Vaccino coronavirus: studi e tempistiche - GravidanzaOnLine

Vaccino coronavirus: quando sarà pronto?

Come stanno andando le ricerche sul vaccino per il coronavirus? Quali sono i tempi ipotizzati per l'arrivo di un vaccino efficace? Il punto della situazione.

La risposta corta è semplice e poco confortante: no, non esiste un vaccino per il nuovo coronavirus. E i tempi necessari per poterne avere uno, come spiega l’Istituto superiore di Sanità, non sono brevi:

Essendo una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino e per realizzarne uno ad hoc i tempi possono essere anche relativamente lunghi (si stima 12-18 mesi).

Al momento ci sono però diversi studi in corso, circa una ventina come riporta l’Organizzazione mondiale della sanità, alcuni dei quali sono considerati promettenti per lo sviluppo di un vaccino. Tutti gli studi in corso, però, sono ancora in una fase precoce, e perché si possa avere un vaccino efficace possono volerci mesi, se non anni.

Vaccino anti-coronavirus: le ricerche

Alla corsa al vaccino partecipano diversi Paesi, prima la Cina poi a seguire Israele, Stati Uniti, anche l’Italia, nella Advent Srl di Pomezia, che ha siglato un accordo con il Jenner Institute dell’Università di Oxford.

Nel frattempo il Migal Research Institute di Israele ha annunciato di essere al lavoro su un vaccino anti SARS-CoV-2. Inizialmente era circolata la notizia, poi smentita, che il vaccino per il coronavirus fosse ormai pronto.

In realtà i ricercatori sono sì al lavoro, ma finora sono riusciti a sviluppare un vaccino contro la bronchite infettiva, un ceppo di coronavirus che interessa il pollame ed è simile a quello che colpisce l’uomo, ma su cui bisognerà lavorare ancora a lungo prima di poterlo poi trasferire su test in vivo.

Anche alcune grandi società farmaceutiche statunitensi come Johnson & Johnson, Moderna Therapeutics e Inovio Pharmaceuticals sono al lavoro sui vaccini per il coronavirus, come il NIH, il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti, che ha annunciato di essere al lavoro su un vaccino.

La CEPI, Coalition for Epidemic Preparedness Innovations sta poi finanziando tre diversi progetti di ricerca su un vaccino anti coronavirus.

Il vaccino sperimentale di Moderna

Tra gli studi in corso e già a buon punto ci sarebbe quello di Moderna, azienda farmaceutica statunitense che ha iniziato a reclutare volontari per partecipare ai test che dovrebbero iniziare ad aprile. Si tratta di un primo passo di cui, però, non si conoscono ancora gli esiti.

L’obiettivo è di iniziare i primi test con una ventina di volontari. Una volta testata la sicurezza del prodotto e l’eventuale risposta immunitaria, come spiega Il Post, si potrà quindi testare la sua efficacia sul coronavirus, prevedibilmente in estate.

In caso di positività delle verifiche si inizierà un nuovo test su centinaia di persone: serviranno dai 6 agli 8 mesi per avere delle risposte che, se saranno positive, porteranno alle ultime verifiche sulla sicurezza. In tutto, quindi, si stima che l’intero percorso possa durare all’incirca un anno.

Vaccino antinfluenzale: funziona per il covid-19?

Purtroppo la risposta è negativa, come riporta l’Iss:

L’influenza e il virus che causa COVID-19 sono due virus diversi e il vaccino contro l’influenza stagionale non protegge da COVID-19. La vaccinazione anti-influenzale è fortemente raccomandata perché rende la diagnosi differenziale (cioè la distinzione tra le due infezioni), più facile e più rapida, portando più precocemente all’isolamento di eventuali casi di coronavirus.

A prescindere dal coronavirus, il vaccino antinfluenzale è raccomandato soprattutto per i soggetti anziani e per le donne in gravidanza.

I test rapidi per il coronavirus

Oggi la diagnosi di coronavirus si effettua con un tampone specifico e una radiografia toracica. I tempi necessari alle analisi sono lunghi, e vanno dalle 5 alle 10 ore, anche per l’enorme carico di lavoro nei laboratori.

A breve, però, dovrebbe essere disponibile un test per la diagnosi in grado di dare un risultato in un’ora. Il test rapido è messo a punto dalla Diasorin, azienda di diagnostica in vitro, insieme allo Spallanzani di Roma e al Policlinico San Matteo di Pavia.

Proprio in questi due ospedali dovrebbe partire la sperimentazione, a fine marzo, che consentirebbe di ottenere un maggior numero di risultati in un minore tempo, riducendo così ulteriormente il rischio di contagio.

L’unica alternativa oggi possibile

Nell’attesa (come abbiamo visto lunga) per la messa a punto di un vaccino efficace e sicuro contro il coronavirus l’arma migliore è la prevenzione. Le regole sono note e a queste si aggiungono i decreti del governo volti a diminuire il più possibile le occasioni di contagio, di se stessi e degli altri.

Con l’istituzione di una zona rossa in tutta Italia il messaggio dovrebbe essere passato chiaro: bisogna rimanere a casa, se non per andare al lavoro, per motivi di salute o per necessità.

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