
Durante la gravidanza è vietato donare il sangue. Scopriamo perché e quali sono i rischi legati alla donazione di sangue durante la gestazione.
L'oncologia pediatrica rappresenta uno dei reparti ospedalieri per cui la donazione di sangue diventa cruciale: cosa sapere su questa forma di altruismo.

Lo sappiamo bene: ci viene insegnato a scuola fin dai primissimi anni: il sangue è vita, e donare il sangue può salvare delle vite. A volte gli istituti scolastici organizzano incontri con associazioni di volontariato, ma naturalmente c’è da attendere la maggiore età per diventare donatori e donatrici a propria volta. È importante per tutti e per tutte, ma la donazione di sangue non salva solo vite adulte, salva anche e soprattutto quelle di bambini e bambine.
Prende il nome di donazione di sangue pediatrica quella donazione di sangue (ma anche di plasma e piastrine) che viene utilizzata per interventi che hanno a che fare con i più piccoli, in particolare malati oncologici ma non solo. Anche ai bambini può accadere un incidente stradale, una malattia o un’operazione che richieda una trasfusione, ed è qui che il volontariato si innesta con tutte le sue potenzialità.
Ovviamente chi dona non sa a chi andrà il proprio sangue, a parte quei casi in cui avvengono delle raccolte dedicate ai reparti pediatrici. Che hanno sempre bisogno di scorte, affinché ogni piccolo o piccola paziente possa ricevere ciò di cui ha necessità. Come detto, possono essere diverse le ragioni per cui bimbi e bimbe sono ricoverati, ma i dati parlano di una prevalenza di leucemie e tumori.

Durante la gravidanza è vietato donare il sangue. Scopriamo perché e quali sono i rischi legati alla donazione di sangue durante la gestazione.
Il sito dell’Avis spiega che proprio le leucemie sono molto diffuse in età infantile: “Si tratta di una serie di malattie neoplastiche che colpiscono i globuli bianchi più immaturi. Si sviluppano nel midollo osseo e portano alla produzione di un elevato numero di cellule, denominate blasti, che possono crescere notevolmente in numero ostacolando la produzione degli elementi cellulari normali (globuli bianchi, piastrine e globuli rossi)”, vi si legge. I bambini possono essere colpiti sia da leucemie acute sia da leucemie croniche, e presentano sintomi come anemia, infezioni, sanguinamenti ed ematomi dei quali i genitori non possono stabilire un’origine (un ematoma può essere un caso, magari legato a una piccola caduta durante il gioco, ma più ematomi senza una causa evidente possono significare altro).
Come scrive il sito Donatori Sangue, possono donare il sangue, il plasma e le piastrine le persone maggiorenni, con un’età inferiore ai 65 anni e un peso superiore ai 50 chili, in buona salute e con valori nella norma per pressione ed emoglobina. Esistono però periodi d’attesa se si è stati operati, se si sono assunti farmaci come antistaminici, se si è cambiato partner sessuale di recente o si sono avuti rapporti occasionali (per scongiurare il rischio di Hiv o malattie a trasmissione sessuale), si è tornati da un viaggio esotico, se ci si è fatto un tatuaggio oppure si ha un’infezione in corso come l’herpes.

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Ci si deve recare in ospedale o nei centri preposti durante eventi di donazione. Non c’è bisogno di restare a digiuno, ma è necessaria una colazione leggera: bene del tè o del caffè con le fette biscottate, ma è meglio evitare il latte e i suoi derivati (quindi anche cibo contenente molto burro come brioche o biscotti). Si dona al mattino e bisogna avere con sé un documento di identità. Si devono evitare alcolici 24 ore prima della donazione e le sigarette almeno un paio di ore prima. Ovviamente non si devono assumere sostanze stupefacenti.
Dopo la donazione, gli emocomponenti vengono separati e validati, registrati e identificati con un codice a barre, per avere una tracciabilità che possa durare 30 anni: successivamente sangue, plasma e piastrine vengono distribuiti ai reparti ospedalieri che ne hanno fatto richiesta. Il sistema è collaudato e sicuro, per cui non credete a leggende metropolitane sugli sprechi di sangue, anche se talvolta le cronache ci hanno restituito episodi singoli relativi a errori umani, che appunto sono tanto rari da finire in cronaca.

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