Perché il sonno dei neonati è variabile, le risposte in uno studio

Uno studio condotto dalla McGill University traccia le motivazioni del sonno frammentato nei neonati durante la notte. Fonte di ansie e preoccupazioni dei neo-genitori che non ne comprendono le dinamiche. Il co-sleeping e l'allattamento al seno sono alcuni degli effetti che possono modificare l'andamento del sonno.

Uno dei problemi che maggiormente affligge i neo-genitori è il sonno dei neonati. Spesso i genitori si aspettano – come se fosse un traguardo –  che  intorno ai sei mesi di vita del proprio bimbo, il piccolo inizi a dormire tutta la notte ma, sappiamo bene che, molte volte, non è così. Questo scatena nei neo genitori frustrazioni e domande che non trovano una risposta all’apparenza adeguata.

Secondo un nuovo studio condotto dalla Prof.ssa e psicologa Marie-Helene Pennestri della McGill University, i genitori dovrebbero vedere il consolidamento del sonno del proprio bambino come un graduale e normale processo, invece che come una pietra miliare da raggiungere a un’età specifica. Le motivazioni per cui un neonato non dorme per l’intera notte sono diverse e fisiologiche nei primi mesi di vita e questo studio ne afferma le peculiarità.

 

Il sonno dei neonati: lo studio che spiega perché è variabile

Nello studio pubblicato su Sleep Medicine, i ricercatori hanno seguito 44 neonati di sei mesi di vita per un periodo di due settimane chiedendo alle madri di annotare, su un diario del sonno, l’andamento dei propri figli in quel asso temporale.

Le mamme hanno riferito che i loro neonati avevano dormito 6 ore consecutive per circa 5 notti nel periodo di osservazione (2 settimane) e 8 ore consecutive per circa 3 notti nello stesso periodo. La metà dei bambini, tuttavia, non ha mai dormito 8 ore consecutive.

Gli studiosi hanno scoperto che i modelli di sonno variano notevolmente, non solo per bambini diversi, ma anche da notte a notte per il medesimo bambino.

L’autore dello studio, la Prof.ssa Marie-Helene Pennestri ha così affermato:

Sebbene ricerche precedenti abbiano dimostrato che i bambini iniziano a dormire tutta la notte in diversi stadi di sviluppo, poco si sa sui modelli di sonno individuali notte dopo notte.

Effetti dell’allattamento al seno e del co-sleeping

Dallo studio condotto i ricercatori hanno dimostrato anche come l’allattamento al seno e il co-sleeping (ovvero il dormire insieme al bambino), hanno degli effetti sull’andamento del sonno nei neonati.

Esistono molti studi e ricerche su questa tematica particolare ma, quello che, in questo caso di studio specifico viene alla luce è come il dormire insieme al neonato renda la mamma maggiormente reattiva ad ogni minimo risveglio notturno del proprio bambino considerandolo come problematico anche se questo, difatti, non lo è.

Dunque, questa pratica di co-sleeping è considerata dallo studio come una variabile che incide sull’andamento del sonno del bimbo durante la notte. In merito, la prof.ssa Pennestri spiega:

I genitori sono spesso esposti a molte informazioni contraddittorie sul sonno del neonato. Non dovrebbero preoccuparsi se il loro bambino non dorme tutta la notte a un’età specifica perché i modelli di sonno differiscono molto durante l’infanzia.

È fondamentale che i genitori comprendano le percezioni e le aspettative sul sonno del neonato. Nella ricerca futura, speriamo di capire cosa significa veramente per loro “dormire tutta la notte”.

Sia i genitori che i medici dovrebbero essere entrambi consapevoli del fatto che dormire occasionalmente durante la notte con il proprio bambino non implica necessariamente un consolidamento di questo comportamento.

Non è assolutamente vero che se un bambino dorme in modo “frammentato”, questo perdurerà sempre. Semplicemente, è un processo di crescita naturale che varia da neonato a neonato. Ciò che serve è molta pazienza e serenità.

Articolo originale pubblicato il 3 dicembre 2020

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