Perché i bambini fanno sempre il contrario di ciò che gli si chiede: cos'è l'effetto boomerang

L'effetto boomerang è un fenomeno psicologico che può interessare i bambini dai 2 anni in su e poi i preadolescenti e gli adolescenti: i consigli per i genitori e la storia del fenomeno.

Educare o, più in generale, accompagnare figli e figlie nel cammino della vita, non è semplice. Oggi bambini e bambine, ragazzi e ragazze si ritrovano alle prese con le istanze di un mondo pervaso dalla tecnologia, che genera frustrazioni e incomprensioni, che molto spesso si tramutano in rabbia. In psicologia, nel tempo, è stato studiato un fenomeno che ha a che fare con l’opposizione, e questo fenomeno viene chiamato effetto boomerang. E rappresenta uno dei limiti della persuasione a tutti i costi e senza una corretta comunicazione.

Che cos’è l’effetto boomerang

Il boomerang è un oggetto tagliente e angolare che gli aborigeni australiani utilizzavano per la caccia. Ha una caratteristica molto particolare: torna sempre indietro al lanciatore, dopo il tiro. Nei manuali di psicologia, l’effetto boomerang, che viene chiamato anche reattanza psicologica, ed è “una forma di comunicazione persuasiva inviata a un destinatario, ma che ritorna indietro con una reazione opposta. Pertanto, il risultato finale non è il messaggio originale previsto”. In altre parole, si verifica tra i bambini e i giovanissimi quando l’istanza di un adulto viene vista come una limitazione o una minaccia alla propria libertà, scatenando così l’opposizione del destinatario del messaggio.

L’oppositività infantile e nel tempo

Non si tratta solo di alcuni dei momenti della fase di crescita, a partire dai 2 anni, ovvero quando il bambino o la bambina cominciano a collocare se stessi nello spazio, approcciando alla socialità e trovando delle risposte che non sempre sono quelle attese. Si tratta di un iter che procede nel tempo – tanto che l’effetto boomerang viene vissuto anche dagli adulti e usato come strumento di marketing.

Ma in particolare nelle fasi di crescita, è comune che le frustrazioni e le opposizioni rabbiose capitino. C’è un libro molto interessante, a questo proposito: si tratta di L’epoca della rabbia di Roberta Bruzzone. A parte l’analisi di alcuni casi di cronaca nera, contiene diverse parti che analizzano psicologicamente opposizione e rabbia in bambini e ragazzi. Il principio fondamentale da cui partire è la validazione delle emozioni: tutto ciò che scatena un’opposizione parte da un’emozione umana e la rabbia è un’emozione. Questo non significa giustificare un comportamento antisociale oppure diventare amici dei figli come lo potrebbero essere i coetanei: significa comprendere quello che sta accadendo, dare attenzione, guidare. E questo lo si può fare in tenerissima età, stando accanto senza essere percepiti come invadenti, ma invece come una figura di riferimento costante.

Effetto boomerang e consigli per i genitori

Dobbiamo sempre ricordare che l’effetto boomerang non è qualcosa di negativo in senso assoluto, ma può essere invece un segno di anticonformismo, che finché si limita all’espressione personale e all’interno di tutto ciò che è legale, va benissimo. Come spiega il sito PsychoTricks, un approccio troppo rigido da parte dei genitori è da evitare. Limitazioni nelle frequentazioni, coprifuoco, questioni riguardanti l’istruzione o in generale i piccoli doveri che anche in tenera età la società chiede (studiare, apparecchiare la tavola, rispettare l’altro durante il gioco), vanno affrontati attraverso una comunicazione aperta, senza mai dimenticare il rispetto reciproco.

Alcuni modi in cui indirizzare le proprie azioni educative sono:

  • esercitare empatia e comprensione. Non è sempre facile a causa della distanza generazionale, ma magari i nostri sbagli da bambini e da giovani possono aiutare nello storytelling;
  • fornire messaggi positivi. Non si tratta semplicemente di dire di no, il no va spiegato e in senso positivo. Non devono essere esplorate solo le conseguenze negative di una scelta, ma soprattutto i vantaggi che se ne potranno trarre;
  • promuovere l’autonomia. L’opposizione nasce dall’idea che ci sia un’imposizione, qualcosa che limita la libertà del bambino e del ragazzo, mentre invece si può fare un esercizio di fiducia, ma solo dopo aver parlato e spiegato bene cosa comporta.

Su Ethos3, viene spiegato che siamo noi genitori a dover comprendere a nostra volta cosa il destinatario si aspetta e non usare toni duri soprattutto se lo è il contenuto. Fornire più scelte al bambino e al ragazzo funziona sempre molto bene, perché restituisce loro quel senso di autonomia che reclamano attraverso l’opposizione. È fondamentale che la comunicazione sia diretta, senza esagerare con le premesse, oppure ingabbiare e limitare il messaggio.

Studi e teorie

I primi a studiare l’effetto boomerang furono nel 1953 i ricercatori Hovland, Janis e Kelly, che teorizzavano come l’opposizione seguisse alcune condizioni:

  • argomentazioni deboli accompagnate da una fonte negativa. Per esempio, “Devi fare questa cosa oppure ci saranno conseguenze fisiche”;
  • persuasione debole o confusa. Per esempio, “Si deve fare quello che si deve fare”, senza ulteriori spiegazioni;
  • convincimento che porta ad aggressività oppure eccitazione. Per esempio, “Devi fare questo anche se non lo trovi giusto e basta”;
  • sensi di colpa o punizioni sociali. Per esempio, “Se non fai questo, tutti i compagni saranno puniti a causa tua”;
  • posizione del comunicatore distante dal destinatario. Per esempio, “Devi fare questo perché io sono grande e te lo ordino”.

Hovland, Janis e Kelly tornarono sull’effetto boomerang nel 1957, proponendo stimoli verbali e psioficisi per coinvolgere l’ego. Nel ’59 arrivò poi l’esperimento di Jack Brehm sulla dissonanza cognitiva, ovvero il comportamento opposto alle aspettative pregresse (in altre parole per studiare perché l’opposizione si mostrasse a un certo punto nei soggetti in cui precedentemente c’era invece accordo). Venne somministrata verdura sgradita a un gruppo di ragazzi e ragazze di terza media, spiegando loro che i genitori avrebbero saputo cosa accadeva. È stato così che si è compreso che l’effetto boomerang si innesca di fronte a una minaccia della libertà, e che non solo possono esistere delle resistenze al cambiamento, ma gli esseri umani vengono influenzati dalle conseguenze.

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  • Scienza