Spingere prima accorcia il travaglio: lo studio - GravidanzaOnline

Anticipare le spinte accorcia il travaglio, dice uno studio

Un travaglio più breve è il desiderio di molte donne. Uno studio condotto dalla Washington University School of Medicine spiega come ottenerlo anticipando il momento delle spinte.

Un travaglio rapido e il meno doloroso possibile è il desiderio di molte future madri alle prese con le ansie per il parto. Un nuovo studio sembra aver trovato il modo per rendere più breve il tempo totale del parto: come? Anticipando il momento delle spinte. La ricerca è stata condotta dalla Washington University di St. Louis e pubblicata sul Journal of American Medical Association.

Fino ad oggi, la teoria più accreditata in ambito medico si basava sull’idea di attendere circa un’ora dopo la dilatazione totale della cervice per iniziare a spingere anche se alcune ostetriche consigliavano di aspettare finché non si sentiva il bisogno di farlo. Questo nuovo studio, cheha coinvolto oltre 2.400 donne incinte per la prima volta, ha mostrato che i tempi di spinta non hanno alcun effetto sul fatto che le donne effettuino un parto naturale o cesareo.

Tuttavia, è emerso che le donne che hanno ritardato il momento delle spinte hanno avuto un travaglio più lungo con maggior rischio di emorragie e infezioni post-partum e maggior rischio per il bambino di contrarre la sepsi:

Pensiamo che i nostri risultati possano cambiare l’approccio di molte ostetriche che gestiscono il parto – ha dichiarato Alison G. Cahill, autrice della ricerca e professore associato di ostetricia e ginecologia alla Washington University – Precedenti studi comparativi in merito hanno coinvolto un numero limitato di pazienti e i risultati sono stati spesso contraddittori e inconcludenti.

Lo studio ha coinvolto 2.414 primipare che hanno partorito negli Stati Uniti tra maggio 2014 e novembre 2017. Le donne, giunte almeno alla 37esima settimana di gestazione e tutte sotto anestesia epidurale, hanno raggiunto la dilatazione di 10 cm e sono state assegnate casualmente a ostetriche che hanno fatto iniziare le spinte immediatamente o dopo 60 minuti. La maggior parte delle donne di entrambi i gruppi ha partorito in modo naturale, senza ricorrere cioè al parto cesareo.

Tuttavia, tra le donne che hanno iniziato immediatamente a spingere, solo il 6,7% ha sviluppato un’infezione rispetto al 9,1% di quelle che hanno iniziato le spinte dopo 60 minuti. Inoltre solo il 2,3% del primo gruppo ha sperimentato un grave sanguinamento post-partum contro il 4% di chi ha tardato le spinte. Molto significativo il fatto che le donne che hanno spinto fin dall’inizio hanno sperimentato una seconda fase del travaglio più corta di circa 30 minuti rispetto a chi ha iniziato le spinte tardivamente e i neonati hanno mostrato tassi significativamente più bassi di sospetta sepsi: il 3,2% contro il 4,4%.

Lo studio pubblicato sul Jama journal è stato ripreso e riassunto anche nel tweet di uno dei medici che collaborano con il Jama journal, Edward Livingston.

Spingere durante il travaglio è fisicamente impegnativo e intenso – ha spiegato la dottoressa Cahill – Le donne si affidano alla propria ostetrica e al medico e le nostre scoperte possono guidare gli specialisti a gestire la seconda fase del travaglio in modo da garantire una salute ottimale per le mamme e i loro bambini. Ciò significa evitare spinte ritardate al fine di aumentare la possibilità di parto naturale e per evitare un travaglio più lungo e maggiori rischi per la salute di madri e bambini.

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