
I giudici onorari del Tribunale per i minorenni hanno selezionato i genitori adottivi del piccolo affidato alla Culla per la Vita, dopo l'analisi d...
Il bimbo era accompagnato da un biglietto della madre: "Sei stato tanto amato".

Certe scelte non sono mai semplici da prendere, e nessuno dovrebbe parlarne come se conoscesse le ragioni, o gli stati d’animo, che hanno portato le persone a prenderle, benché alcune notizie stimolino in automatico la loro narrazione romanticizzata e, di conseguenza, il giudizio. La donna che ha lasciato un bambino nella Culla per la vita della Croce Rossa di Bergamo, nel quartiere Loreto, domenica 19 aprile, ha accompagnato il neonato a un biglietto, posto accanto a lui nella culla: “Ti auguro una vita piena di gioia e di serenità, che in questo momento non ti possiamo dare. Ma sei stato tanto amato. Ti amo tanto”.
Parole che, al netto dell’aspetto più strettamente emotivo e sentimentale, evocano in maniera eloquente tutta la sofferenza e la difficoltà dietro la scelta presa da questa donna. Tutto è accaduto attorno alle 9:45, quando il sistema di protezione collegato direttamente con il 118 è scattato, allertando gli operatori, che in pochi minuti sono giunti sul posto e preso in carico il neonato, trasferito all’ospedale Papa Giovanni XXIII. È in buone condizioni, come hanno spiegato i sanitari, ha mangiato e non presenta nessun problema di salute.
La Culla per la vita è una struttura che consente a chi si trova in situazioni di difficoltà di lasciare i neonati in condizioni di totale sicurezza, nel pieno rispetto dell’anonimato; anche per questa ragione il dispositivo non è dotato di sistemi di ripresa esterna. Si tratta di un’alternativa alla possibilità di partorire in ospedale e lasciare lì il neonato, affidato alle cure del personale medico, anche in questo caso nel più totale anonimato, come regolato dal D.P.R. 396/2000, art. 30, e dalle legge 184/1983 sulle adozioni.
Le Culle per la vita hanno dispositivi di sicurezza che, come detto, mettono subito in allerta i soccorsi, riscaldamento, chiusura automatica e presidio di controllo attivo 24 ore su 24. In Italia ce ne sono circa sessanta, pur se non distribuite in tutte le regioni.
Un caso analogo era successo nel 2023, quando fuori dalla Clinica Mangiagalli di Milano era stato lasciato un bambino, successivamente adottato e chiamato Enea.

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A Bergamo, invece, sempre nel 2023, esattamente il 3 maggio, era stata lasciata una bambina, poi chiamata Noemi, anche in questo caso accompagnata da un messaggio: “Vi affido un pezzo importante della mia vita, che sicuramente non dimenticherò mai”.