Pma per tutte: al via la raccolta firme per estendere l'accesso anche alle single

L'obiettivo è raccogliere le 50 mila firme necessarie a portare la proposta, che modificherebbe l'articolo 5 della legge attualmente in vigore, in Parlamento.

Ufficialmente al via dall’8 giugno la raccolta firme per la proposta di legge intitolata “Pma per tutte”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e volta a estendere la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita alle donne che, attualmente, ne sono ancora escluse. Come le single, ad esempio.

L’obiettivo è raccogliere 50 mila firme in 6 mesi, quelle necessarie, costituzionalmente, perché la proposta venga depositata in Parlamento.

La proposta di legge modificherebbe l’articolo 5 della legge 40/2004 sulla Procreazione Medicalmente Assistita, e andrebbe a consentirne l’accesso anche alle donne single e alle coppie di donne; allo stato attuale la legge consente di accedere alle tecniche solo alle coppie eterosessuali, maggiorenni, coniugate o conviventi.

L’iniziativa si inserisce nel lungo percorso che, negli ultimi vent’anni, ha progressivamente smantellato molti dei limiti previsti dalla legge 40 grazie agli interventi della Corte costituzionale. Le diverse sentenze hanno infatti reso concretamente accessibili le tecniche di procreazione medicalmente assistita, cancellando il limite dei tre embrioni, il divieto di fecondazione eterologa e aprendo alla diagnosi genetica preimpianto per le coppie portatrici di malattie genetiche.

La permanenza dell’articolo 5 così come scritto attualmente “È una discriminazione fondata sullo stato civile, che produce anche una disuguaglianza economica – si legge sul sito dell’Associazione Coscioni – chi può permetterselo va all’estero, chi non può resta esclusa. Chiediamo di modificare l’articolo 5 e di garantire l’accesso alla PMA a tutte le donne, senza discriminazioni”.

“La Corte costituzionale ha chiarito che non esiste alcun ostacolo costituzionale all’eliminazione di questo divieto e che spetta al Parlamento intervenire – sostengono Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Francesca Re, coordinatrice della campagna “Pma per tutte” – Con questa raccolta firme vogliamo trasformare questa indicazione in una riforma concreta, affinché anche in Italia sia garantito un accesso equo alla procreazione medicalmente assistita, senza discriminazioni. Non è accettabile che donne single e coppie di donne siano ancora costrette a spostarsi all’estero per realizzare un progetto di famiglia che potrebbe essere legittimamente realizzato anche in Italia”.

Testimonial della campagna è l’ex calciatrice Alia Guagni, mammna single grazie a un percorso di Pma seguito in Spagna, che in un video racconta la sua storia: “Per tanti anni il calcio è stata la mia vita, il mio lavoro e la mia passione. Ma la conquista più grande è stata un’altra: è stata avere mia figlia. Ma sono dovuto andare in Spagna per farlo per poterla avere con la procreazione medicalmente assistita. In Italia non avrei potuto. Mi piacerebbe che mia figlia crescesse in un paese più giusto dove la Pma sia accessibile a tutte le donne, senza dover andare all’estero per realizzare il proprio sogno”.

L’Associazione Luca Coscioni ha anche diffuso una mappa aggiornata sull’accesso alla Pma, dove si nota come in 13 Paesi, compreso il nostro, la fecondazione assistita sia vietata alle single; come l’Italia, così la legge lo prevede in Albania, Armenia, Azerbaigian, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Lituania, Polonia, Principato di Monaco, Repubblica Ceca e Slovacchia; Austria e Svizzera, invece, lo prevedono per tutte le tipologie di coppia, senza distinzione in base all’orientamento sessuale.

In Europa sono 32 i Paesi in cui la procreazione medicalmente assistita è accessibile anche alle donne single. In diversi di questi Stati l’accesso è consentito anche alle coppie omogenitoriali: è il caso di Francia, Spagna, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Danimarca e Paesi Bassi.

Altri Paesi europei, invece, permettono la Pma alle donne single ma continuano a riservarla esclusivamente alle coppie eterosessuali. Tra questi figurano Bielorussia, Cipro, Grecia, Lettonia, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Russia, Serbia e Ucraina.

Per firmare la petizione ci si può recare ai tavoli che saranno allesdtiti in tutta Italia nelle prossime settimane, oppure seguire il link, accedendo con Spid o con le altre modalità previste.

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