Perché è importante che ci sia la giornata delle competenze giovanili

La formazione e l'occupazione che vadano incontro ai sogni dei giovani sono importantissime: così l'Onu ha creato la Giornata delle competenze giovanili.

Il 15 luglio di ogni anno ricorre la Giornata delle competenze giovanili. Si tratta di un momento importante non solo per la riflessione su una situazione e sulle potenzialità che riguardano le future generazioni – studenti, lavoratori e chi non è né l’uno né l’altro – ma anche per un momento volto alla sensibilizzazione e alla programmazione sulle politiche giovanili per tutti gli Stati del mondo.

Cos’è la Giornata delle competenze giovanili

Questa giornata internazionale mira, come si legge sul sito dell’Onu, a “celebrare l’importanza strategica di fornire ai giovani le competenze necessarie per l’occupazione, il lavoro dignitoso e l’imprenditorialità”. Come vedremo tra poco, questa forma di sensibilità si è attestata in tempi relativamente recenti: l’Onu, come in quantità e forme diverse, il resto del mondo ha ben compreso che il mercato del lavoro sta affrontando una profonda trasformazione a causa della crescente complessità sociale, l’avvento di nuove tecnologie (tra cui forse la più importante è l’intelligenza artificiale), la necessità di una transizione ecologica. Le giovani generazioni hanno bisogno di risposte e soprattutto di competenze per orientarsi nella contemporaneità occupazionale.

Origini e storia

La Giornata delle competenze giovanili è stata istituita nel 2014 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha stabilito che la ricorrenza sarebbe avvenuta il 15 luglio di ogni anno. Nel documento di proclama, viene espressa “preoccupazione per l’elevato numero di giovani disoccupati, stimato a livello globale in 74,5 milioni nel 2013, la maggior parte dei quali vive nei paesi in via di sviluppo”, si rileva “che gli Stati membri hanno un ruolo importante nel soddisfare i bisogni e le aspirazioni dei giovani, in particolare nei paesi in via di sviluppo”, e si riconosce che “promuovere l’acquisizione di competenze da parte dei giovani migliorerebbe la loro capacità di compiere scelte consapevoli in merito alla vita e al lavoro e consentirebbe loro di accedere ai mercati del lavoro in continua evoluzione”.

Il tema del 2026

Il tema della Giornata delle competenze giovanili per il 2026 è Competenze per un futuro condiviso. L’obiettivo è mettere “in luce l’urgente necessità di programmi innovativi per lo sviluppo delle competenze giovanili: iniziative che consentano ai giovani non solo di adattarsi, ma anche di essere leader empatici, di colmare le divisioni culturali, di sviluppare la resilienza e di plasmare attivamente un domani più sostenibile e inclusivo”.

L’importanza e i motivi della Giornata delle competenze giovanili

Come detto, l’occupazione e l’occupazionabilità rappresentano una priorità negli scopi di questa giornata. Negli ultimi anni la tendenza è positiva, tanto che il rapporto 2024 del Global Employment Trends for Youth attesta una media del 13% a livello globale per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, un risultato enorme se si considera che nel 2020-2021 c’è stata una pandemia.

Però questa è una media: i giovani e le giovani che vivono nei Paesi Arabi, nel Sud est asiatico e nell’Asia Orientale non riscontrano una situazione così florida. In più la percentuale media dei Neet (chi non studia e non lavora) è del 28,1% per le donne e del 13,1% degli uomini. Ma la sola occupazione non basta. Esistono sacche più o meno grandi in ogni Paese in cui la dignità del lavoro non è rispettata, e lo sfruttamento è una realtà con cui fare i conti. A questo si devono aggiungere la mancanza di diritti come la parità salariale e il fenomeno delle molestie sul luogo di lavoro.

Diventano fondamentali quindi l’istruzione e la formazione tecnica e professionale, presente, attraverso obiettivi di equità e inclusività, nei principi dell’Agenda 2030. Studiare e apprendere un mestiere restano imprescindibili e in questo la Giornata delle competenze giovanili agevola nei processi di sensibilizzazione: a volte subentrano circoli viziosi di sconforto, non solo per chi cerca un lavoro dipendente, ma anche per chi aspira all’autonomia occupazionale e la creazione di una sinergia tra cittadini/cittadine e governanti, anche attraverso la diplomazia dei sindacati laddove è possibile, è la situazione ottimale a cui tendere e a cui questa ricorrenza aspira.

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