anche che tra il 2025 e il 2050 la popolazione giovanile nei Paesi a reddito alto o medio-alto diminuirà del 24%. E c’è anche una causa di morte frequente: si tratta degli infortuni, che sono responsabili di quasi la metà dei decessi giovanili nei Paesi a basso reddito e di oltre la metà nei Paesi ad alto reddito.
Il tema, ovvero il filo rosso che accomuna i giovani e le giovani del mondo per la Giornata 2026, è Different contexts, common aspirations. Letteralmente significa: contesti diversi, aspirazioni comuni. In altre parole: le persone di età compresa tra i 15 e i 25 anni – che rappresentano il riferimento e il target della Giornata internazionale della gioventù – possono vivere in luoghi differenti, avere aspetti differenti, provenire da famiglie differenti, ma tutti e tutte hanno aspirazioni comuni, come si legge appunto sul sito dell’Onu:
La Giornata internazionale della gioventù 2026 riconosce che, sebbene le vite dei giovani siano plasmate da diverse realtà nazionali e locali, le loro aspirazioni sono straordinariamente simili. In tutti i paesi e le comunità, i giovani cercano dignità, opportunità, una partecipazione significativa, un lavoro dignitoso, un’istruzione di qualità e un futuro sostenibile.

Il progetto, al via da settembre, vuole aumentare la consapevolezza sessuale della fascia d'età compresa tra i 14 e i 25 anni.
Particolare attenzione per l’edizione 2026 si presterà a coloro che dicono nei Paesi meno sviluppati, nei Paesi in via di sviluppo ma senza sbocco sul mare e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, che si ritrovano a lottare contro la povertà, i cambiamenti climatici, l’isolamento geografico, le opportunità economiche limitate, l’accesso sperequato alle tecnologie digitali. Ciononostante, questi giovani “continuano a dimostrare resilienza, leadership e innovazione nel promuovere lo sviluppo sostenibile all’interno delle loro comunità e oltre”.
Inoltre l’edizione 2026 della Giornata internazionale della gioventù promuove tre sottotemi:

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