
La donna si trova attaccata a un respiratore da oltre 90 giorni, perché per le leggi anti-aborto della Georgia non può interrompere la gravidanza...
La vicenda risale ad alcuni mesi fa. Oggi mamma e bimbo stanno bene.

Una giovane donna ha rischiato la vita quando, alla 22esima settimana di gravidanza, si è verificata una dissecazione acuta dell’aorta, una grave lacerazione della principale arteria del corpo. Grazie a un intervento chirurgico d’urgenza eseguito all’ospedale Niguarda di Milano, però, la donna è riuscita a salvarsi e a portare avanti la gravidanza, con il feto rimasto nell’utero durante l’operazione.
Il delicato intervento ha richiesto il lavoro di un’équipe multidisciplinare composta da ginecologi, cardiochirurghi e neonatologi, che ha dovuto affrontare una situazione estremamente complessa: salvare la vita della madre senza interrompere la gravidanza, permettendo al bambino di continuare il più possibile lo sviluppo.
La struttura sanitaria ha spiegato che mamma e figlio stanno bene, definendo il caso come una rara testimonianza di un intervento con pochissimi precedenti nella letteratura scientifica internazionale.
La vicenda è iniziata alcuni mesi fa, quando la futura mamma si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda accusando un malessere generale. Gli specialisti della Struttura di Ostetricia e Ginecologia, guidata dal dottor Federico Spelzini, hanno immediatamente attivato un’équipe multidisciplinare.
Gli accertamenti hanno portato alla diagnosi di dissezione acuta dell’aorta, una condizione in cui la parete dell’arteria si lacera creando un rischio elevatissimo per la vita della paziente.
In una persona non incinta, una situazione simile richiede generalmente un intervento chirurgico immediato. Nel caso specifico, però, la complessità era ancora maggiore: la donna era alla 22esima settimana di gravidanza e i medici dovevano intervenire sull’aorta cercando contemporaneamente di proteggere il feto.
“Si è verificata una gravissima condizione cardiaca a rischio immediato di vita per la paziente e quindi anche per il feto, che richiedeva l’esecuzione immediata di un complesso intervento cardiochirurgico”, ha spiegato Claudio Russo, direttore della Cardiochirurgia.

La donna si trova attaccata a un respiratore da oltre 90 giorni, perché per le leggi anti-aborto della Georgia non può interrompere la gravidanza...
La decisione dell’équipe è stata quella di procedere con l’operazione mantenendo il bambino nell’utero. L’intervento, durato circa sette ore, ha permesso di riparare il problema all’aorta e stabilizzare le condizioni della donna.
Dopo l’operazione, la donna è stata seguita costantemente dagli specialisti di Cardiologia e Ginecologia. La gravidanza è potuta proseguire fino alla 34esima settimana, quando i medici hanno programmato un parto cesareo.
A distanza di tre mesi dall’intervento, madre e figlio sono entrambi in buone condizioni di salute. Una storia che dimostra come i progressi della medicina e la collaborazione tra diverse specialità possano rendere possibili interventi estremamente complessi anche durante la gravidanza.