Animali domestici e coronavirus: le cose da sapere - GravidanzaOnLine

Cani, gatti e coronavirus: come comportarsi? Le cose da sapere

Gli animali possono trasmettere il coronavirus ad adulti o bambini? Possiamo trasmetterlo noi a loro? E ancora: si può uscire per la passeggiata con il proprio cane? Ecco le risposte.

L’arrivo dell’epidemia da coronavirus ha stravolto ogni abitudine e tutto viene visto come se fosse la prima volta. Così è per il nostro rapporto con gli altri, che deve mantenere una distanza di sicurezza, così è per il lavoro, per la socialità. Non c’è abitudine che non sia stravolta, anche solo per l’obbligo di rimanere a casa.

Come comportarsi, poi con gli animali domestici come cani e gatti? Il caso di un cane positivo al coronavirus a Hong Kong (ma che non ha mostrato sintomi) ha aperto la discussione, mentre non è ancora chiaro se il virus fosse presente come contatto da una superficie o da quello con la padrona, a sua volta positiva al virus.

Intanto la domanda di molti, soprattutto di chi ha dei bambini piccoli, è: cosa succede con gli animali? Possono trasmetterci il virus? Possiamo trasmetterlo noi a loro?

Gli animali trasmettono il coronavirus?

Al momento non ci sono prove scientifiche in grado di dimostrare che gli animali da compagnia possano trasmettere il coronavirus, come spiega anche il Ministero della Salute

Al momento non esistono prove che dimostrino che animali come cani o gatti possano essere infettati dal SARS-CoV-2, né che possano essere una fonte di infezione per l’uomo.

Questo nonostante il virus sembra avere origine proprio da un animale: attualmente, però, si pensa che il virus si trasmetta solo da persona a persona.

Come riporta l’Agi Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia, sottolinea:

I coronavirus sono molto specifici: o si adattano all’uomo o al cane, non abbiamo precedenti di altro tipo. Questo perché se un virus si adatta all’uomo non trova poi nel cane o nel gatto i recettori giusti e un organismo idoneo alla sua replicazione.

Cani e gatti a casa: cosa fare?

Alle più comuni domande sulla gestione della vita con gli animali in tempo di emergenza coronavirus il CDC, Centro per il controllo delle malattie statunitensi, dà con una serie di consigli utili per chi convive con un animale domestico.

Per prima cosa, se si sospetta o si sa per certo di avere il coronavirus, è necessario separarsi dagli altri membri della famiglia, animali compresi. Spiega il CDC:

Anche se non ci sono casi di animali che si sono ammalati di COVID-19, è comunque raccomandato alle persone con il virus di limitare i propri contatti con gli animali, finché non avremo maggiori informazioni su questo virus.

Il CDC dà poi alcune indicazioni pratiche sulla condivisione degli spazi con gli animali domestici:

Quando possibile, è meglio che sia un altro membro della famiglia ad occuparsi degli animali se tu sei malato. Se sei positivo al coronavirus evita i contatti con il tuo animale, comprese leccate, coccole, baci e annusate, come pure la condivisione di cibo. Se devi per forza occupartene tu o devi comunque rimanere in contatto con gli animali lavati le mani prima e dopo il contatto con loro e indossa una mascherina.

Posso uscire con il cane?

Le domande più frequenti riguardano le limitazioni ai movimenti e quindi anche le passeggiate giornaliere con il proprio cane: è possibile portare il cane a fare la passeggiata ma solo per le necessità fisiologiche (o dal veterinario), e solo nei dintorni della propria abitazione e per il tempo strettamente necessario.

Come indica il nuovo decreto del governo per ogni spostamento dalla propria abitazione – e anche nel caso in cui ci si muova a piedi – quindi anche per le passeggiate con il cane bisogna avere con sé l’autocertificazione.

Chi non rispetta le regole può essere denunciato per la violazione dell’articolo 650 del Codice penale (inosservanza di un provvedimento per la sicurezza e la salute pubblica) e rischia l’arresto fino a 3 mesi, o una multa da 206 euro.

Anche gli animali, proprio come noi, quindi, devono #stareacasa, in attesa che passi l’emergenza e si possa tornare alle abitudini di sempre. Un sacrificio necessario per contrastare la diffusione di un nemico invisibile ma capace di mettere sottosopra il mondo.

Articolo originale pubblicato il 12 marzo 2020

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  • Salute e Benessere