Mental fog: cos'è la "nebbia mentale" di cui soffrono le mamme

Cosa sapere sulla mental fog: si tratta di una "nebbia mentale" che ci avvolge in diverse fasi ormonali della vita, ma ci sono modi per conoscerla e contrastarla.

Ci sono alcuni scenari che possono risultare comuni alle donne in alcune fasi ormonali della vita. Ne descriviamo due, ma ce ne possono essere tanti altri di esempi così. Il primo: siete a casa con il vostro neonato o la vostra neonata, e avete messo il biberon a scaldare sul fornello, ma mentre fate altre cose lo dimenticate, creando involontariamente un pericolo di incendio (anche per questo lo scaldabiberon che si spegne da solo è molto meglio). Il secondo: avete passato da un po’ la quarantina, le mestruazioni sono un po’ cambiate e un po’ sballano, iniziate ad avere sintomi particolari (come un’intensa sudorazione notturna), ma soprattutto vi mancano le parole, ovvero non riuscite a ricordare nomi e termini che fino a poco tempo fa utilizzavate con disinvoltura. Si tratta di due esempi, in due fasi diverse della vita delle donne, in cui si materializza la cosiddetta mental fog.

Mental fog cos’è

Come riporta Mother, un segmento compreso tra il 44 e il 62% delle donne riferisce cambiamenti cognitivi in menopausa. Ma ma mental fog – letteralmente “nebbia mentale” – può non capitare solo in menopausa, ma anche in gravidanza, nel post partum, in perimenopausa e perfino durante la pubertà. In altre parole succede tutte le volte che il nostro corpo registra una tappa nel cambiamento ormonale.

Sono infatti gli ormoni la chiave per capire, perché nelle tappe di sviluppo o di cambiamento ormonale accadono diversi fenomeni a livello neurologico. È possibile che il carico cognitivo rafforzi il cervello grazie ai nuovi stimoli, ma di contro è possibile anche, come talvolta accade in menopausa, che si registri una riduzione della materia grigia in regioni cerebrali fondamentali, ovvero quelle che regolano la memoria e le emozioni. La ragione si trova negli estrogeni, che rappresentano un regolatore chiave nella funzione cognitiva, poiché influenzano il consolidamento della memoria e il metabolismo energetico neuronale.

Sintomi

Come riporta CaryObGyn, i sintomi più comuni sono:

  • mancanza di concentrazione;
  • problemi di memoria;
  • difficoltà nel multitasking;
  • affaticamento mentale.

È possibile che si riscontrino tuttavia anche ansia, depressione e disturbi del sonno.

Cura

Una premessa è d’obbligo limitatamente alla mental fog in menopausa: con la terapia ormonale sostitutiva non si recuperano funzioni cognitive o materia grigia, anche se si può rallentare il declino. Ma in tutte le fasi della vita, la cura – purtroppo i medici spesso sottovalutano dicendo semplicemente che “sono gli ormoni” – si traduce nel prendersi cura di sé. Questo equivale a dare priorità innanzi tutto al riposo: anche dei brevi sonnellini possono essere utili a sentirsi più riposate. È importante fare pasti equilibrati e idratarsi in maniera opportuna. Nella vita quotidiana sarà fondamentale praticare l’autoindulgenza inoltre, ma anche imparare a fare una cosa per volta e prendere appunti sulle cose che riteniamo importante. E bisogna chiedere aiuto, soprattutto se i sintomi sconfinano in ansia e depressione: in quel momento dovrete chiedere un consulto neuropsichiatrico, in modo che venga elaborato un profilo per la terapia cognitiva più adatta a voi.

Mental fog e depressione post partum

Quando si partorisce, si sperimenta un periodo della vita dominato da livelli variabili di estrogeni, progesterone, ossitocina e prolattina. A questo si devono aggiungere la potenziale privazione del sonno e lo stress emotivo che un neonato o una neonata portano con sé. Per questa ragione la mental fog è molto comune nel post partum: se non ci si prende cura di sé, se non si chiede aiuto specialistico, se non si viene comprese o non si dispone di una rete di supporto, questo può sfociare in una depressione post partum. Il pericolo c’è e non va sottovalutato.

Comprendiamo che non è facile: da un lato chi ci sta intorno potrebbe non capire, dall’altro leggiamo sui social questi esempi di super mamme che si autocelebrano. Non c’è niente di male ad ammettere di aver bisogno di una mano, non è un fallimento: il fallimento – della società in cui viviamo – è una persona che cede perché non riesce a essere ascoltata, ascoltata davvero.

Le iniziative possibili a favore delle donne

Al lavoro, in famiglia, nel welfare, le donne possono essere agevolate in diversi modi riguardo la mental fog e non solo – ovvero in tutte le loro tappe ormonali. Forbes enumera alcune di queste iniziative possibili e ci sembra che siano molto utili:

  • più informazione su gravidanza, genitorialità e menopausa. Anche se i tempi stanno cambiando, non sempre le donne sono informate sulla fase della vita che le aspetta. Perfino i corsi pre-parto non preparano a volte a ciò che ci aspetta dopo. Una maggiore informazione contribuisce a nuove consapevolezze;
  • educazione all’empatia. Dietro a una neomamma che si lamenta per la mancanza di sonno non c’è una persona da prendere in giro o giudicare. C’è una persona privata di un bisogno naturale. Mettersi nei suoi panni è fondamentale per comprenderla, anche perché potrebbe capitare anche a noi;
  • reti di supporto per ridurre l’isolamento. A volte si ha una famiglia e non si viene capite, ma a volte la famiglia alle spalle non c’è neppure. Creare una rete di volontari e volontarie – cosa che alcune associazioni fanno già a livello locale – per aiutare le donne alle prese con la mental fog non è molto diverso da tutte le attività di volontariato esistenti;
  • orari di lavoro flessibili per chi torna al lavoro dopo l’allattamento o la maternità, ma anche con chi è alle prese con perimenopausa o menopausa. Può essere utile a evitare le istanze del multitasking, permettendo alle donne di fare solo una cosa per volta senza troppi pensieri.
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  • Salute e Benessere