Campi estivi per i bambini: quali attività scegliere per le vacanze

I campi estivi possono essere una necessità ma anche un diletto quando in estate le scuole sono chiuse: come orientarsi nella scelta, seguendo i desideri di figli e figlie.

Dopo la fine della scuola, sono sempre più le famiglie che optano per i campi estivi per i loro figli e figlie. Per alcune famiglie, in cui entrambi i genitori lavorano, si tratta di una mera esigenza, tanto che in Emilia Romagna le scuole riapriranno il 31 agosto 2026, offrendo attività ludiche e sportive, per venire incontro alle famiglie. Tuttavia il campo estivo è anche un mezzo per contrastare la noia in ragazzini e ragazzine d’estate: sentiamo sempre più il bisogno di attività strutturate, anche di tipo sociale per i nostri piccoli, ed è comune voler contrastare l’avanzata della pervasività tecnologica anche tra le giovanissime generazioni.

Campi estivi: cosa sono

I campi estivi costituiscono un insieme di luoghi e attività all’interno dei quali i bimbi e le bimbe si possono dilettare nei mesi di pausa dalla scuola. Sono presenti animatori e animatrici – che spesso svolgono anche il ruolo di sorveglianti – che sovrintendono tutte le attività. L’orario di apertura varia: spesso va da tre ore la mattina a un orario compatibile con il tempo pieno scolastico, cioè dalla mattina presto fino a pomeriggio, tuttavia alcuni campi estivi prevedono anche dei tempi cuscinetto prima dell’entrata e dopo l’uscita, per venire incontro alle esigenze dei genitori lavoratori e lavoratrici.

Di solito l’anagrafica dei bambini e delle bambine è molto varia: ci sono campi estivi per le fasce 3-6 anni, quelli che accolgono i bambini in età da scuola primaria, e quelli che comprendono anche chi frequenta le medie, ovvero fino ai 14 anni, anche se quest’ultima opzione è di solito più limitata, perché i preadolescenti delle medie preferiscono di solito gestire da sé il proprio tempo (tanto che alcuni di loro diventano perfino animatori nei campi estivi). A volte, a fine campo, è prevista una festa – per esempio uno schiuma party – o un saggio con cori e balletti, o magari pezzi recitati.

Le attività dei campi estivi

Le attività sono le più disparate: vanno dal semplice gioco nelle piscinette alle attività a squadre, fino agli sport. Di solito viene previsto un pranzo a cura di chi organizza. E naturalmente ci sono i campi tematici. Molti sono realizzati da associazioni sportive specifiche: per cui c’è un campo scuola calcio, un campo scuola tennis, un campo scuola basket e così via. A volte l’organizzatore è un museo e quindi il campo scuola diventa prettamente culturale. Ci sono anche campi scuola di inglese, in cui si parla inglese tutto il tempo e spesso accolgono una platea decisamente internazionale. L’offerta è talmente varia e variegata che, se ci sono più campi disponibili nel proprio territorio di riferimento, la scelta andrebbe concordata con il proprio figlio o la propria figlia, in base alle sue inclinazioni e preferenze, perché altrimenti rischia di annoiarsi oppure, peggio ancora, di trovare attività sgradite.

Il Grest

Un discorso a parte va fatto per il Grest: la parola è l’acronimo di “gruppi estivi”, parola che però non tradisce l’impostazione cattolica dell’iniziativa. Il Grest viene infatti organizzato da parrocchie oppure oratori, tuttavia l’iscrizione è aperta a piccoli di ogni fede – sebbene alcuni prevedano, ad esempio, una preghiera mattutina o incontri con parroci, vescovi, suore, frati. Per il resto è un comune campo estivo: i bambini e le bambine giocano, fanno sport all’aria aperta o magari il bagno in piscinetta, attività a squadre.

Quali sono i potenziali costi

Il range dei costi è molto ampio: un campo estivo può costare da 50 a 100 euro a settimana in base al tipo di attività e menu offerto. Può diventare un costo proibitivo, ma talvolta ci sono delle agevolazioni, come per esempio un costo ridotto per fratelli e sorelle. A volte l’assicurazione è compresa nel prezzo, altre volte si paga a parte. Il Grest è solitamente il più economico, perché la spesa serve a coprire giusto i costi vivi (per esempio per il pranzo o l’attrezzatura), dato che animatori e animatrici sono volontari di oratori o Azione Cattolica Ragazzi. Alcuni campi prevedono delle convenzioni comunali: c’è un bando, si consegnano al comune le generalità e la domanda compresa di Isee, e si vede se si rientra tra le fasce che permettono una frequentazione totalmente o parzialmente gratuita del campo.

Come scegliere un campo estivo

Il primo fattore che si prende in considerazione è la vicinanza a casa. Non si tratta però solo di logistica: un campo estivo vicino potenzialmente raccoglie compagni di scuola e amichetti del proprio figlio, che quindi avrà una maggiore spinta di base nella socialità. Come detto però un fattore importante è dettato dalle inclinazioni e preferenze del bambino rispetto alle attività da svolgere. Infine c’è da prendere in considerazione il costo, che, come accennato, può risultare anche abbastanza proibitivo.

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