I primi giorni da "papi" di Marco Gentili. "È bellissimo"

Il marito di Benedetta Rossi racconta tutta l'emozione di essere chiamato "papi" dalle due bambine appena adottate.

Benedetta Rossi e Marco Gentili stanno vivendo una fase completamente nuova della loro vita. Dopo il rientro in Italia insieme alle due bambine adottate, Natacha e Sharlyn, la quotidianità della coppia è cambiata radicalmente, tra nuove abitudini, ritmi più intensi e emozioni mai provate prima. Se finora era stata soprattutto la food creator a raccontare alcuni momenti di questo percorso, ora è il marito a condividere le prime impressioni sulla sua nuova vita da papà, con la consueta spontaneità e una buona dose di ironia.

A dare la misura del cambiamento è il confronto con la vita che la coppia conduceva prima dell’arrivo delle bambine. “Sono un po’ provato. Adesso sono le 22 e stasera c’è un po’ di silenzio”, ha raccontato.

Quello che fino a poco tempo fa rappresentava la normalità, oggi è diventato quasi un piccolo privilegio da assaporare: “Il silenzio che per noi era una normalità, adesso è diventata una cosa straordinaria, ma bellissima”. Le bambine, quella sera, erano andate a dormire un po’ prima del solito e Marco Gentili ne ha approfittato per godersi qualche momento di tranquillità.

Il suo racconto restituisce così l’immagine di una casa completamente trasformata dall’arrivo delle figlie: meno silenzio, più movimento e una quotidianità decisamente più piena, ma anche la consapevolezza di quanto sia preziosa questa nuova normalità.

Tra gli aspetti più emozionanti di questa nuova esperienza c’è il rapporto che si è instaurato fin dai primi giorni con le bambine. A colpire particolarmente Gentili è stato sentirsi chiamare papà, o meglio “papi”.

“All’inizio, ma ancora oggi, era molto emozionante. In particolare la sensazione di sentirsi chiamare papà, anzi papi”, ha raccontato.

Il legame con le bambine è stato favorito anche da una circostanza particolare. Natacha e Sharlyn sono madrelingua spagnole e, almeno inizialmente, Marco Gentili è diventato il principale punto di riferimento per comunicare con loro.

“Io sono proprio bersagliato dalle loro curiosità, dalle loro chiamate, perché sono quello che parla spagnolo”, ha spiegato. In una prima fase è stato quindi lui a fare da tramite, aiutando le bambine a comunicare con Benedetta Rossi e diventando inevitabilmente una figura di riferimento per loro.

Ora, però, c’è un nuovo obiettivo: aiutarle a prendere sempre più confidenza con la lingua italiana. “Continuano a rivolgersi a me in spagnolo, ma dovrebbero parlare italiano”, ha ammesso con un sorriso.

E sulla quantità di volte in cui viene chiamato durante la giornata ha scherzato: “Però adesso papi, papi, papi, papi dalla sera alla mattina anche meno, bimbe!”. Subito dopo, però, ha chiarito il sentimento che prevale: “Scherzo, è bellissimo”.

L’inserimento nella nuova realtà passa anche dall’apprendimento della lingua. Libricini, film, musica e video sono alcuni degli strumenti attraverso i quali le bambine stanno iniziando a familiarizzare con l’italiano.

È un altro tassello di un percorso che la coppia sta costruendo giorno dopo giorno, accompagnando le figlie nella scoperta di una nuova casa, di nuove abitudini e di una nuova lingua.

In questo percorso Benedetta Rossi e Marco Gentili hanno scelto di mantenere un confine preciso tra la loro vita familiare e l’esposizione pubblica. I volti delle bambine non saranno mostrati sui social, una decisione presa per tutelarne la privacy e proteggerle in una fase particolarmente delicata della loro vita.

La coppia ha comunque intenzione di condividere con il pubblico alcuni momenti di questo nuovo capitolo, ma attraverso i propri racconti e senza rendere riconoscibili le bambine.

“Conoscere ve le faremo conoscere, ma attraverso i nostri racconti, ve ne parleremo, racconteremo anche le evoluzioni delle nostre vite – hanno rassicurato, aggiungendo però – La nostra decisione è quella di non mostrarle. Perché le vogliamo proteggere”.

Una scelta che consente alla coppia di raccontare la loro nuova vita da genitori senza rinunciare alla tutela della sfera privata delle due bambine, lasciando che siano loro, crescendo, a decidere eventualmente quanto della propria storia rendere pubblico.

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