Pap test sbagliati in Irlanda: davano falsi negativi - GravidanzaOnline

Pap test sbagliati in Irlanda, falsi negativi a più di 200 donne

Scandalo pap-test in Irlanda: oltre 200 donne hanno ricevuto dei falsi negativi e alcune di loro hanno sviluppato tumori al collo dell'utero.

Il Pap test dovrebbe essere l’arma più forte e più efficace per riconoscere i primi segnali della presenza di cellule che potrebbero trasformarsi in tumori, e per intervenire prima che ciò accada.

Ma qualcosa, in Irlanda, ha funzionato male, e l’esito per le donne che si sono sottoposte al programma di screening di prevenzione del tumore del collo dell’utero è stato il contrario di quello atteso.

Le analisi condotte sui Pap test, si è scoperto dopo anni, erano sbagliate, e molti esami contrassegnati come negativi erano in realtà positivi e meritavano ulteriori approfondimenti. Quelle donne erano dunque a rischio tumore, ma non lo sapevano. Pensavano anzi di essere in salute, grazie alla conferma del programma di screening previsto dal sistema sanitario irlandese.

Oltre 200 donne, delle 1.400 circa revisionate in seguito alla denuncia di casi di anomalie, hanno ricevuto risultati sbagliati. E 20 donne sono morte per avere sviluppato e non curato in tempo il tumore al collo dell’utero.

Il programma, noto come “CervicalCheck“, è del tutto simile a quello italiano, previsto per tutte le donne dai 25 ai 64 anni ogni tre anni (sempre gratuitamente).

In Irlanda lo scandalo dei Pap test è scoppiato a partire dal caso di una donna che, nel 2014, ha scoperto di avere un tumore alla cervice uterina, nonostante l’ultimo pap test di routine, eseguito nel 2011, avesse dato risultati negativi rispetto alla presenza di cellule tumorali.

È stato quindi analizzato nuovamente il Pap test precedente, e si è scoperto che i risultati erano errati: quel Pap test non era negativo, come si leggeva nel referto, ma presentava già alterazioni che valeva la pena indagare (se il Pap test dà esito positivo alla donna viene solitamente prescritta una colposcopia ed eventualmente una biopsia per approfondire la situazione).

La società incaricata delle analisi del programma di screening irlandese è indipendente dal sistema nazionale, un altro elemento che ha acceso le polemiche, insieme al fatto che, per molti anni, alle donne interessate non è stato notificato l’errore, impedendo loro, di fatto, di potersi curare. L’inchiesta è ancora in corso, e non è escluso che il numero di donne interessato sia molto più alto.

Il tumore al collo dell’utero è causato da un tipo particolare di Papillomavirus e ha un’evoluzione piuttosto lenta, per questo i programmi di screening sono realmente efficaci nel prevenire esiti drammatici: in Italia negli ultimi 10 anni c’è stata una diminuzione del 25% dei tumori al collo dell’utero. Ogni anno vengono tuttavia diagnosticati 3.500 nuovi casi di carcinoma della cervice uterina (dati del Ministero della salute): la prevenzione è fondamentale per prevenire la formazione dei tumori.

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