
È una delle infezioni alle vie respiratorie più diffuse in epoca neonatale e che nonostante generalmente si risolve spontaneamente può diventare...
La campagna prenderà il via i primi di ottobre. Ecco perché è importante farlo anche ai bambini dai 6 mesi ai 6 anni.

Con l’arrivo dell’autunno torna anche la stagione dei virus respiratori, compresa l’influenza. In Italia la nuova campagna di vaccinazione antinfluenzale è prevista a partire dall’inizio di ottobre, in vista dei mesi invernali, quando generalmente l’attività dei virus influenzali raggiunge il suo livello più alto.
La vaccinazione non riguarda soltanto gli anziani e le persone più fragili. Tra i principali destinatari dell’offerta gratuita ci sono infatti anche i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, una fascia d’età alla quale le autorità sanitarie chiedono di prestare particolare attenzione.
Il motivo è duplice: proteggere direttamente i bambini dalle complicanze dell’influenza e, allo stesso tempo, limitare la circolazione del virus nella popolazione.
I virus influenzali stagionali iniziano generalmente a circolare in autunno e raggiungono il picco durante l’inverno. Nella stagione 2025-2026, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute ha raggiunto il picco nella settimana compresa tra il 15 e il 21 dicembre 2025, con 17,6 casi ogni mille assistiti.
È proprio per arrivare all’inizio della stagione epidemica con una protezione già sviluppata che la campagna vaccinale viene programmata dall’autunno.
La campagna 2026-2027 individua come principali destinatari:
Dopo aver garantito la vaccinazione alle categorie alle quali è raccomandata, le autorità prevedono inoltre la possibilità di offrire gratuitamente il vaccino a chiunque ne faccia richiesta, secondo le modalità organizzative stabilite a livello regionale.
Uno degli aspetti sottolineati dalle autorità sanitarie per la nuova stagione riguarda proprio la vaccinazione dei bambini piccoli.
Il motivo è legato al ruolo che questa fascia d’età può avere nella diffusione dell’influenza. I bambini che frequentano asili nido e scuole dell’infanzia entrano quotidianamente in contatto con molti coetanei e possono quindi contribuire alla trasmissione del virus.
Immunizzare tempestivamente i bambini dai 6 mesi ai 6 anni significa quindi perseguire un doppio obiettivo: ridurre il rischio che il bambino si ammali e diminuire la circolazione dell’influenza, contribuendo indirettamente a proteggere anche le persone più vulnerabili.

È una delle infezioni alle vie respiratorie più diffuse in epoca neonatale e che nonostante generalmente si risolve spontaneamente può diventare...
La vaccinazione infantile viene dunque considerata dalle autorità sanitarie uno degli strumenti per intervenire precocemente sulla diffusione del virus.
Per la maggior parte delle persone è sufficiente una dose di vaccino antinfluenzale per stagione. Per i bambini, però, le indicazioni cambiano in base all’età e alla storia vaccinale.
Nei bambini sotto i 9 anni che non sono mai stati vaccinati contro l’influenza, sono raccomandate due dosi, somministrate a una distanza di almeno quattro settimane.
Se invece il bambino sotto i 9 anni ha già ricevuto almeno una dose di vaccino antinfluenzale durante una precedente stagione, per la nuova campagna è prevista una sola dose.
Per i bambini è inoltre disponibile, quando indicato, anche il vaccino antinfluenzale spray nasale, una modalità di somministrazione alternativa all’iniezione.
L’attenzione nei confronti dei bambini piccoli non significa che l’influenza sia necessariamente più grave in ogni bambino rispetto a un adulto.
Il punto è soprattutto epidemiologico: i bambini che frequentano comunità scolastiche possono rappresentare un importante veicolo di trasmissione del virus. La loro immunizzazione può quindi contribuire a ridurre la quantità complessiva di virus in circolazione.
Questo può avere effetti anche sulle persone che vivono insieme al bambino, compresi nonni, familiari con patologie croniche e altre persone appartenenti alle categorie più a rischio.
Il periodo di incubazione dell’influenza è generalmente di circa due giorni, anche se può variare da uno a quattro giorni.
Una persona infetta può trasmettere il virus già dal giorno precedente alla comparsa dei sintomi e, generalmente, per circa 5-7 giorni dopo l’inizio della malattia.
Nei bambini, così come nelle persone con un sistema immunitario indebolito, la capacità di trasmettere il virus può però durare più a lungo.
È uno dei motivi per cui nelle comunità frequentate dai più piccoli l’influenza può diffondersi rapidamente.
La vaccinazione rappresenta uno degli strumenti di prevenzione, ma non è l’unico.
Durante la stagione dei virus respiratori è importante insegnare ai bambini, compatibilmente con la loro età, alcune semplici abitudini:
Rispetto alla preoccupazione dei genitori di poter somministrare il vaccino antinfluenzale insieme ad altri vaccini, la risposta è sì, con delle precisazioni: le indicazioni per la campagna 2026-2027 prevedono la possibilità di somministrare il vaccino antinfluenzale contemporaneamente ad altri vaccini, utilizzando sedi corporee e siringhe differenti.
La co-somministrazione può riguardare, quando indicato, anche vaccinazioni contro pneumococco, Herpes Zoster, difterite-tetano-pertosse e Covid-19.