
In un video diventato virale il papà ha aspettato con la sua bambina di 5 mesi tutti i passeggeri dell'aereo, per far sì che lei si "scusasse" pe...
Una creator pubblica un video lamentando un'invasione del proprio spazio privato da parte di un bambino. E il pubblico, come sempre, si divide.

Un video pubblicato su TikTok ha acceso un acceso dibattito sui social dopo che una creator ha ripreso un bambino intento a giocare nell’acqua davanti alla propria cabana su una spiaggia privata, lamentandosi del fatto che il piccolo stesse occupando uno spazio per il quale aveva pagato. Il filmato è diventato rapidamente virale, dividendo gli utenti tra chi difende il diritto della donna alla propria privacy e chi, invece, la critica per aver ripreso e diffuso le immagini di un minore senza il consenso dei genitori.
Nel filmato, pubblicato sull’account @sarahsstillhere, si vede un bambino, apparentemente in età da scuola primaria, seduto in una pozza d’acqua a pochi passi dal lettino della creator. A corredo delle immagini, la donna scrive: “Di chi è questo bambino? Perché è davanti alla nostra cabana a pagamento? Venite a riprendervi vostro figlio”. Poco dopo aggiunge anche: “Ai genitori ormai non importa più nulla”.

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Il post ha raccolto migliaia di commenti. Molti utenti hanno criticato duramente la scelta di riprendere il bambino e pubblicare il video online. “Hai pagato la cabana, non il mare”, osserva un utente. Un altro commenta: “Smettetela di filmare i figli degli altri e pubblicarli sui social”.
Altri, però, hanno preso le difese della creator, sostenendo che il vero problema fosse l’assenza dei genitori. “Quindi è normale lasciare un bambino da solo vicino all’acqua, ma non è legittimo pretendere un po’ di spazio personale?”, scrive un utente.
Travolta dalle critiche, la creator ha deciso di rispondere con altri video, ribadendo la propria posizione. «Tutti sono arrabbiati con me perché voglio un po’ di privacy e non desidero bambini nel mio spazio personale. Quasi nessuno, invece, si preoccupa del fatto che quel bambino fosse da solo vicino al mare», afferma.
In un’altra clip definisce l’oceano “una macchina che affoga i bambini” e sostiene di non sentirsi responsabile della loro sicurezza. “Se quel bambino si fosse alzato e fosse corso in mare rischiando di annegare, non sarei intervenuta. Non è mia responsabilità occuparmi dei figli degli altri, così come mi occupo dei miei“, dichiara.
Per spiegare la propria reazione, la creator ha poi precisato di trovarsi in vacanza su una spiaggia privata, dove aveva affittato non solo la cabana ma anche l’area antistante il lettino.
“Ho pagato esattamente lo spazio in cui era seduto quel bambino. Ho pagato perché lì non ci fosse nessuno – spiega – Sulle spiagge private funziona così. Forse in quelle pubbliche è diverso, ma non ci sono mai stata in vacanza”.
Le sue parole hanno alimentato ulteriormente la discussione, trasformando il video in uno dei casi più commentati degli ultimi giorni su TikTok e riaccendendo il confronto sui limiti della condivisione di immagini di minori online, sulla responsabilità dei genitori e sul concetto di spazio personale nei luoghi pubblici e privati.